RIVALITÀ - Nel weekend il fascino il Derby della Lanterna e Feyenoord-Ajax

Due filosofie contrapposte: Milano contro Torino, Baviera contro Ruhr. Riflettori sulla sfida per il dominio olandese, ma soprattutto sul derby della Lanterna.

Rivalità 2^ puntata

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Un derby che non ha bisogno di trofei per infiammare l'antipatia, tre battaglie che spesso hanno deciso un'intera stagione. Il weekend imminente è ricco di sfide dal sapore antico e dal peso specifico decisamente superiore al normale. La nuova puntata di Rivalità fa tappa in Olanda, Germania e due volte in Italia: quattro partite, ma anche quattro testa a testa sugli spalti.

La legge del più forte: Bayern Monaco-Borussia Mönchengladbach

Lo strapotere di una ed il progressivo ritorno ai vertici dell'altra hanno contemporaneamente attenuato le contrapposizioni della prima Bundesliga, quella che aveva a Monaco e Mönchengladbach i due poli del calcio tedesco. Nonostante le due fazioni principali del tifo condividano le stesse idee politiche, gli obiettivi delle due squadre hanno contribuito ad accendere una competizione non di poco conto tra i due club. Sia la Schickeria bavarese che la Nordkurven della Ruhr sono politicamente schierate a sinistra, ma la lotta per Germania Ovest ed Europa ha messo in secondo piano le simpatie comuni: il Bayern di Beckenbauer ha dominato negli anni '70, il Borussia di Netzer e Simonsen ha appena sfiorato quei successi.

Ovviamente, la condizione subalterna nei confronti della Baviera ha scaldato gli animi del Bökelbergstadion, antenato dell'attuale Borussia Park. Mönchengladbach ha tenuto testa finché ha potuto, ma le crisi dei decenni successivi hanno fatto passare il testimone nelle mani dell'altro Borussia, a Dortmund, per una lotta che soltanto per brevi tratti è stata alla pari. Nonostante non ci sia più la posta in palio di un tempo, le sfide tra le due squadre rimangono ad alto tasso d'intensità, sia per la vittoria in campo sia per la supremazia sugli spalti. L'Allianz Arena farà da scenario all'ennesimo confronto.

Bayern Borussia
Franz Beckenbauer e Günter Netzer, stelle degli anni '70

De Klassieker: Feyenoord-Ajax

L'Olanda è troppo piccola per più di una grande squadra. Prima che Eindhoven si intromettesse nelle faccende ad alta quota, Amsterdam e Rotterdam vivevano una rivalità socio-economica che cominciava a sfociare nel calcio. I successi di Ernst Happel prima, di Michels e Kovács poi hanno portato Feyenoord ed Ajax a sviluppare un antagonismo reciproco di livello internazionale. A differenza di Bayern e Borussia, la competizione sportiva ha trovato nei tifosi una valvola di sfogo diversa. Le due fazioni non si sono mai tirate indietro, dando vita a sanguinosi scontri dentro e fuori dal campo. La federazione olandese è intervenuta a più riprese, sperando di sedare l'odio con porte chiuse e provvedimenti disciplinari, ma gli effetti sono stati blandi.

La "battaglia di Beverwijk" è l'episodio più noto: nel 1997 le tifoserie vennero a contatto e Carlo Picornie, tifoso dell'Ajax, morì sotto i colpi inferti dai rivali del Feyenoord. Assetati di vendetta, i lancieri vollero pareggiare i conti con un giocatore dello Jong Feyenoord, squadra delle giovanili impegnata nelle serie minori: durante una sfida tra le due selezioni, i tifosi raggiunsero Jorge Acuna, centrocampista avversario, costretto al ricovero per le numerose lesioni. Robin Van Persie, ex Feyenoord, può ancora testimoniare l'aggressione sventata dai giocatori rivali, che si opposero ai propri supporters in cerca di un capro espiatorio. Solo un antipasto di carattere storico, ma è ciò che riassume al meglio De Klassieker: il calcio passa in secondo piano.

Feyenoord-Ajax Beverwijk
Feyenoord-Ajax: cerimonia in memoria di Carlo Picornie

Due regni contrapposti: Milan-Juventus

Ridurre tutto ad una sfida Berlusconi-Agnelli, con due epoche di successi sconfinati, sarebbe del ingeneroso nei confronti di un blasone che, al di fuori delle bacheche, può vantare due tifoserie tra le più vaste del mondo. Le frange più influenti del tifo rossonero e bianconero, però, hanno sfruttato lo scontro al vertice in Italia ed Europa per portare la rivalità al livello successivo. I giocatori in campo si sono spesso immedesimati nello spirito delle proprie tifoserie, con punti di riferimento nelle due squadre pronti a darsi battaglia fino all'ultimo minuto. La finale di Manchester del 2003 è il punto più alto, nonostante sia arrivato in ritardo rispetto agli avvicendamenti tra i blocchi Sacchi-Capello ed il primo Lippi.

Sugli spalti, la grinta non è mai stata da meno, al contrario ha fatto da catalizzatore di quanto è poi accaduto sul terreno di gioco. Tra autentici assalti fuori dagli stadi e striscioni rubati, la storia di Milan-Juventus è anche quella di Fossa dei Leoni e Viking, i gruppi ultras dominanti nell'epoca d'oro dei due club. Le restrizioni degli ultimi anni, con conseguenti divieti, repressioni ed anche scioglimenti, hanno attenuato sia la cronaca violenta, sia quella goliardica della partita. Le fortune alterne, con la fase calante milanista e quella juventina, tornata vigorosa dopo il post-Calciopoli, hanno fatto il resto. Tuttavia, San Siro si prepara ad ospitare un match con un tifo sempre molto marcato.

Milan Juve
Milan-Juventus: Fossa dei Leoni con bandiera dei Viking

Lo show di Marassi: Sampdoria-Genoa

Non c'è sempre bisogno di trofei per rendere una sfida ricca di rivalità e spunti extra-calcistici. Basta prendere una città di oltre mezzo milione di abitanti, metterci due squadre da dieci scudetti complessivi ed uno stadio tra i più simili a quelli della Premier League. Sampdoria-Genoa è una delle stracittadine più sentite d'Italia, amplificata dal fatto di avere la quasi totalità dei tifosi concentrata a Genova e dintorni. Un fattore che, a differenza di altri derby, rende il tifo più omogeneo e con una più spiccata appartenenza territoriale. Il derby della Lanterna, per certi versi e non solo per la struttura di Marassi, è quello che si avvicina maggiormente alla cultura del calcio inglese.

Lo spettacolo sugli spalti è lo specchio di un sentimento fortissimo da entrambe le parti, che in passato hanno anche festeggiato le retrocessioni della fazione opposta. L'ultimo caso è quello del 2011, con la Sampdoria in Serie B anche per mano del clamoroso 2-1 di Boselli a tempo scaduto, in un derby vinto dal Grifone per 2-1. Feroce, poi, la risposta blucerchiata dopo il "funerale" inscenato dai genoani per le vie della città. La goliardia e gli sfottò, però, lasciano spazio anche ad azioni ben più concrete: poco più di un mese fa, il pm Francesco Cardona Albini ha confermato 12 daspo, 11 all'indirizzo dei sampdoriani ed uno per un tifoso rossoblù, per gli scontri dopo il match dell'8 maggio 2016. La rivalità in un derby, a differenza di quelle basate sul blasone, non può attenuarsi con il passare degli anni o con il declino delle squadre.

Samp-Genoa
Derby della Lanterna: due-aste genoano sulla Samp in Serie B

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