Liverpool, Gerrard: "Se non sai affrontare la me**a, non sei un capitano"

Intervistato nel volume "I capitani del Liverpool", il centrocampista dice: "Quando il ventilatore la spara fuori, tu devi essere corazzato". Pregi e difetti della fascia di capitano.

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Ragnhild Lund Ansnes è una scrittrice norvegese, tifosa del Liverpool, che ha deciso di partire alla ricerca degli ex capitani dei Reds per intervistarli e scoprire che cosa significhi mettere al braccio la fascia di skipper di una squadra che ha vinto 18 campionati inglesi e 11 trofei internazionali, fra Coppa dei Campioni, Champions League (5 fra tutte e due), Coppa Uefa (3) e Supercoppe (3).

Steven Gerrard, che quella fascia l'ha portata per 12 anni, dal novembre 2003, fino al suo addio nel 2015, verso l'esilio dorato nei Los Angeles Galaxy, ammette di avere sentito la pressione del ruolo ogni singolo giorno, una pressione che però era anche positiva, una consapevolezza che gli trasmetteva serenità e forza di spirito:

Ho sognato di indossare la fascia di capitano da quando avevo 10 anni. Così, quando l'ho avuta, ho saputo accettarla e goderla, nel bene e nel male.

Gerrard a Liverpool ha vinto anche una Champions League

Come un matrimonio, insomma. Ma Gerrard, che col Liverpool ha vinto una Champions, una Coppa Uefa e due Supercoppe europee, poco dopo non usa mezzi termini:

Devi avere la pelle spessa per accettare quella fascia, devi mettere in conto che ci saranno giorni buoni, in cui ti sentirai in cima al mondo, e giorni cattivi, in cui potrai essere triste e solo. E se non sei preparato a questo, quando il ventilatore comincia a sparare fuori me**a, rischi di finire travolto.

Chiaro, no? E di pelle spessa, anzi corazzata, ha avuto bisogno Phil Neal, capitano del Liverpool nel momento più buio nella storia del club e forse del calcio europeo:

Sì, io ero il capitano quella sera del 1985, all'Heysel. So solo che avrei voluto scavare una buca nel terreno e non uscire più, per almeno sei mesi. È stato un momento difficilissimo, molto duro.

Gerrard e Jamie Redknapp

Tornando a Gerrard, le caratteristiche che indica come fondamentali per essere un buon capitano sono leadership e carisma, doti naturali sicuramente, ma che vanno portate alla luce. E in questo, Steven ammette di dovere molto a Jamie Redknapp:

Lui è il mio eroe. Quando avevo 16 anni e un contratto da 47 sterline alla settimana, lui era una star della squadra. Eppure era sempre lì a chiedermi come stavo, se mi ero ricordato gli scarpini, se avevo i parastinchi, insomma mi aiutava. Non doveva farlo, ma lo faceva. Quando hai 16 anni e qualcuno si comporta così con te, fa qualcosa di importante per te. Così, 10 anni dopo, da capitano, me ne sono ricordato e ho trattato i giocatori più giovani allo stesso modo.

Gerrard con la maglia dei LA Galaxy

Filtrano nostalgia e passione dalle parole di Gerrard. Il suo contratto in California scade a fine stagione e lui non ha mai nascosto di ambire a un ruolo nel club. We'll never walk alone, Steven.

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