TOP & FLOP - Tra santi e falsi Dei

Il Lipsia vola grazie alla doppietta del giovane Sabitzer, Skorupski salva l'Empoli. Poi i gol di Carrasco e la polemica di Insigne. Ecco promossi e bocciati del weekend.

TOP&FLOP: Skorupski e Insigne

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Da una parte il miracolo Lipsia, dall'altra i miracoli di Skorupski. Bundesliga e Serie A, in questi anni accomunate dalle dominatrici Bayern Monaco e Juventus, ma che ancora riescono a tirare fuori qualche prodigio. Chi invece non riesce a cavare un ragno dal buco in questa stagione è Lorenzo Insigne: la polemica con Sarri sembra rientrata, si chiama Guerra Fredda. E poi c'è LaLiga, con Carrasco che fa il fenomeno e il Villarreal che perde la sua imbattibilità lunga 10 giornate.

TOP

L’astronauta Sabitzer

C'era un ragazzino - non tanto tempo fa - che voleva andare sulla luna. Quella voglia di volare l'ha trasmessa alla sua squadra: il Lipsia. Quel ragazzino, che adesso di anni ne ha 22, si chiama Marcel Sabitzer. I tratti squadrati sono da astronauta effettivamente, anche se il cognome ricorda più quello di un analcolico. Ma l'attaccante austriaco l'aperitivo col Darmstadt lo salta, entra solo nella ripresa. Ci mette poco più di cinque minuti per sbloccare il match, e altri 20 per chiuderlo. Il Lipsia, miglior neopromossa di sempre, continua a sognare. Merito anche della doppietta di quel ragazzino che voleva diventare astronauta.

Il ciuffo di Carrasco

Diventato famoso a Madrid per il gol in finale di Champions League e per il bacio alla ragazza in tribuna. Ma quel Ferreira Carrasco non assomiglia per niente a quello di oggi. Segnare al Real davanti a 80mila persone è un'esperienza difficilmente replicabile, eppure l'esterno belga è diventato molto più forte negli ultimi mesi. Merito di Simeone, della costanza e del ciuffo. Sempre alto, sempre spavaldo. Di chi sa che può fare la differenza. E lui la fa, basti vedere la partita contro il Malaga: due schiaffi, entrambi in diagonale. Il primo di sinistro, l'altro di destro. Il Carrashow è solo all'inizio.

Sua Santità Skorupski

L'Empoli ferma la Roma. Il merito? Del portiere della Roma. Nessun gioco di parole, nessun indovinello. Già, perché il tesserino di Skorupski è a Trigoria, negli uffici giallorossi. Niente conflitto di interessi. Voglia di rivalsa, semmai. Confermato il prestito di Szczęsny dall'Arsenal e acquistato Alisson in Sudamerica, non c'è spazio per Lukasz. Si torna in Toscana, quindi. Ma la voglia di dimostrare il proprio valore è immutata. E quale occasione migliore di sbarrare la strada alla tua squadra? Skorupski para tutto: dalla capocciata di Dzeko alla girata di Salah, per non parlare del bolide di El Shaarawy a tempo scaduto.

FLOP

Rosso di Herrera

Tre punti nella ultime quattro partite. Direste mai che stiamo parlando del Manchester United. Non quello di Moyes e neppure di Van Gaal. Quest'anno c'è Mourinho sulla panchina dei Red Devils, i risultati però continuano a latitare. L'ottima partenza di Ibrahimovic e compagni si è trasformata ben presto in una drammatica illusione. A riportare i tifosi alla realtà, prima è arrivata la batosta contro il Chelsea e poi il pareggio per 0-0 all'Old Trafford contro il neopromosso Burnley. Manifesto dell'incapacità dello United è Ander Herrera, che ha lasciato i compagni in inferiorità numerica a mezz'ora dal termine. La vittoria, che manca dal 24 settembre, è sfumata per la quarta volta consecutiva. E intanto le dirette concorrenti per la Premier League scappano via.

Il Villarreal torna battibile

Aveva fatto tutto bene la squadra di Escribá. Anche stavolta. Vantaggio in casa dell'Eibar a fine primo tempo: bravo Sansone a conquistare il rigore e Bruno Soriano a trasformarlo. Poteva essere un pomeriggio da ricordare, con il Sottomarino Giallo proiettato a soli due punti dal Real Madrid capolista. E invece a dieci minuti dalla fine della partita, il muro eretto da Sergio Asenjo viene giù: prima Ramis e poi Pedro Leon spezzano l'imbattibilità del Villarreal, che non perdeva da 10 partite consecutive. Dopo questo passo falso, l'unica formazione imbattuta tra campionato e coppa rimane proprio il Real di Zidane

Insigne solo a parole

"Lorenzo deve stare zitto", tuona papà Sarri dopo la sconfitta contro la Juventus. L'insostenibile leggerezza dell'attacco del Napoli sta anche in questo: ragazzi giovani e anche qualche testa calda. E se c'è chi è pronto a giurare che è pace fatta tra il tecnico e Insigne (?), c'è anche chi parla di Guerra Fredda a Castel Volturno. L'esterno della Nazionale avrebbe chiesto scusa, sì, ma non si è veramente mai pentito delle sue parole. Parole, appunto. Per il momento di fatti neanche l'ombra. Lo Scugnizzo che lo scorso anno faceva dannare le difese di mezza Serie A non c'è più. Cosa è rimasto? Qualche pettinatura stravagante, un abbigliamento di gusto discutibile e tante - troppe - parole.

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