Gabriel Jesus: il ragazzo di strada che ha stregato Guardiola e il City

Dalla periferia di San Paolo alla Seleçao, passando per il Palmeiras. Chi è Gabriel Jesus, erede designato di Ronaldo e pallino del tecnico del City Pep Guardiola.

Seleçao Gabriel Jesus

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Che il Brasile sia sempre stato e continui ad essere terra florida per i crack di oggi e del futuro appare ormai abbastanza scontato anche da dire. Nella terra che ha dato i natali a pionieri e figure chiave del calcio mondiale - da Pelé a Neymar, passando per Ronaldo, Bebeto, Zico e Rivaldo soltanto per citarne alcuni -, non è infatti raro assistere alle continue esplosioni di talenti pronti a raccogliere le redini delle dominatrici del calcio europeo.

È successo con Ronaldinho, capace - dopo l'esplosione in patria con la maglia del Gremio - di caricarsi sulle proprie spalle le sorti del PSG prima e del Barcellona poi, imponendosi come uno dei calciatori più talentuosi dei primi anni 2000, e più in generale della storia del calcio moderno. Simile il destino di Neymar, capace di guadagnarsi i crismi di "erede di Pelé" al Santos prima di formare, sempre al Barcellona, uno dei tridenti più forti della storia recente assieme a Leo Messi e Luis Suarez.

Neymar e Ronaldinho
Neymar e Ronaldinho, in un'immagine che fa da metafora tra passato, presente e futuro della Seleçao.

In concomitanza con l'esplosione al Santos di Gabigol - passato all'Inter, dove sta patendo il difficile approccio con un calcio tattico quale quello italiano -, si è assistito ad un altro grosso exploit per quanto concerne il panorama calcistico brasiliano. Gabriel Jesus, diciannovenne terribile in forza al Palmeiras, è infatti riuscito a guadagnare i crismi del predestinato a seguito dell'esponenziale crescita manifestata nel corso del Brasileirao attuale.

La storia

Attaccante mobile e dal grande senso del gol, Gabriel Jesus nasce a San Paolo il 3 aprile del 1997. Ragazzino vivace e - come molti coetanei - affascinato dal mondo del pallone, il giovane Gabriel si ritrova catapultato nel grande calcio a partire dall'età di 15 anni, periodo in cui, a seguito di un provino sostenuto con il Palmeiras, viene tesserato dal glorioso club verdeoro. A cavallo del compimento della maggiore età, per Gabriel Jesus cominciano pian piano ad arrivare le prime presenze da titolare e i primi gol in campionato. Eppure sembra chiaro a tutti quanto quel funambolico enfant prodige venga un po' sottovalutato dal tecnico Dorival Junior, che gli impone il ruolo di esterno offensivo.

Jesus
Gabriel Jesus, attaccante attualmente al Palmeiras ma di proprietà del Manchester City.

La svolta per la carriera di Gabriel arriva in concomitanza con l'avvento di Cuca in sella alla panchina del Palmeiras. Il tecnico ex Cruzeiro vede infatti nel giovane diciannovenne un giocatore capace di agire nel ruolo di terminale offensivo, affidandogli di conseguenza il ruolo di numero 9. Neanche a dirlo, i risultati hanno da subito dato ragione a Cuca: una lunga serie tra gol, assist e ottime prestazioni sfornate nel solo 2016 hanno infatti convinto il Manchester City a sborsare nell'agosto di quest'anno ben 28 milioni di sterline - al cambio circa 32 milioni di euro - per convincere il Palmeiras a rinunciare al proprio gioiello già a partire dal gennaio del 2017. Acquisto, quello di Gabriel Jesus, fortemente sponsorizzato da Pep Guardiola, rimasto stregato dalle qualità del giovane attaccante che è diventato recentemente anche un punto fermo della Seleçao di Tite. Da settembre dell'anno attuale ad oggi sono infatti 4 i gol siglati da Gabriel con la maglia del Brasile in sole 5 presenze.

Il futuro

Come già sottolineato, da gennaio 2017 si apriranno per Gabriel Jesus le porte del Manchester City, bravo a soffiare il nuovo crack verdeoro a tantissimi top club europei - Juventus, Inter, Barcellona e Real Madrid su tutti - grazie anche al forte ascendente che il tecnico dei citizens Pep Guardiola può vantare sul ragazzo, il quale non ha nel corso dei mesi fatto mistero della forte volontà di lavorare con il mister catalano. Soltanto due mesi fa infatti, il neo-acquisto del City chiariva al The Guardian i motivi che lo avevano portato a scegliere Manchester a dispetto delle altre offerte, specificando quanto la componente guida tecnica abbia alla fine fatto la differenza.

La presenza di Guardiola al City è stata importantissima in funzione di quella che è stata la mia scelta finale. La sua telefonata mi ha dato modo di capire quanto lavorare assieme a lui potrà essere bello e costruttivo per la mia carriera.

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