Italiani in Ligue 1: come va l'Erasmus di Balotelli e Verratti?

A cura di Danilo De Sensi per Crampi Sportivi.

Italiani in Ligue 1

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La puntate precedenti

Sulle sponde della Senna si percepisce aria di addio per uno dei talenti italiani più cristallini degli ultimi anni, in quanto Marco Verratti (e il suo agente soprattutto) sono sul piede di guerra: il grave infortunio, le sostituzioni sgradite, la crescita esponenziale e l’ingombrante presenza di Rabiot hanno trasformato quello che poteva essere definito come un periodo di appannamento in un caso mediatico. Tutta un’altra storia per Thiago Motta, ormai pilastro pluriconfermato del Paris St Germain, ad maiora.

"A Parigi ci divertiamo così"

Magari sono davvero il solo, ma da quando ho assimilato che quella al Monaco non era un’avventura come molte altre, mi sono ritrovato a pensare spesso alla vita di Andrea Raggi, a pensarci con un certo ottimismo; perché se per una buona parte della tua carriera calcistica ti sei ritrovato a girare quasi ogni anno in prestito tra la miriade di squadre italiane in cerca di un difensore centrale e all’improvviso qualcuno ti nota e dall’estero arriva la chiamata, e con essa, di conseguenza, un sorprendente miglioramento delle tue ambizioni da calciatore, e riesci ad adattarti alla nuova realtà e al nuovo ruolo e a mostrare tutto il tuo potenziale, allora significa che la ruota gira per davvero. Raggi è giunto alla sua quarta stagione al Monaco e con i suoi 32 anni continua a collezionare presenze: da inizio stagione tra Ligue 1, qualificazioni e fase a gironi di Champions ha disputato 14 partite).

Andrea Raggi

Infine, Balotelli. Contro ogni pronostico è riuscito a trovare un nuovo approdo all’estero, l’OGC Nizza. Soprattutto Mario ha trovato continuità, un gioco su misura, e di conseguenza gol; la sua è una media fin’ora che fa impallidire i commentatori più scettici sul suo talento: 7 reti in 9 partite, corredate da 2 gialli in Europa League, altrettanti in campionato più un’espulsione per somma di ammonizioni (tutte avvenute nei minuti finali). Si è speso ogni tipo di aggettivo per cercare di definire il carattere e il talento di Balotelli, credo che come in un delicatissimo equilibro non si possa far altro che augurargli “buona fortuna” senza troppi giri di parole.

“Bye haterz”

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