"Caso bottiglietta", il Barça risponde all'attacco del capo della Liga

Il club catalano replica duramente a Javier Tebas, numero uno della LFP, che aveva criticato l'atteggiamento blaugrana nell'episodio della bottiglietta di Valencia.

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Javier Tebas attacca, il Barcellona s’arrabbia. Naturale, se i tuoi giocatori vengono paragonati a dei “birilli”. Da parte di chi poi: del presidente della LFP, la Liga de Futbol Profesional. “Quello che in teoria dovrebbe rappresentare tutti i club”, sottolineano con sarcasmo le testate vicine ai colori blaugrana. L’antefatto è legato al fattaccio di Valencia, al rigore del 3-2 trasformato da Messi e alla bottiglietta lanciata dalla Graderia Nord (identificato un 17enne), che ha centrato in pieno Neymar.

Polemiche a non finire, che le dichiarazioni del numero uno del massimo campionato spagnolo hanno contribuito a rendere ancora più accese. Al margine del Gala della Liga, intervistato da “SportYou”, Tebas ha condannato il lancio della bottiglietta ma ha soprattutto criticato l’atteggiamento dei giocatori catalani:

Bisogna procedere con ordine. Il fatto più serio è l’incidente della bottiglietta e rimane certamente l’episodio più grave. Ma il comportamento di alcuni giocatori non mi è piaciuto. Sembrava una partita di bowling, forse hanno sentito l’acqua… Presuppongo che ci fosse buona fede, però tutti abbiamo visto quelle immagini. Dobbiamo pensare anche all’aspetto educativo, ci sono milioni di bambini che ci guardano. Se i miei figli mi vedessero fingere, io proverei vergogna. Bisogna evitare comportamenti del genere, anche se siamo nei momenti caldi di una partita.

I più “maliziosi” hanno subito ripensato all’ammissione che lo stesso Tebas fece circa un anno fa, confermando di essere tifoso fin dalla nascita del Real Madrid. Quasi a voler bloccare sul nascere questo tipo di illazioni, lo stesso Tebas ha ricordato:

In passato ho già condannato il comportamento di Cristiano Ronaldo nei confronti di un arbitro, perché i giocatori devono mantenere sempre la massima sportività.

Le critiche del boss della Liga non sono ovviamente piaciute ai piani alti del Barcellona. Il primo a replicare è stato il presidente azulgrana, Josep Maria Bartomeu:

I nostri giocatori hanno tutto il diritto di festeggiare con entusiasmo un gol segnato all’ultimo minuto.

Luis Enrique tra Jordi Mestre (a destra) e Josep Maria Bartomeu (a sinistra)

Molto più diretto il contrattacco del vicepresidente del club, Jordi Mestre

Ero presente a Valencia e poche volte in vita mia ho visto un ambiente tanto ostile, sia dentro che fuori il terreno di gioco. Tebas deve pensare a vigilare che non avvengano episodi di violenza dentro lo stadio e non ad attaccare i nostri giocatori, perché sono loro che offrono lo spettacolo che permette di vendere i diritti televisivi in Cina, negli Stati Uniti e negli altri Paesi stranieri. Pensi più che altro a tutelare i giocatori.

Alla presa di posizione dei vertici blaugrana ha fatto seguito poi il “no comment”, molto poco “no comment”, di Luis Enrique:

Dobbiamo pensare solamente a noi stessi, il resto non ci interessa. E queste parole non meritano una risposta, considerando da chi provengono.

Javier Tebas ha spesso ammonito il Barcellona sulle conseguenze di un'eventuale indipendenza catalana

Se cercavate qualcuno con in mano gli estintori per spegnere l’incendio delle polemiche, sarete rimasti perciò delusi. Del resto, il 54enne Tebas - a capo della Liga dall’aprile 2013 - non ha mai ispirato particolari simpatie dalle parti del Camp Nou. “Se la Catalogna dovesse mai diventare indipendente, Barcellona ed Espanyol sarebbero escluse dal campionato”, ha tuonato più volte riguardo alle intenzioni secessioniste della regione che ha in Barcellona il suo cuore pulsante. Aver paragonato Neymar e compagni a dei birilli, no, non gli ha di certo permesso di recuperare la stima dei tifosi culé.

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