Superclasico, il Brasile umilia l'Argentina: 3-0

La squadra di Bauza soccombe sotto i colpi di Coutinho, Neymar e Paulinho: a Belo Horizonte sonora batosta per Messi e compagni, adesso la qualificazione è a rischio.

Brasile, l'esultanza di Coutinho e Neymar

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Il miglior Brasile, la peggiore Argentina. L'epilogo è scontato: un massacro. L'estasi verdeoro contrapposta all'umiliazione albiceleste. Non è solo una questione di risultato: la Seleçao ha creato occasioni senza soluzione di continuità, sempre pericoloso, sempre temibile. Complice anche l'arrendevolezza della squadra di Bauza, senza idee, svuotata della propria ragion d'essere. E adesso la qualificazioni ai Mondiali del 2018 è in salita: le prossime due partite, contro Colombia e Cile, saranno decisive per il futuro della Seleccion.

Primo tempo

Chi pensa che sia solo Messi contro Neymar si sbaglia di grosso. Sono due modi di concepire il calcio, di vivere la vita. La samba da una parte, il tango dall'altra. Anche se il Brasile visto stanotte al Mineirão è molto più operaio di quanto si possa pensare: più pragmatico, prima il dovere e poi il piacere.

Gli dà immediatamente ascolto Philippe Coutinho, che dopo 24' riceve da Neymar, si accentra e infila il sette della porta difesa da Romero. Supergol del trequartista del Liverpool. L'unica reazione dell'Argentina sta in un tiro dalla distanza di Biglia che fa il solletico ad Alisson. E quando il primo tempo sembra volgere al termine, Gabriel Jesus si inventa una giocata olimpica: controllo a tagliare fuori il centrocampo avversario e imbucata no-look per Neymar che, a tu per tu con il portiere, non sbaglia.

Da non tralasciare i demeriti dell'Argentina, secondo peggior attacco in questo girone di qualificazione ai prossimi Mondiali. Sì, avete capito bene, la squadra che può vantare un reparto offensivo composto da Messi, Higuain, Agüero, Dybala, Di Maria e Lavezzi ha fatto meglio solo della Bolivia ultima.

Secondo tempo

Una lezione di calcio che va avanti anche nella ripresa. L'ingresso del Kun non dà a Bauza la profondità sperata e il Brasile continua a giocare sul velluto. Doppia occasione nei primi dieci minuti: prima è Neymar cerca di restituire il favore a Gabriel Jesus, ma il piattone del 9 finisce di poco fuori. Poi è Paulinho che si vede respingere sulla linea un tiro a botta sicura.

Ma l'appuntamento con il gol del 3-0 è fissato. Ed è lo stesso Paulinho a metterlo a segno. In questa azione c'è tutta l'incapacità della fase difensiva dell'Argentina: Marcelo è libero di crossare sul secondo palo, Mas buca l'intervento e Renato Augusto è libero di servire il compagno di reparto che si è inserito tra i centrali di difesa e quelli di centrocampo.

Nonostante il risultato acquisito, i ragazzi di Tite non accennano a rallentare, sfiorando il poker in un paio di occasioni con Neymar e Firmino. Un dato basta a riassumere l'andamento delle due squadre: dopo la Copa America Centenario entrambe le federazioni hanno cambiato l'allenatore e, in quel momento, l'Argentina era prima nel girone di qualificazione e il Brasile sesto. A pochi mesi di distanza la situazione si è invertita. Bauza si interroga, ma ormai è troppo tardi.

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