Prima di Mayweather-McGregor: Muhammad Alì vs Antonio Inoki

Ancor prima dell'incontro ibrido fra Floyd Mayweather e Conor McGregor, 41 anni fa avveniva un altro dream match: Alì vs Inoki.

Muhammad Alì vs Antonio Inoki

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Sarà il match del secolo. Come se due broker di Wall Street indossassero i guantoni e si dessero battaglia sul ring. È questo che accomuna Floyd 'Money' Mayweather e Conor 'Notorious' McGregor: la capacità di distruggere ogni record di guadagno e ascolti nei rispettivi sport, e l'indiscutibile qualità tecnica che li contraddistingue negli stessi. McGregor, affrontarà lo statunitense in un incontro di boxe il prossimo 26 agosto a Las Vegas. E pensare che tutto era partito come una provocazione più che una reale proposta. E con le dovute differenze, la mente torna a più di quarant'anni fa, alla terra del Sol Levante, quando avvenne un match epico che avrebbe fatto la storia e che in futuro sarebbe stato citato spesso in tema di incontri misti.

Rewind

Il 26 giugno 1976, alla Nippon Budokan Arena, va in scena uno show che sarebbe stato ricordato nelle decadi a venireUn Muhammad Alì nel suo massimo splendore, al ritorno dall'inaspettata vittoria nell'allora Zaire contro il titano George Foreman e la successiva e vittoriosa chiusura della trilogia con 'Smokin' Joe Frazier, propone il confronto con l'allora maggior pro-wrestler nipponico del momento, nonché pioniere nella futura fondazione delle MMA: Antonio Inoki

Muhammad Ali, morto lo scorso 3 giugno

Inoki all'epoca accettava match esibizionistici contro qualunque esponente di varie arti marziali e tale doveva essere anche l'incontro con Muhammad Alì. Primo vero apprezzatissimo trash talker, Alì si presenta in Giappone con la più classica delle sfide:

C'è qualche combattente orientale che vuole sfidarmi? Se dovesse riuscire a vincere, gli darò un milione di dollari!

La sfida di Alì viene accettata da Inoki e il totale della borsa offerta al pugile ammonta a sei milioni di dollari. Non poco per il 1976. Secondo l'entourage di Alì, Inoki avrebbe potuto avere la possibilità di convertirlo in un combattimento reale, non più esibizionistico. Allora il team del pugile forza la mano per cambiare le regole: sarebbero stati ammessi solo i colpi, senza prese, né lanci verso le corde: il match diventa reale. Il trash talking di Alì continua a minare Inoki, che però risponde agli assalti del suo avversario.

Lo nominerò "Pellicano" per via del suo mento prominente!

dice Alì.

Stai attento che non ti si rompa la mano quando mi colpirai sul mento!

controbatte Inoki.

Antonio Inoki, 73 anni

Le basi per far nascere un grande spettacolo ci sono tutte. Il match viene trasmesso in 34 paesi e vengono venduti 15mila biglietti. Inoki, poco prima del match rincara la dose:

Non so quanto Alì stia prendendo seriamente questo combattimento, ma gli consiglio di farlo perché potrei persino rompergli un braccio

In realtà ad Alì non va bene lo script del match, per questo si muove e il combattimento passa dall'essere esibizionistico all'essere un vero combattimento. Secondo la fiction, come dichiarato dal giornalista Jim Murphy, Alì avrebbe dovuto colpire l'arbitro accidentalmente e poi Inoki avrebbe dovuto colpire Alì con un calcio alla testa. L'arbitro sarebbe poi rinvenuto e avrebbe conteggiato Alì e dato la vittoria a Inoki davanti alla sua gente.

Alì, appena capito che avrebbe dovuto perdere, rifiuta immediatamente. Ma quando il pugile va a vedere Inoki allenarsi e gli chiede quando avrebbero fatto un po' di pratica, Inoki ha ormai messo tutto in conto e gli dice che sarebbe stato un vero combattimento. L'allora business manager di Alì, Gene Kilroy, ricorda che la principale preoccupazione di Alì era rimanere concentrato per non far arrivare il match a terra. La lista di restrizioni imposte ad Inoki fa sì che le 15 riprese vedano il wrestler giapponese colpire con ripetuti dropkick le tibie di Alì. 

Antonio Inoki vs Muhammad Alì
Inoki afferra Alì. I due vengono divisi dall'arbitro.

Secondo molti esperti, date le regole, il match fu più una farsa poiché impediva a Inoki di comportarsi come si sarebbe comportato in un vero match. Inoltre è indicato come il punto più basso della carriera di Alì. I danni subiti dal pugile però furono reali. La sua gamba sinistra presentava dei coaguli, era infetta e ne limitava i movimenti. Alì rischiò addirittura l'amputazione, e di certo la sua carriera pugilistica ne risentì. 

Il verdetto

Alla fine delle 15 riprese, davanti a una folla sbigottita e delusa, il match viene risolto in un pareggio, sebbene Inoki avesse praticamente martoriato le gambe di Alì per 15 riprese e il pugile non avesse fatto nulla per evitarlo. Dopo il match i due diventano molto amici, tanto che Inoki prende in prestito la canzone d'entrata di Alì, nonché il famosissimo grido "Alì bom-ba-ye" che i tifosi del pugile urlavano nel suo match contro Foreman. Inoki addirittura crea una sigla a suo nome, la "Inoki Bom-ba-ye", che tratta di MMA e pro-wrestling, e cita proprio quella frase. Al ritiro dall'attività sportiva di Inoki, Muhammad Alì esprime parole d'affetto verso l'ex avversario, divenuto ormai amico. Oggi si parla di Mayweather vs McGregor. Non avrà di certo il fascino del grande classico, ma chi si perderà il match fra due titani del ring e dei media come loro due?

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