Formula 1, la rivoluzione di Ecclestone: "Sì a due gare da 40 minuti"

Il patron del Circus apre ad una rivoluzione per rilanciare le corse: "Basta noia, ma serve coraggio". Ed è pronto a dire addio ai GP di Malesia e Germania: "Troppi soldi".

Immagine di Bernie Ecclestone, patron della Formula 1

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C’è aria di rivoluzione in Formula 1. Manca ancora l’ultima gara - quella decisiva per assegnare il titolo - da correre ad Abu Dhabi, ma intanto si pensa già al futuro. Lo fa Bernie Ecclestone, indomabile 86enne boss del Circus. Ha in mente un’idea per cambiare il format delle gare. Troppa noia? Il duello finale tra Rosberg ed Hamilton non è bastato. Ci vogliono modifiche radicali per svecchiare la Formula 1.

Nuovo concetto

Un'ora e mezza di gara non funziona più. Ecclestone parla chiaro al Times:
Le persone restano concentrate per un periodo molto breve, tanti sport stanno guardando all'introduzione di formule più corte. Gli ascolti TV in Brasile sono stati alti, abbiamo avuto una gara lunga con pioggia pesante e alcuni incidenti, ma questo ha comportato due partenze, le bandiere rosse, lo stop e la gente si è collegata.
Il rimedio? Spezzettare le gare in due blocchi da 40 minuti. 
Nella pausa i piloti potrebbero essere intervistati, si potrebbe lavorare sulle macchine e sarebbe un formato più attraente per pubblico, TV e sponsor. Ma serve il coraggio di cambiare. Tutti gli sport americani sono basati sul tempo, le persone sono uguali ovunque, oggi.

Perdere pezzi

Intanto si rischia di perdere gare importanti. A Singapore minacciano di lasciare la Formula 1, niente più Gran Premio della Malesia. Quest’anno c’è stato un calo significativo delle presenze sugli spalti. Nel 2008 erano 100mila spettatori, a settembre di quest’anno 73mila. In quel di Kuala Lumpur stanno pensando di stoppare la gara nel 2018, fine naturale del contratto di accordo. Ma Ecclestone non ci sta:
Il Gran Premio di Singapore è costato un sacco di soldi, ma altrettanti ne abbiamo dati all’organizzazione. Singapore ora è molto più di un aeroporto. Ora credono di aver raggiunto il loro obiettivo e non vogliono più le corse. In Formula 1 non c’è gratitudine.
E sui 3 GP ancora in dubbio, spiega senza drammi:
Facciamo del nostro meglio per mantenere il Canada e il Brasile. Hockenheim? Basta sovvenzionare il Gran Premio di Germania. Con le altre gare non facciamo così.

Prossima stagione

Altro dominio Mercedes? Per il boss nel 2017 ci sarà il solito monopolio. Poca fiducia a Ferrari e soprattutto alla Red Bull:
Se la casa austriaca crede di poter battere Mercedes con un miglior pacchetto aerodinamico, gli chiedo: perché sono così convinti? I tedeschi potrebbero essere superiori anche su questo piano.
Poi sulla scuderia di Maranello.
Sergio Marchionne vuole che la Ferrari vinca, forse lo vuole anche troppo. Credo che lui sappia di cosa abbia bisogno il Cavallino, ma non posso dare giudizi perché non so esattamente cosa sta accadendo internamente.
Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari
Arrivabene è in una posizione difficile. Suppongo che abbia le sue idee, ma magari non può attuarle perché c’è qualcuno sopra di lui. Jean Todt aveva buone idee e riusciva a venderle a Montezemolo facendogli credere che alla fine erano davvero sue. Questa è arte.

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