Classifica Serie A: Milan, vida Loca. Crolla la Juventus, disastro Inter

Diavolo nelle zone alte della classifica, Locatelli ammazza la Juventus. De Boer, è finita? L'Inter si suicida a Bergamo. La Roma tiene il ritmo. Che bella la Samp, Napoli ok.

Locatelli

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Per non perdere la giovinezza basta solo ripeterne le follie. Lo sa bene, il baby Manuel. Ancora gol di Locatelli, e sono tutti molto belli. Questa rima baciata impreziosisce la poesia rossonera e, allo stesso tempo, deturpa il disegno della Juventus. Ma da oggi, fortunatamente, per Allegri non ci saranno più gite nell'inquinata Milano, teatro di due sanguinose sconfitte: la prima il 18 settembre contro l'Inter, la seconda questo sabato, contro il Milan. Un disastro? No, i bianconeri sono ancora in testa alla classifica di Serie A a quota 21 punti, ma il campionato è mutato: finalmente. La Signora è vittima di un logorante processo d'invecchiamento, il Diavolo invece ha cambiato habitat. Perché il paradiso, forse, è meglio dell'inferno.

La classifica della Serie A

Juve, ci sei?

Come va servita la vendetta? Fredda, freddissima. E il gol di Pjanic, com'era? Regolare, senza dubbio. Per tutti, tranne per lui: Rizzoli, il miglior arbitro italiano. Il direttore di gara, nella circostanza, prima convalida e poi ci ripensa. Juventus indispettita, Milan indifferente e Muntari festante. Chi, Muntari? Sì, proprio lui, l'autore di quel gol fantasma nel 2012 sempre nella cornice di un polemico Milan-Juve. Correva il 25' del primo tempo: i rossoneri, avanti grazie alla rete di Nocerino, vedono polverizzato il netto raddoppio di Sulley. Quella palla, di mezzo metro oltre la linea di porta, fu respinta da Buffon. Ma niente gol, solo delirio e polemiche. Quattro anni dopo, però, le sliding doors si sono riaperte: per la gioia di Muntari.

Vendetta di Muntari a parte, quella di ieri è stata la grande notte del Milan. Chiamiamola la rivolta dei giovani: Donnarumma sventa l'impossibile (chiedere a Khedira), Locatelli, invece, si prende gioco di tutta la Juventus. Perché se Alex Sandro non accorcia e Pjanic no lo marca, lui, il piccolo Manuel, al 65' della ripresa lancia una granata col piede destro. La bomba esplode. La Juve salta per aria. La classifica si accorcia. Totale? Bianconeri bloccati a 19 punti, subito alle calcagna il Milan: il vicino della porta accanto.

Roma sì, Palermo no

Sbollita la rabbia per il rocambolesco pareggio in Europa League, l'Olimpico riassapora il gusto della vittoria contro il Palermo. Terza vittoria consecutiva per i giallorossi, straripanti nel bucare la porta difesa da Posavec per quattro volte. Alla spicciolata partecipano Salah, El Shaarawy (doppietta) e Dzeko, quest'ultimo a quota 8 reti in campionato. Inutile il gol bandiera di Quaison. Roma, dunque, seconda in classifica assieme all'inedito Milan. Il Palermo invece spreca l'occasione di sorpassare Empoli e Pescara.

Napoli, terza della classe

Bentornati, azzurri. Nemmeno l'aurea dello Scida salva il Crotone: ennesima sconfitta dei Pitagorici, sempre più alla deriva nelle agitate acque della Serie A. Il Napoli, invece, dopo due sconfitte consecutive, torna alla vittoria senza infamia e senza lode. Prima Callejon, poi Maksimovic. Ah, in tutto questo bisogna giocoforza segnalare l'espulsione - per inutile  protesta - di uno sciagurato Gabbiadini. Occasione sprecata per Manolo, Sarri sarà costretto in settimana a dare adito ai proverbiali falsi nueve. Intanto, i napoletani stazionano al terzo posto, non proprio una comoda posizione visto l'oneroso mercato estivo.

Gabbiadini, espulso contro il Crotone

Segue il Torino. Lo stadio risponde alla chiamata. L'Olimpico è tutto granata, ma l'occasione è persa. Ottimo primo tempo, vantaggio meritato. Poi il Toro non si è sbizzarrito e ha abbassato il baricentro. Ancora gol subito da palla inattiva. In Piemonte devono imparare a gestire il vantaggio, poi sarà un grande Torino. Con la Lazio, alla fine, finisce 2-2: apre Iago Falque, poi Immobile e il primavera Murgia la riaprono. Ljajic, però, salva i granata. 15 punti in classifica per queste due squadre, due outsider con ambizioni da grandi.

Inter, che vergogna

Senza vergogna, virtù e onore. L'Inter è disperata. La cannonata di Eder non è servita a nulla. Il pareggio del secondo tempo è solo un'effimera illusione. La frittata di Santon, autore di un sanguinosa e insensata scivolata nell'area di rigore nerazzura, è la pietanza più disgustosa della storia. Pinilla trasforma dal dischetto. L'Inter perde. De Boer scricchiola, arriverà a mercoledì?

I complimenti, però, vanno ascritti all'Atalanta. Una Dea in campo: ordinata, umile e consapevole. I bergamaschi sgommano e corrono a tutto Gasp: ora sono a 13 punti in classifica, scacciati dunque i fantasmi di inizio campionato. E la Beneamata? Piange il cuore ai suoi tifosi: soldi spesi, estate a sognare per un solo e misero 13° posto in graduatoria. Dopo 9 giornate 11 punti sono un nutrimento troppo scarno. La squadra continua a dimagrire. Serve una cura. Ma chi è il colpevole?

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Samp, la Lanterna splende

Genova è blucerchiata. La Sampdoria regola il Genoa nel derby della lanterna numero centotredici. 90 minuti ricchi di emozione: prima il vantaggio di Muriel, poi il pareggio di Rigoni e infine l'autorete di Izzo. Spettacolo puro, classifica aggiornata. Risorge la Samp che veleggia a quota 11 attaccature, a meno uno dai cugini rossoblù.

Pareggio a reti bianche tra Empoli (squadra allergica al gol) e il buon Chievo di Maran. Toscani imballati a quota sei punti, veneti fieri nelle zone nobili, forti di un ottimo quinto posto. Nel lunch match della domenica l'Udinese stravince sul Pescara: i delfini non vincono da otto giornate. E alle 18, colpi di scena? Il Bologna sistema il Sassuolo, poi al 86' Matri riacciuffa il risultato. Prima, è però, c'è il capolavoro di Verdi. Punizione barocca, che gol: Simone cucina solo roba prelibata. Sassuolo a quota 13 punti, Bologna a 12

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