Premier League, Wenger e il colloquio in paradiso: ecco cosa dirà a Dio

Il calcio prima di tutto, anche davanti a Dio: parola di Wenger. Arsene non smetterà mai, perché l'Arsenal è tutta la sua vita. E intanto con il Middlesbrough...

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Arsene Wenger è pronto al face to face più importante della sua vita. Sarà un colloquio intenso, difficile: semplicemente, si tratterà del momento decisivo della sua carriera. I tifosi dell'Arsenal, però, possono dormire sogni tranquilli. Il loro boss rimarrà alla guida dei Gunners. Tuttavia, il francese si sta preparando a misurarsi con un interlocutore davvero speciale: Dio. Già, si tratterà di un incontro acuminato e per nulla blasfemo.

Sir. Arsene prossimo al ritiro? Guai, non scherziamo. E alla faccia di quelli che sventolano all'aria la lista dei suoi possibili successori sulla panchina londinese, Wenger risponde loro per le rime. Addirittura, tira in ballo la divina provvidenza:

Odio la parola 'ritiro'. Non ne voglio sentir parlare, perché noi siamo al mondo per essere attivi e per combattere fino all'ultimo giorno della nostra esistenza.

Va bene, ma cosa dirà Wenger una volta - si spera il più tardi possibile - al cospetto del Signore? Ecco servita la risposta, direttamente ai microfoni del The Sun:

Non so se Dio esiste, ma se un giorno Lui mi chiederà cosa io abbia mai fatto di buono nel corso della vita, ecco cosa gli risponderò: "Ho solo provato a vincere partite. Ho iniziato ad allenare a 33 anni, non mi sono mai fermato". Solo pochi allenatori hanno profuso al calcio quello che ho dato io. Ho lavorato duro ogni giorno della mia vita, e continuerò a farlo. Amo troppo il mio lavoro. 

Tanti auguri, Arsene

Una bella torta, piena di candeline. Il navigato manager dell'Arsenal ieri ha compiuto 67 anni. Questo highlander del pallone, però, non è l'allenatore più attempato del calcio inglese. Al primo posto della classifica dei vecchietti dell'English Football campeggia fiero il nome di Neil Warnock. Quest'ultimo è il nuovo manager del Cardiff City, compagine che attualmente alloggia nei bassifondi della Championship.

Devo essere giudicato per i risultati che produco. L'età non deve interferire, non sopporto chi mi dà del vecchio - ha aggiunto Wenger al The Sun -. Ho la stessa passione del primo giorno. E mi tengo sempre in forma, come un calciatore. Ovvio, non sono più veloce come prima

Intanto il Middlesbrough

Vincere, l'unica cosa che conta. Anche per questo Arsenal, soprattutto per Wenger. I Gunners sono tornato i nobili londinesi di una volta e assaporano la brezza della vetta di Premier League. Tra campionato e Champions League, la banda Wenger arrivava da una striscia di sette vittorie in fila, poi a Londra è arrivato Middlesbrough.

Sanchez sbatte contro il muro del Middelesbrough

Risultato a occhiali, 0-0 scomodo per i padroni di casa. L'Arsenal è una bella addormentata, si specchia dinanzi al proprio pubblico. Nel primo tempo, il possesso palla è il seguente: 70% a favore di Sanchez e compagni. Ma non serve a nulla tenere tanto il pallone, se non lo butti in rete. Soprattutto perché sono quelli del Boro a fare incetta di palle gol. Ozil, per esempio, è stato troppo barocco nel suo gioco. Meno colpi di tacco e robe estrose, più concretezza. Cech invece fa il suo: salva tutto. Per credere, domandare a Negredo e Gaston Ramierez, più volte stoppati nel corso del match. Ad ogni modo, in attesa dell'impegno domenicale del Manchester City, l'Arsenal e Wenger continuano a godersi la vetta.

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