I Rangers reintegrano Joey Barton, ma lo spediscono con l'U20

Il club di Glasgow ha annunciato che il controverso centrocampista potrà tornare ad allenarsi, ma non lo farà con la prima squadra: è il preludio alla cessione a gennaio.

Barton Glasgow Rangers

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Joey Barton può tornare ad allenarsi coi Rangers, lo ha annunciato lo stesso club scozzese con una nota apparsa sul proprio sito ufficiale. L'incontro di settimana scorsa tra società e giocatore, che sembrava essersi concluso con un nulla di fatto, ha evidentemente dato i suoi frutti. Finito, dunque, il lungo periodo di sospensione che il centrocampista ha dovuto scontare come punizione per la rissa con il suo compagno di squadra Andy Halliday, al termine del derby contro il Celtic perso per 5-1 lo scorso 10 settembre.

Barton contro il Celtic

La pena sarà anche terminata, ma il perdono non sembra essere nell'aria, almeno a leggere il comunicato dei Rangers:

La dirigenza si premurerà di informare il giocatore delle appropriate misure relative agli allenamenti alle quali egli dovrà aderire finché resterà un giocatore dei Rangers. Né il club né il giocatore diranno altro a questo proposito.

In altre parole, Barton tornerà sì ad allenarsi ad Auchenhowie, ma quasi certamente non con la prima squadra, bensì con l'Under 20. Forse non una grande idea, considerato che il giocatore non ha mai mostrato particolari remore nel menare ragazzini, e nemmeno nello spegnergli in faccia sigarette (vero, Jamie Tandy?). Ma di sicuro un chiaro segno che la sua breve avventura a Glasgow è agli sgoccioli: anzi, secondo il Daily Mail, la società avrebbe voluto ottenere l'immediata rescissione unilaterale del contratto, salvo poi ripensarci a causa dei rischi di una tale iniziativa e della scarsa solidità finanziaria del club, non in grado di versare al giocatore gli ingaggi dovuti da qui fino al giugno 2018 (1,2 milioni di euro all'anno). Dunque, pare scontato che Barton finirà dritto in bancarella il prossimo gennaio.

Barton non è uno che si annoia: presto dovrà fronteggiare la Football Association e l'accusa di aver scommesso su 44 gare tra il 1 luglio e il 15 settembre 2016. E non è che l'ultimo capitolo di una carriera che conta numerose aggressioni a compagni, avversari, tifosi (anche minorenni) e un tassista, un paio di giri nelle carceri reali e un'infinità di cyberbullismo su Twitter a danni di colleghi celebri e meno celebri. Ma soprattutto celebri:

Chissà se c'è ancora qualche club disposto ancora a credere in un simile soggetto peculiare.

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