Alla scoperta del Gegenpressing, l'ultima frontiera tedesca

Il Borussia Dortmund di Thomas Tuchel ha potenziato la teoria di Jürgen Klopp, i suoi colleghi lo stanno seguendo a ruota. Qual è il segreto della sua tattica?

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Analizzare la sconfitta del Bayern Monaco partendo dagli errori di Carlo Ancelotti, non nel suo momento migliore in Baviera, sarebbe riduttivo nei confronti del Borussia Dortmund. La Bundesliga si riscopre definitivamente patria di un tatticismo moderno, dinamico e pronto ad essere esportato in tutta Europa. La Germania è la culla dell'ultima trovata: il Gegenpressing.

Dortmund
La gioia del Borussia Dortmund al gol di Aubameyang: Bayern KO 1-0

Le origini

Chi pensava che il Borussia Dortmund avrebbe perso lo stampo "heavy-metal" plasmato da Jürgen Klopp, si è subito ricreduto guardando l'efficacia e il gioco pratico di Thomas Tuchel. Non solo è avvenuta una crescita dal punto di vista dell'intensità, ma diversi club hanno cominciato a osservare attentamente il sistema che, solo pochi anni fa, aveva temporaneamente interrotto il dominio nazionale del Bayern. Proprio l'attuale tecnico del Liverpool, infatti, aveva dato il via ad una rivoluzione tattica e psico-fisica: non era alla guida della squadra più forte, ma era il tecnico dei giocatori con più energie e con la migliore visione di gioco. Una visione che, per forza di cose, porta ogni giocatore a tenersi costantemente pronto su tre fronti: il pallone, l'avversario più vicino e la linea di passaggio.

Klopp
Jürgen Klopp, pioniere ed esportatore del Gegenpressing tedesco

L'applicazione

Il progetto in fase embrionale prevede un pressing sul portatore di palla, che al momento dello stop dovrebbe fronteggiare quantomeno un raddoppio di marcatura. La sua prima evoluzione vede diminuire la pressione sul singolo e una maggiore attenzione al collettivo: chi perde palla va a pressare l'uomo, mentre i compagni di reparto marcano a uomo le opzioni più immediate per lo scarico del pallone. Da queste due direttrici, sviluppate da Klopp e Heynckes, nasce la fase di non possesso di Guardiola: non basta la marcatura, ognuno deve pensare a intercettare il pallone coprendo la linea di passaggio.

Con l'arrivo di Tuchel, ma anche di Schmidt al Bayer Leverkusen e, in maniera minore, di Nagelsmann all'Hoffenheim e Hasenhüttl al Lipsia, il Gegenpressing ha trovato una nuova evoluzione. L'intera preparazione atletica è volta alla sua attuazione, in modo da renderlo maggiormente sfiancante. Chi si trova a fronteggiarlo è costretto a un giro palla senza particolari soluzioni in verticale, finendo in una morsa ben specifica: scarico in orizzontale sulla linea laterale, dove il raggio d'azione si restringe, e lancio in profondità, più per liberarsi del pallone che per una posizione migliore di un compagno.

Thomas Tuchel
Thomas Tuchel ne ha raccolto l'eredità

Le conseguenze

La perdita del pallone può essere più o meno pericolosa in base alla zona del campo e, ovviamente, al numero di elementi che mettono in atto la pressione. Intercettare palla prima di un lancio alla cieca può ribaltare la situazione, passando dal non possesso al contropiede senza che gli avversari possano sistemarsi per la copertura difensiva. Il Gegenpressing permette di alzare rapidamente il baricentro, con una concreta possibilità di recuperare il pallone in zone del campo particolarmente decisive. In caso di costrizione al lancio lungo, invece, si può tornare a manovrare dalla propria difesa. Non è escluso, inoltre, che possa fungere da barriera al limite dell'area, come ha fatto proprio il Borussia Dortmund contro il Bayern Monaco negli ultimi minuti al Westfalenstadion, limitando le occasioni per un eventuale pareggio.

Borussia-Bayern
Bayern Monaco costantemente braccato al Westfalenstadion

I rischi

L'unica certezza del Gegenpressing, però, non è la garanzia del risultato, bensì una prossima evoluzione. Ci sono ancora due controindicazioni alle quali non si è ancora posto un rimedio. La prima è quella della densità in campo: portare un consistente numero di giocatori in una zona ristretta, ovviamente, ne lascia scoperta un'altra più o meno ampia. Attuare la pressione su giocatori che hanno le potenzialità per cambiare gioco in maniera efficace, come avrebbe potuto fare Xabi Alonso a Dortmund, potrebbe regalare una preziosa superiorità numerica a chi esce dalla pressione. La seconda, invece, è la durata del ritmo a breve e lungo termine: per quale arco della partita si può mettere in pratica la massima espressione del sistema? E soprattutto, l'altissima intensità di questo inizio di Bundesliga rimarrà costante fino a fine stagione? Più che di lacune, si tratta di spunti di riflessione in attesa di un riscontro nei prossimi mesi.

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