Mahrez, magie e realtà: "La Champions League? Non si sa mai..."

L'ala algerina è il simbolo del Leicester 2016/17: a rilento in Premier League, super in Europa. Tra filosofia di vita, modelli e tanto sacrificio tattico.

Riyad Mahrez, ala del Leicester

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La favola del Leicester è finita, la favola del Leicester continua. Tredicesimo posto in Premier League, capolista nel girone di Champions League. Zona retrocessione a soli due punti più giù, ottavi di finale che già ingolosiscono. Lo yin e lo yang accompagnano le Foxes in questa stagione fuori dagli schemi, se possibile quasi più imprevedibile di quella che ha portato la squadra di Claudio Ranieri allo storico trionfo dello scorso anno. Un andamento schizofrenico che si riflette naturalmente anche nel rendimento dei singoli giocatori campioni d'Inghilterra.

Prendete per esempio Riyad Mahrez: una sola rete (alla prima giornata) e appena due assist in undici giornate di campionato, tre gol e un assist vincente nelle prime quattro gare di Champions. Questione di stimoli, molto probabilmente, di prospettive individuali e collettive, di sogni che si sono trasferiti dall'alveo nazionale al palcoscenico europeo.

Mahrez tifoso d'eccezione agli ATP Finals di Londra

Sabato il Leicester - reduce dal ko casalingo con il WBA - farà visita al Watford, per il derby tutto italiano tra Ranieri e Mazzarri. Martedì sarà invece il Bruges a sbarcare al King Power Stadium, nella gara di Champions che potrebbe regalare agli inglesi l'accesso matematico agli ottavi di finale. Difficile gestire un cortocircuito emozionale così drastico, con tanto di tifosi e simpatizzanti - ormai sparsi in tutto il mondo - che sperano in un nuovo miracolo sportivo, ancora più grande del precedente. Mahrez alza le spalle, sorride ed esclama con tutta la semplicità del mondo:

Non si sa mai. Siamo una squadra arrivata dal nulla e ora giochiamo in Champions League.

"Come se giocassi per strada"

Gli inglesi di SkySports hanno raggiunto l'ala algerina a Belvoir Drive, quartier generale del Leicester. Tra una seduta di allenamento agli ordini di Ranieri e una sessione fotografica da testimonial per la nuova linea della Nike, Mahrez ha spiegato la propria filosofia di vita applicata al calcio. Un approccio che può essere considerato il segreto della sua esplosione a grandi livelli:

È come se giocassi ancora per strada. Prima di tutto, mi diverto. Il calcio è un gioco, per questo devi godertelo. Poi ovvio, quando rappresenti un club o una città, devi impegnarti seriamente e concentrarti al massimo per il bene della squadra. Ma la cosa più importante rimane quella di divertirsi sempre.

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Eppure, il processo di ambientamento Oltremanica non si preannunciava così divertente per il funambolo classe '91. A cominciare dalla fuga dai provini con gli scozzesi del St. Mirren, nel lontano 2007: le temperature erano troppo rigide da sopportare. A distanza di sette anni, avrebbe ripercorso il tragitto dalla Francia al Regno Unito, stavolta per rimanerci e affermarsi definitivamente:

All'inizio le mie qualità non erano adatte a giocare qui. L'ambiente in Inghilterra non è lo stesso di quello francese. È stata dura, ma l'ho presa come una sfida e le cose sono andate bene.

Gran parte del merito è da attribuirsi al suo atteggiamento umile, alla disponibilità dimostrata fin da subito nei confronti dello staff tecnico: al suo primo anno al Leicester, si sedeva accanto agli assistenti dell'allora manager Nigel Pearson per visionare i propri filmati e capire dove poter migliorare. Stesso obiettivo che lo porta a nutrirsi anche delle giocate degli altri fuoriclasse:

Le ali di Barcellona e Real Madrid sono fenomenali, giocatori che vanno assolutamente studiati. Non dico che m'ispiro a loro, ma sicuramente cerco di rubargli qualcosa.

Mahrez idolo anche tra i tifosi della sua Algeria

Recordman di palloni recuperati

Un processo di crescita continua, che ha portato Mahrez alla conquista del titolo di Player of the Year della scorsa Premier fino alla nomination tra i candidati al Pallone d'Oro 2016. Frutto delle sue geniali invenzioni sulla trequarti, senza dubbio. Ma anche di una dote che trasforma un fantasista in un uomo squadra, la capacità di aiutare i compagni in fase difensiva:

Lavoro molto sulla fase di recupero palla, devo ancora impegnarmi molto su questo aspetto, ma sono molto migliorato rispetto a prima.

I numeri non fanno che dimostrarlo: il numero 26 delle Foxes non solo è il secondo giocatore della Premier League, tra agosto 2015 e novembre 2016, per dribbling tentati (323, superato solo da Zaha del Crystal Palace), ma soprattutto è il recordman tra gli esterni alti per numero di palloni recuperati (263). Per rendere ancora più chiaro il concetto, Marc Albrighton - suo dirimpettaio sulla fascia sinistra e sulla carta più votato alla fase di interdizione - si limita a seguirlo a quota 255. È un Mahrez di lotta e di governo, fantasia pura unita a dedizione e sacrifico tattico. Serviranno entrambe per risollevare le sorti del Leicester in campionato. Saranno fondamentali ancora di più per dare ancora più sostanza al sogno proibito a tinte europee.

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