Manchester United, tra i finanziatori di Trump c'è anche Ed Glazer

Tra le donazioni a favore del neo presidente Usa, anche quella del direttore dei Red Devils. Ma quali conseguenze potrebbe avere quest'elezione sulla Premier League?

Ed Glazer (primo a sinistra), direttore non esecutivo del Manchester United

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Chissà se per ringraziarlo non deciderà di fare una capatina a Old Trafford, magari durante una visita ufficiale da Capo di Stato. Di sicuro, Donald Trump avrebbe 45 mila buoni motivi per gustarsi una partita del Manchester United. Tanti quante le sterline che Ed Glazer, membro della famiglia proprietaria dei Red Devils, ha donato per finanziare la campagna elettorale del neo presidente eletto degli Stati Uniti. Edward è uno dei direttori non esecutivi della Manchester United Limited (la società che detiene la maggioranza del pacchetto azionario del club), è fratello dei due co-presidenti Avram e Joel e ricopre anche la carica di co-presidente dei Tampa Bay Buccaneers, franchigia di football americano della NFL.

Il neo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump

A Liverpool speravano nella Clinton

Per sostenere il tycoon americano nella corsa alla Casa Bianca, Glazer ha insomma deciso di riservare una cifra superiore ai 50 mila euro. Più di dieci volte superiore, altro dato curioso, alle 4.000 sterline (poco più di 4.500 euro) destinate invece all'avversaria democratica Hillary Clinton. Ed Glazer non è però l'unico magnate americano all'interno del calcio inglese ad aver supportato uno dei due candidati: il presidente del Liverpool Tom Werner ha scelto di donare circa 2 mila sterline (poco meno di 2.500 euro) alla causa della moglie di Bill Clinton. Una somma simile a quella concessa dalla leggenda dello sport mondiale Muhammad Ali prima della sua scomparsa nel giugno scorso. Tra i finanziatori della Clinton anche l'ex stella NBA Magic Johnson e l'ex campionessa di tennis Billie Jean King.

Il presidente del Liverpool Tom Werner ha invece scelto di finanziare solo la Clinton

Le cinque possibili ripercussioni sulla Premier League

Nonostante il sostegno elettorale di un numero maggiore di volti noti del mondo dello sport, la candidata democratica ha dovuto però cedere il passo all'esponente repubblicano. Il successo - che ha provocato uno shock letterale in quanti erano sicuri della sua sconfitta - potrebbe avere ripercussioni negative per quanto riguarda alcune dinamiche della Premier League. A sostenerlo è il Sun Sport, sezione sportiva del noto tabloid britannico, che identifica cinque potenziali rischi legati al programma presidenziale di Trump. Innanzitutto, le politiche restrittive in tema d'immigrazione proposte dal 45° presidente USA potrebbero spingere diversi calciatori stranieri a distogliere lo sguardo dall'America: secondo il Sun, questo potrebbe comportare per il campionato inglese un maggior afflusso di giocatori stranieri. Soprattutto nel caso in cui, secondo punto ipotizzato, i giocatori provenienti dai gruppi etnici "bersagliati" da Trump durante la sua campagna elettorale scelgano di non tentare fortuna Oltreoceano.

Le politiche economiche di Trump potrebbe attirare sempre più giocatori inglesi ed europei nella MLS

La volontà di abbassare le tasse anche ai contribuenti più facoltosi (terzo scenario) potrebbe invece attirare in maniera ancora più massiccia quei giocatori che, come già nel caso di Steven Gerrard o Frank Lampard, potrebbe decidere di concludere la loro carriera nella MLS. La quarta ipotesi presa in considerazione dal quotidiano britannico riguarda invece le tournée pre-campionato a cui sempre più club inglesi partecipano: nell'estate del 2016 ben 17 formazioni hanno disputato tornei amichevoli sul territorio americano. Un trend in ascesa che potrebbe invertirsi, alla luce delle proposte di tipo protezionistico sponsorizzate da Trump.

Il Manchester United è quotato presso la borsa di Wall Street dal 2012

Il quinto e ultimo tema toccato dal Sun ci riporta proprio al Manchester United, quotato dal 2012 presso la borsa newyorkese di Wall Street, e ai timori legati alle eventuali conseguenze delle politiche economico-finzanziarie del neo Capo di Stato americano. A questo punto, Ed Glazer e i suoi fratelli non possono che sperare che il loro sostegno a Donald Trump non si ritorca magicamente contro. In caso contrario, per un salto a Old Trafford si potrebbe trovare un piccolo spazio in agenda.

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