Robben: "Con Ancelotti c'è più relax, Guardiola sembrava posseduto"

L'ala olandese del Bayern Monaco spiega le differenze tra i metodi e gli approcci al calcio dei suoi ultimi due allenatori: "Ma le cose sono perfette con entrambi".

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La "mini crisi" del Bayern Monaco di Carlo Ancelotti (cioè tre partite senza vincere dopo 8 successi consecutivi) può dirsi almeno accantonata dopo il successo in Champions League sul Psv Eindhoven. Un 4-1 di carattere, che però ha palesato ancora qualche errore di concentrazione di troppo della squadra bavarese, soprattutto in fase difensiva. Davanti invece non sembrano esserci particolari problemi visto che in stagione la squadra viaggia alla media di 3 gol a partita. Al bottino complessivo di 34 reti ha contribuito anche Arjen Robben, rientrato ormai da quasi un mese in gruppo e già a quota 3 gol, l'ultimo proprio in Champions contro la sua ex squadra. Dopo la partita con il Psv l'esterno olandese ha tentato di analizzare e spiegare le differenze riscontrate rispetto all'anno scorso, con l'avvicendamento in panchina tra Pep Guardiola e Carlo Ancelotti.

Guardiola "il posseduto"

E se dal punto di vista del gioco e dei risultati le cose non è che siano cambiate poi così tanto, dal punto di vista umano emergono molte differenze dalle parole di Robben, che parte dalla descrizione dell'attuale tecnico del Manchester City:

Bisogna sempre stare attenti quando si devono comparare due allenatori. Se si dice che uno di loro è bravo in un aspetto, questo non significa che l'altro non lo sia nello stesso campo. Per quanto riguarda Guardiola, lui sembrava posseduto quando si trattava di calcio, ci pensa 24 ore al giorno. Con lui siamo andati incontro a una grandissima evoluzione e abbiamo imparato ancora di più a variare il nostro gioco, provando diverse formazioni. Siamo stati molto dominanti e Pep ha reso il Bayern più entusiasmante.

Ancelotti "il rilassato"

Un po' diversa, invece, la situazione con la nuova gestione Ancelotti, al quale in Germania si imputa appunto di essere troppo "buono" con i suoi giocatori:

Con Ancelotti abbiamo un po' più di libertà. E allo stesso tempo ci sono alcuni piccoli dettagli che fanno la differenza, molto di più rispetto a come schiera la squadra in campo. Io ho un rapporto eccellente con Pep, amo la sua filosofia e il modo in cui pensa al gioco. Ma le cose sono perfette anche con Ancelotti. Lui è molto rilassato e lo è anche nel rapporto con i giocatori. Non posso che parlarne in modo positivo.

Due modi diversi di approcciare al calcio, certo. Ma i risultati alla fine non sono poi così lontani.

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