Esonero, please: ecco i posti più precari dove allenare in Inghilterra

Nelle ultime cinque stagioni, i club delle quattro serie professionistiche inglesi hanno esonerato quasi 200 tecnici. Ma esistono anche dieci società virtuose.

Francesco Guidolin, esonerato lo scorso 3 ottobre dallo Swansea

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"You're fired!". Un po' come in The Apprentice, il reality game portato al successo in Italia da Flavio Briatore. Guarda caso, uno che in fatto di esoneri ha accumulato una certa esperienza: la sua presidenza al Queens Park Rangers, tra il 2007 e il 2010, diede vita a una girandola di ben sette allenatori. Una peculiarità tutta italiana, direte voi: licenziare tecnici è uno degli sport preferiti dei patron nostrani. A quanto pare, tuttavia, in Inghilterra se la cavano bene anche da soli. La BBC si è divertita a scandagliare il grigio mondo degli esoneri a cui sono stati sottoposti i malcapitati manager di Premier League, Championship, League One e League Two.

L'esito dell'indagine è al limite del disarmante: nelle ultime cinque stagioni, a partire cioè dal 2012/13, sono stati sollevati dall'incarico 198 allenatori. Altri due, insomma, e scatta la cifra tonda dei 200. Il picco è stato raggiunto proprio lo scorso anno, "grazie" (si fa per dire) ai 58 mister mandati a casa senza troppi giri di parole. Un vero e proprio record per il calcio di Sua Maestà: il precedente primato apparteneva ai 53 esoneri della stagione 2001/02. Un'escalation che chiaramente rende inquieto Richard Bevan, numero uno della League Managers Association (organizzazione che riunisce e tutela gli allenatori delle prime quattro serie professionistiche):

Si tratta di uno degli aspetti più preoccupanti del calcio inglese. Questa instabilità non è sana né lungimirante nel lungo periodo per gli stessi club.

Roberto Di Matteo è stato esonerato dall'Aston Villa lo scorso 3 ottobre

Il "serbatoio" più corposo di separazioni non consensuali è la Championship, il corrispettivo della nostra Serie B: 69 esoneri nelle ultime cinque stagioni. La cadetteria inglese ha già preso il largo in questo inizio di 2016/17, con ben 7 cambi di allenatori: Kenny Jackett del Wolverhampton, Paul Trollope del Cardiff City, Alan Stubbs del Rotherham, Gary Caldwell del Wigan, Jimmy Floyd Hasselbaink del QPR e i due italiani Roberto Di Matteo (sollevato dall'Aston Villa dopo 11 giornate) e Walter Zenga, che al Wolverhampton aveva ereditato la panchina dal già citato Jackett. Un altro allenatore del nostro Paese, Francesco Guidolin, è invece l'unico tecnico esonerato finora in Premier League: per lui l'addio allo Swansea è arrivato lo scorso 3 ottobre, dopo aver raccolto solo 4 punti nelle prime sette giornate.

Il Wolverhampton ha invece esonerato Walter Zenga lo scorso 25 ottobre

Lo scettro della società più "impaziente" d'Inghilterra spetta però a un club che milita attualmente in League One: il Charlton Athletic, con un passato in Premier e ultima maglia del Regno Unito indossata da Paolo Di Canio. Dal marzo 2014, il proprietario belga Roland Duchatelet ha esonerato addirittura sette manager. L'ultimo è storia recentissima: dopo appena cinque mesi, anche Russell Slade ha salutato The Valley. Tre vittorie e due pareggi nelle ultime sei partite di campionato non sono bastate per salvargli l'incarico: il 3-0 subito in casa dello Swindon Town è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso in realtà non troppo colmo.

D'altronde, non stupisce che il record di esoneri spetti a un club di Londra: nelle ultime cinque stagioni, i vari sodalizi della capitale hanno "mietuto" 32 vittime. Fuori dai confini londinesi, invece, la città più precaria è Nottingham: tra il leggendario Forest e il Notts County, sono 10 gli allenatori a cui è stato dato il benservito. Insomma, se il Charlton vanta il primato solitario, la patria di Robin Hood si rivela anche il luogo più "insicuro" d'Inghilterra se nella vita hai scelto il mestiere dell'allenatore di calcio. Anche Leeds si difende piuttosto bene: sei esoneri negli ultimi cinque anni, non tutti riconducibili quindi all'ex patron cagliaritano Massimo Cellino, sbarcato nello Yorkshire nel 2014 con la fama di "mangia-allenatori" a precederlo.

Il proprietario del Charlton, Roland Duchatelet, ha esonerato 7 allenatori negli ultimi due anni e mezzo

In totale, sono sette le società che hanno esonerato cinque o più manager a partire dal 2012/13: oltre ai già citati Charlton, Leeds, Nottingham Forest e Notts County, ecco anche il Leyton Orient guidato attualmente da Alberto Cavasin (anche Fabio Liverani è transitato da quelle parti), l'Hartlepool e lo Scunthorpe. Un dato significativo, a tal proposito, arriva dal rendimento di queste squadre: solamente Leeds e Scunthorpe hanno raggiunto piazzamenti migliori a partire dal 2012. L'Hartlepool ha invece perso in totale 26 posizioni, stesso trend negativo del County. 

In questo mare magnum di rapporti interrotti, ci pensano dieci club a restituire ossigeno alla categoria. Il premio fedeltà è ovviamente appannaggio dell'Arsenal: proprio quest'anno Arsene Wenger ha festeggiato il 20° anno di matrimonio con i Gunners. Le altre società più "tranquille" degli ultimi cinque campionati sono invece l'Hull City e il Burnley (Premier League), il Burton Albion (Championship), il Bradford, il Port Vale, lo Shrewsbury (League One), il Crewe Alexandra, l'Exeter City e il Morecambe (League Two). Nel loro caso, gli allenatori in sella sono rimasti gli stessi o sono cambiati solamente per la decisione dei diretti interessati (come avvenuto all'Hull City con Steve Bruce, dimissionario al termine della scorsa stagione).

Arsene Wenger è il veterano dei veterani tra i manager inglesi

Queste dieci squadre sono anche la dimostrazione lampante che la fiducia alla fine ripaga: sei di loro (Burnley, Hull, Burton, Bradford, Port Vale e Shrewsbury) hanno migliorato la propria posizione in classifica rispetto al 2012/13, mentre le altre quattro (Arsenal, Crewe, Exeter e Morecambe) hanno mantenuto un piazzamento simile. Tra i presidenti più rassicuranti con cui lavorare, c'è sicuramente Ben Robinson, numero uno del Burton Albion:

Per me è ovvio che la stabilità sia vitale. Il 99% dei manager devono prima o poi affrontare un periodo difficile. Quando questo accade, se credi nel tuo allenatore allora devi sostenerlo. La nostra politica è quella di non interferire nelle scelte dei nostri tecnici. Noi li sosteniamo nel loro lavoro con pazienza e determinazione. Non si tratta di una formula segreta, la chiave è tutta nell'avere fiducia dell'allenatore che hai scelto.

Keith Hill, tecnico affezionatissimo al suo Rochdale

È un concetto che conosce bene il manager del Rochdale Keith Hill, manager del Rochdale che in carriera ha conosciuto un solo esonero: al Barnsley nel 2012, unico anno in cui il 47enne ex difensore si era separato dall'attuale squadra. Un'esperienza del tutto negativa, come testimoniato dallo stesso Hill:

Non è una situazione piacevole. Hai giusto un paio di settimane per pensarci su e rialzarti dal divano. Dopo un necessario processo di "guarigione mentale", devi valutare quello che hai fatto nel verso giusto e quello che invece è andato storto. Dopodiché devi cercare subito il tuo prossimo impiego.

Per Hill, in ogni caso, nessun rischio di esonero potrà mai mettere in discussione il fascino di guidare una squadra:

È un ambiente straordinario in cui lavorare. Risolvi problemi ogni giorno, crei le basi per i successi e permetti ai calciatori più giovani di crescere. Lavori per conto di una vera e propria comunità e magari vinci pure. Qualsiasi ex giocatore o allenatore senza lavoro sente la necessità di rimettersi in sella. È una dolce pozione che beviamo ogni giorno.

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