I numeri del Chelsea, la legge di Conte: 17 gol fatti, 0 subiti

Calcio d'esportazione e primato in Premier League. Il Chelsea di Conte allunga sul Liverpool: 6 vittorie di fila, imbattibilità da 589 minuti e un Diego Costa super.

Antonio Conte

935 condivisioni 0 commenti

di

Share

Over the top. In Inghilterra un nuovo film sta sbancando i botteghini. Il protagonista della pellicola campione d'incassi è una sorta di Silvester Stallone del football. Il suo nome? Antonio Conte. E il cinema, quello di Stamford Bridge, è sempre al completo. Perché ogni domenica vanno in scena 90 minuti di azione pura, roba forte. Merito di un casting rivoluzionario: il regista, un italiano in Premier League, segue la orme di Paolo Sorrentino ad Hollywood. E ora anche i tifosi Blues hanno la loro 'Grande Bellezza'. Chelsea in the wonderland, vietato svegliarli. Perché addormentarsi nella stanza più alta della Premier è la sensazione più bella del mondo.

Conte e Diego Costa, felicità dopo la vittoria contro il Middlesbrough

Primato

Anche in Inghilterra si scansano. Calma, nessuna polemica nata per un discorso motivazionale in spogliatoio: qui, semplicemente, si ammette lo strapotere del Chelsea. Va bene, non hanno le coppe, ma i numeri sorridono ai Blues. Elenchiamoli: il Chelsea ha 28 punti, seguono Liverpool e Manchester City a 27. Diego Costa, un uomo rivitalizzato, è il top scorer: 10 gol in 12 partite. Un mostro. Per credere, domandare al Middlesbrough: l'ultima vittima sacrificale del cannibale spagnolo. 0-1, Riverside Stadium sbancato: 'see you later'. E vetta di Sua Maestà monopolizzata.

Momenti

Il capopopolo italiano, da subito, ha avuto in testa un concetto chiaro: sapeva ciò che era il Chelsea, ma sapeva cosa poteva diventare. Il percorso, però, non è stato semplice: a settembre, le sconfitte consecutive contro Liverpool e Arsenal avevano scoperchiato il vaso di pandora. Tanti gol presi, pochi quelli segnati e coperta corta.

Guardiola lontano anni luce, 8 punti, e il fuoco incrociato delle critiche che sparava a più non posso. La spada di Damocle dell'esonero sulla capoccia e chili di ansia da smaltire.

La svolta

Sì, Conte è italiano. Quindi prima pensa alla difesa: ma il suo non è un catenaccio, guai. Se fosse solo una questione di schemi, sarebbe troppo facile allenare: basterebbe un computer. Ma Antonio ha 'hackerato' il software della retroguardia Blues. Nessun furto, il salentino lo ha solo potenziato: lo ha reso perfetto. E ora il Chelsea non sa più cosa vuol dire subire gol: 17 reti segnate, sei vittorie di fila e altrettanti 'clean sheet'. Contropiede funambolico, tattica minimalista tendente alla perfezione. E cambio di modulo: via col 3-4-3. 

La difesa a tre è una risorsa imprescindibile. Se la si interpreta in maniera troppo prudente diventa a 5, se la si sviluppa in maniera offensiva, come fa Conte, cambia la vita. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Chelsea in fase di non possesso ha un equilibrio perfetto. Davanti alla difesa la diga è imperforabile: Kanté, come l'acqua sulla terra, occupa il 70% del campo. Courtois si maschera da Spiderman e para tutto. Chiedete a Negredo, anestetizzato dal belga al tramonto del match col Boro.

Cambiamenti

Made in Italy. Fatto in casa, artigianale. Con un pizzico di stile British. La stoffa a disposizione non era il top della gamma, ma il sarto sì: e si vede. Alcuni giocatori sono 'resuscitati': Costa, Hazard, Pedro, che trio. Spettacolo da vendere, ma tanta capacità di soffrire: come solo un italiano sa fare. Perché se vinci 1-0, devi anche pensare a non farti rimontare. E allora aggiunge un difensore in più, Ivanovic, quell'intoccabile che prima aveva escluso. Sì, in questo Chelsea sono tutti uguali: se non bagni la maglia di sudore, panchina. Si guarda sempre avanti:

Il primato? Io guardo sempre avanti: sabato ci aspetta un derby durissimo con il Tottenham

Futuro

Tottenham in casa, Manchester City fuori. Piatto ricco mi ci ficco, perché il bello viene ora. Il Chelsea è forte del primato e della migliore differenza reti, +18. United, Everton e Leicester sono crollate ai piedi dei Blues, solo Liverpool e Arsenal ce l'hanno fatta: ma erano altri tempi.

Segreti

Il 3-4-3 non valorizza solo la difesa. Anche in attacco gira tutto alla perfezione: contro il Boro, Diego Costa ha segnato per la settima volta consecutiva in una partita fuori casa, realizzando il suo decimo siglillo stagionale. Hazard, invece, ha creato ben sei occasioni da gol. E poi Moses, l'esterno che ora fa la differenza: finalmente titolare, il nigeriano largo a destra catalizza la manovra, aiutando una difesa non velocissima. Sul velluto anche Marcos Alonso, sulla fascia opposta. E i gol, ormai, arrivano senza soluzione di continuità: 17 gol nelle ultime 5 partite, meglio addirittura dei rivali super offensivi del Liverpool. 

Azpilicueta, convertito centrale nella difesa a 3, al fianco di Cahil è il miglior scudiero per l'estroso David Luiz. Insomma, alcuni giocatori, ai margini nell'ultimo anno con Mourinho, ora sono tornati al vertice, lassù: assieme al loro allenatore.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.