5 points Serie A: cosa ci ha lasciato la decima giornata di campionato

La doppietta salvagente di Icardi, il ritorno di Marchisio e il crollo del Milan. La rivolta dei bomber e l'infortunio a Florenzi: cosa ci lascia la 10° di Serie A.

Mauro Icardi

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La battuta di arresto del Milan

Diavolo, così no. I tifosi rossoneri terminano un pazzo giro sulle montagne russe: sabato spezzano le reni alla Juventus, tre giorni dopo capitolano inermi al Marassi. Un bellissimo Genoa si è preso gioco del Milan: i gol di Ninkovic, l'autorete di Kucka e la perla di Pavoletti mettono alla berlina la vulnerabilità della banda Montella. Velleità di scudetto annullate, la cima di classifica è solo un'effimera illusione. Approccio fiacco, coperta corta e consapevolezza dei propri limiti. E poi gli annosi difetti, come regalare intere frazioni di gioco agli avversari facendosi subito colpire a freddo. Uno sguaiato Honda dimentica l'esistenza del fuorigioco, Poli da terzino non funziona, Paletta sclera: esperimenti bocciati. Ma dopo questo black out totale, la corrente dovrà tornare già domenica contro il Pescara.

Icardi scrive libri e gol: si riprende San Siro

Maurito impugna la penna, apre il libro e aggiorna la biografia. Tranquilli, nulla di personale contro la Curva Nord. Nuovo capitolo: come matare il Toro. Questa volta l'argentino racconta una doppietta, forse decisiva. Il primo gol è un elogio alla fortuna: Hart in un'uscita versione oratoriale gli regala il pallone, lui scarta il cioccolatino e lo appoggia in rete. Il secondo, invece, è roba da bomberissimo. Controllo, rotazione e bomba a bucare la rete. Istinto puro. A fine gara, poi, De Boer consegna il compito ai professori cinesi. C'è qualche errore da matita rossa, ma dovrebbe essere sufficiente. Il voto arriverà a breve, ma conta solo l'ultima verifica o tutto il trimestre?

Bentornato Marchisio

L’odore dell’erba. La bolgia dello Stadium. La corsa, il fiatone e il sudore che ti pervade. Chiamale sensazioni, quelle riassaporate da Marchisio. Perché il centrocampo della Juventus è un bel posto, vale la pena lottare per esserci. Eccolo, il Principino. 192 lunghi, maledetti giorni. Ora basta. L’avete visto? Di nuovo lì, sfinito e stremato assieme ai compagni. Con quel numero otto stampato sulla larga schiena quasi girato di traverso: per simboleggiare l’infinito, come il suo rapporto con la Juve.

Contro la Sampdoria, sconfitta per 4-1, Allegri si è spremuto le meningi. Via col 4-3-3: un bell’effetto, poi, vedere il Principino protetto da Pjanic e Khedira. Poco più di sei mesi dopo l’operazione al crociato, dunque, Marchisio ha riasaggiato il campo. Claudio nella partita è cresciuto alla distanza, nel corso dei 73’ minuti a sua disposizione: ottimo test. Ora si volta pagina, si torna a sognare. Avanti così, Claudio.

Mamma mia, quanti bomber

Bomber veri, con apparenti meriti sportivi. La Serie A gode, finalmente. Va bene, Higuain non supererà il record di Higuain, ma quest'anno di attaccanti buoni ce ne sono eccome. Prendete Dzeko, rimarrete a bocca aperta: 10 gol in 10 giornate, mica male. Altro che cenerentolo addormentato, questo gigante bosniaco trasforma in oro tutte ciò che ha le sembianze di un pallone. Edin è tirato a lucido, sembra quello ammirato in Bundesliga. Se al primo anno in Serie A ha messo a referto solo 8 reti, quest'anno la musica è cambiata. Contro il Sassuolo ha sovvertito lo status quo della partita: ennesima doppietta. Prima un diagonale arrotato di magia, poi si procura un rigore e lo trasforma.

Dzeko, in azione contro il Sassuolo

Cambiamo latitudine, Milano. Perché qui c'è un Gallo che canta. A San Siro, il Torino ha trovato l'illusorio pareggiato con Belotti. Andrea ha i crismi del cannoniere vecchio stampo: muscoloso, rapido, caparbio e calcisticamente ignorante. Totale? 6 gol in 10 partite: assieme a lui Bacca, Callejon e un Higuain dalle polveri bagnate. In mezzo, però, tra il capocannoniere Dzeko e questo gruppo di centravanti, ci sono il sopracitato Icardi e un super Immobile. E caro Ciro, 'ccà nisciuno è fesso': tu vuoi diventare il Re d'Italia.

Lazio senza pensieri, ci pensa Immobile. Il campano è il capopopolo di questa Lazio quinta in classifica. Altra doppietta contro il Cagliari nel 4-1 di ieri sera. Storia di un scugnizzo, pronto a diventare nobile. In biancoceleste, meglio di lui solo Beppe Signori, autore di 10 gol in 10 partite. Poco importa, 'jamm bell ja, Cirù'

Florenzi, il crociato fa crack: out 4 mesi

Maledizione, non ci voleva. Florenzi si è rotto il crociato. Un infortunio che toglie la gioia. Va bene la vittoria in rimonta a Sassuolo, ma per la Roma sono dolori. Il finale della partita è stato funestato dal crollo di Alessandro. Barella subito in campo, il ragazzo esce, i compagni lo rincuorano. E nel momento in cui l'esterno giallorosso è stato avvicinato dal suo tecnico, lo stesso Florenzi ha mormorato: "Mister, mi sono rotto il crociato".

"I segnali sono positivi", queste sono state le prime impressioni di Del Vescovo, medico sociale della Roma. Poi la lunga notte a Villa Stuart, infine la mazzata di stamattina:

Dopo l’infortunio che lo ha costretto a lasciare il campo durante Sassuolo-Roma, Florenzi nella notte è stato sottoposto ad indagini strumentali che hanno messo in evidenza la rottura del Legamento Crociato Anteriore del ginocchio sinistro

Questo è l'ufficiale e sconcertante bollettino medico. Tradotto: operazione in giornata, stop di almeno 4 mesi. Florenzi sarà operato dal professor Mariani a Villa Stuart, già intervenuto in tempi non sospetti sulle ginocchia di Strootman, Capradossi, Nura, Mario Rui e Rüdiger.

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