MotoGP, chi è Maverick Viñales: il nuovo compagno di Valentino Rossi

Il 21enne spagnolo prenderà il posto di Jorge Lorenzo alla Yamaha. Ecco un ritratto del talento che a Silverstone ha riportato la Suzuki alla vittoria in MotoGP.

MotoGP, ecco chi è Maverick Viñales

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Ha solo 21 anni, ma è come se corresse da sempre. Gli appassionati di motociclismo se lo ricordano da quando ne aveva 16: si capiva che quello non era un pilota come tutti gli altri. Un ragazzino sì, però con quel qualcosa in più. Quel qualcosa che nel giro di tre anni gli ha fatto vincere un titolo mondiale in Moto3 e la sua prima gara in MotoGP. Ecco chi è Maverick Viñales, un predestinato. Sarà lui il compagno di squadra di Valentino Rossi alla Yamaha. Jorge Lorenzo ha già svuotato l'armadietto, l'avventura in sella alla Ducati lo aspetta. Toccherà al talento di Figueres raccogliere la sua eredità.

Il carattere

Non fatevi ingannare dall'atteggiamento tranquillo, da quegli occhi che trasmettono la serenità di un ragazzo come ce ne sono tanti. Spensierato, ma ambizioso. Mansueto, ma con grande personalità. Un episodio basta per capire il carattere di Viñales. È il 19 ottobre 2012, gran premio della Malesia: lo spagnolo, in piena lotta per vincere il titolo mondiale della Moto3, si rifiuta di correre, accusando la squadra di dargli una moto poco competitiva.

Non si fa troppi problemi Maverick. È uno di quelli che dice sempre ciò che pensa. Onestà e chiarezza prima di tutto. Ecco perché quando c'è da discutere un contratto lo fa in prima persona: niente agenti, niente intermediari. Stesso discorso quando c'è da trattare con uno sponsor. "Il nome è mio e me lo gestisco io", sembra gridare al mondo intero. A 21 anni è indipendente ed emancipato. Questo non vuol dire che non accetti consigli, anzi. Non vede l'ora di 'rubare' i segreti del suo esperto compagno di squadra alla Yamaha. Lui sì che ha ancora tanto da insegnargli.

Da Rossi mi piacerebbe prendere la facilità che ha con la gente, il suo rapporto con la stampa. Sarebbe bello avere il suo carisma. Ma non lo copierei mai, voglio essere me stesso per sempre.

Il futuro è nel nome

Sento il bisogno - il bisogno di velocità!

Una delle citazioni più famose di Top Gun. Se tuo padre ti chiama Maverick un motivo ci deve essere. Film preferito, un cult. Ma trasformare una frase in pratica non è così facile. Eppure lui ci è riuscito. Vincendo un campionato del mondo e arrivando lì dove tutti i piloti sognano di arrivare. Al cospetto del più grande di tutti.

Che sia un jet o una moto, Maverick non si tira indietro. Anzi, la butta sempre avanti. Con la ruota che, in ingresso curva, fa fatica a rimanere aderente all'asfalto. Si chiama stile di guida: un maestro delle staccate, uno che il freno lo strangola. Sempre con quel film in testa:

Signori, in questa scuola si impara a combattere, chi arriva secondo non viene classificato.

La carriera

Come tanti prima di lui, Viñales ha debuttato nel Cev, il campionato spagnolo di velocità, classe 125. Quando è salito sul gradino più alto del podio di Jerez, molte scuderie hanno messo gli occhi sul talento di Figueres. Ma non indovinerete mai chi l'ha spuntata. Un aiutino. Ereditiera proprietaria degli alberghi più famosi al mondo. Esatto, Paris Hilton. Qualcuno ricorderà la passione dell'imprenditrice statunitense per le due ruote.

Nel 2012 formò un team che partecipò al motomondiale: il Pev-Blusens-SMX-Paris Hilton. E proprio in sella a quella 125, Maverick conquistò la sua prima vittoria di categoria a Le Mans. Sorpasso all'ultima curva ai danni di Terol, che quell'anno diventò iridato.

L'anno successivo, con l'istituzione della Moto3, Viñales viene confermato nello stessa scuderia: chiude il campionato al terzo posto, dopo aver vinto 5 gran premi. Ma l'anno della svolta è il 2013: alla guida della KTM (stra) domina su tutte le piste. Paradossalmente vince meno gare (3) ma sale per ben 15 volte sul podio. Un vero e proprio martello.

Come compagno di squadra

Un punto interrogativo. In molti si interrogano se Viñales possa essere il compagno di squadra ideale per Rossi. Qualcuno dice di 'sì': avere accanto un ragazzo cresciuto a pane e Valentino può essere una carta molto utile da giocare contro gli spagnoli 'cattivi'. Basti vedere il favore che Maverick ha fatto al 'Dottore' durante le qualifiche al Mugello. Sempre davanti, con VR46 a succhiare la scia e conquistare la pole. Vicenda costata al pilota della Suzuki un richiamo da parte della casa Giapponese. Ma tanto - si sa - lui fa di testa sua.

E poi c'è anche il fronte del 'no'. Da uno spagnolo a un alto, da Lorenzo a Viñales. L'ambizione è la stessa, Maverick ha voglia di vincere. Sempre. A maggior ragione in sella a una moto competitiva come la Yamaha. Il primo sostenitore di questa tesi è - udite udite - Graziano Rossi, papà di Valentino:

Si ritroverà in squadra uno fortissimo. Spero solo che tra loro ci sia un rapporto buono e che Maverick sia una persona per bene. Mi sembra che sia così.

Anche il diretto interessato si è pronunciato in merito. Lo stesso Rossi sembra combattuto e sceglie una risposta diplomatica:

Da un lato, sono un po’ preoccupato perché avrò un compagno di squadra che è molto forte e ha solo 21 anni. Ha un grande futuro davanti a sé. Inoltre, Maverick ha già dimostrato che lui è tra i migliori. D’altra parte sono anche contento perché continueremo ad essere una squadra forte.

Un amore tutto italiano

Quello con Valentino Rossi non è l'unico contatto di Viñales con l'Italia. Il pilota catalano frequenta, ormai da diverso tempo, la 'nostra' Kiara Fontanesi. Altra che di due ruote se ne intende. E non poco: regina del motocross al femminile con i suoi quattro mondiali vinti. I due vivono vicino Parma, a Pontetaro. Lontano da riflettori e microfoni. Sempre molto schivi.

L'altro amore della vita di Maverick è per il suo lupo. Stanno insieme da più di un anno e lui non perde occasione per postare foto e video insieme al suo fedele compagno di giochi e coccole.

Ultima curiosità, quella più triste ma assolutamente doverosa. Quando scende in pista, Viñales porta sempre con sé il numero 39: che sia sul casco, sulla tuta o sugli stivali, non dimentica mai il suo amico ed ex compagno di squadra Louis Salom. Tra tutti i piloti del motomondiale è stato quello che ha sofferto di più la perdita. Le parole servono a poco. Maverick gli dedica ogni risultato, ogni traguardo conquistato. Sempre insieme. Sulla Yamaha, il prossimo anno, ci sarà anche lui.

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