"El Loco" Abreu non si ferma: a 40 anni firma per il suo 23esimo club

Il quarto cannoniere di sempre dell'Uruguay firma con i brasiliani del Bangú Atletico Clube: è la 23esima squadra di club diversa della sua carriera da calciatore.

Il momento della presentazione del "Loco" Abreu con il Bangú Atletico Clube

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Mentre il preparatore atletico del Portogallo, Joao Aroso, assicura che "senza lesioni importanti Cristiano Ronaldo può giocare fino a 41 anni", c'è chi, come Sebastián "El Loco" Abreu, è già a un passo dal raggiungere questo traguardo. Certo, non gioca nel Real Madrid, ma da fresco 40enne (compiuti il 17 ottobre) ha appena firmato un contratto di sei mesi con il Bangú Atletico Clube, squadra di quarta categoria brasiliana che si appresta a iniziare il campionato Carioca.

Giramondo del pallone

Si sente ancora competitivo e non ha nemmeno tutti i torti, visto che ovunque vada continua a segnare gol. Fino a questo momento a livello di club ne ha realizzate ben 103, sparpagliate in 4 diversi continenti (Sudamerica, America Centrale, Asia ed Europa), 10 paesi (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Ecuador, Messico, El Salvador, Spagna, Grecia e Israele) e ben 22 squadre. Il Bangú è infatti la 23esima della sua carriera, a cui arriva dopo l'ultima esperienza nella Primera Division di El Salvador con la maglia del Santa Tecla, salutata con 6 gol in 15 presenze. Prima c'erano state, in ordine cronologico, Defensor, San Lorenzo, Deportivo La Coruña, Grêmio, Tecos, Nacional, Cruz Azul, América, Dorados de Sinaloa, Monterrey, San Luis, Tigres, Beitar Gerusalemme, River Plate, Real Sociedad, Aris Salonicco, Botafogo, Figueirense, Rosario, Aucas e Sol de América.

Una "cavadinha mundial"

Il tutto condito ovviamente dalla sua avventura con la maglia dell'Uruguay, di cui è il quarto marcatore di tutti i tempi dietro solo Luis Suárez, Edinson Cavani e Diego Forlán. Con la Celeste, Abreu è riuscito a togliersi parecchie soddisfazioni, giocando anche due Mondiali, Corea e Giappone 2002 e Sudafrica 2010. Proprio in quest'ultimo fece conoscere a tutto il mondo la sua celebre "cavadinha", la versione sudamericana del nostro "cucchiaio", nei quarti di finale vinti (proprio grazie al suo penalty) contro il Ghana. Il calcio dagli undici metri alla Panenka è stato un marchio di fabbrica praticamente per tutta la sua carriera, a partire da quando glielo insegnò il brasiliano Djalminha ai tempi del Deportivo La Coruña.

Un 13 è per sempre

Abreu si esibirà nella sua cavadinha anche nel Bangú, c'è da starne certi. E anche lì indosserà come sempre la sua maglia numero 13, per lui un vero e proprio marchio di fabbrica a parte qualche piccola eccezione (con il Nacional Montevideo era occupato e riuscì addirittura a ottenere il 113!):

È il numero che mi ha accompagnato per ventidue anni di carriera. 

E il presidente del suo nuovo club, Jorge Varela, non ha certo voluto fargli interrompere la tradizione a 40 anni:

Gli abbiamo riservato il 13 quando ha accettato il nostro progetto. Avevamo promesso un nome di peso per inseguire il nostro obiettivo di tornare grandi. Per questo è arrivato "El Loco".

Abreu avrà sei mesi per dare ragione al suo nuovo presidente. Poi, al termine del campionato, deciderà cosa fare in futuro. E lui ha ancora tanta voglia di fare gol.

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