FIFA 17: la e-Ligue 1, il primo torneo legato a un campionato europeo

La Lega Calcio francese annuncia il primo campionato di FIFA per PS4 e Xbox. È solo l'ultimo atto del crescente legame tra e-Sports e club professionistici.

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Quand’è stata l’ultima volta che avete organizzato con i vostri amici un torneo di FIFA a casa vostra? Ieri, l’altro ieri? Sappiate che, nel frattempo, la Lega Calcio francese stava facendo esattamente lo stesso. La LFP (Ligue de Football Professionnel) ha infatti annunciato una partnership rivoluzionaria con EA Sports. Motivo? La creazione del primo campionato francese ufficiale di FIFA 17.

E se la massima serie “in carne e ossa” si chiama Ligue 1, per quella virtuale non poteva che essere scelto il nome di “e-Ligue 1” (dove la “e” sta ovviamente per elettronica). Un’iniziativa destinata a diventare epocale, per quello che sarà a tutti gli effetti il primo campionato di calcio virtuale in Europa a fare capo a una lega professionistica. Primato che permea di comprensibile vanto le parole del numero uno della LFP, Didier Quillot:

Siamo davvero orgogliosi di collaborare con EA Sports per il lancio della e-Ligue. Quest’accordo tra una realtà sportiva e una casa produttrice di videogiochi rappresenta una grande novità per il mondo dello sport francese ed europeo. Gli sport elettronici assumono sempre più valore, come testimonia un mercato caratterizzato da diritti di trasmissione, sponsor e merchandising. Siamo felicissimi di dare vita a un progetto così innovativo e che apporterà molti benefici per i nostri club.

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle di Dominique Horn, direttore generale EA per quanto riguarda la Francia e il Benelux:

Per noi la creazione della e-Ligue 1 è una grande opportunità per incrementare il nostro approccio al gioco inteso come competizione. L’idea è quella di vivere lo spirito agonistico dei nostri giocatori, dai principianti fino ai più forti. Per loro è un’opportunità unica per scrivere la storia rappresentando la propria squadra del cuore.

La formula della e-Ligue 1

Ma in concreto, come si svolgerà questo campionato? La prima sessione di gioco, il cosiddetto “torneo d’inverno”, si svolgerà tra il prossimo novembre e gennaio 2017. Da febbraio a marzo, invece, avrà luogo il torneo primaverile. In entrambi i casi, ci sarà prima una fase eliminatoria e poi una fase finale nazionale. Le quattro finaliste che usciranno dalle due tranche si sfideranno infine nei play-off di maggio 2017, che decreteranno il club vincitore della prima Ligue 1 elettronica della storia.

La formula della prima e-Ligue 1 della storia

A chi si affideranno però le varie società transalpine? Ci dobbiamo aspettare forse Cavani a difendere i colori del Paris Saint-Germain o il nostro Balotelli a rappresentare quelli del Nizza? In effetti, la possibilità c’è: la partecipazione al torneo è aperta anche ai calciatori professionisti. I veri destinatari del progetto però sono i videogiocatori più forti del Paese: ogni club di Ligue 1 “sponsorizzerà” infatti due elementi (uno per PlayStation 4, un altro per Xbox), che si sfideranno online nell’ambito della modalità FIFA Ultimate Team. Per evitare evidentemente che i “rapporti di forza” tra le varie formazioni reali si riproducano anche nella competizione virtuale, ciascun giocatore avrà la possibilità di formare la propria rosa scegliendo tra tutti i giocatori del campionato francese.

L’avvio della prima edizione della e-Ligue 1 chiama perciò a raccolta tutti i 20 club della massima serie transalpina. Interrogato dall’Equipe, lo stesso Quillot ha tracciato il quadro della situazione attuale:

Non tutti sono allo stesso livello nel rapporto con lo sport elettronico. Società come Paris Saint-Germain e Olympique Lione si sono già dotate di una squadra, anche l’Olympique Marsiglia si è già attivato. Le altre sono in fase di osservazione. I presidenti ritengono questa iniziativa una straordinaria forma d’innovazione. Come Lega stiamo aiutando i vari club a formare una squadra.

L'esempio del Paris Saint-Germain

Come confermato dal capo della LFP, tra le società già in possesso di un e-team fa capolino il Paris Saint-Germain. L’annuncio dell’accordo con la società specializzata Webedia è appena di inizio ottobre: la squadra sarà composta da videogiocatori professionisti di fama internazionale.

Secondo Fabien Alegre, direttore del settore merchandising del PSG, l’ingresso nel mondo degli sport elettronici rappresenta un momento storico per i parigini:

Rientra all’interno di un piano quinquennale attraverso il quale il presidente Nasser Al-Khelaifi intende sviluppare un marchio leader a livello internazionale. Entriamo in questo settore con grandi ambizioni e con il desiderio di includere i nostri colori nella storia di queste nuove discipline.

La FIFA Interactive World Cup

I campioni di Francia in carica rientrano anche tra le squadre invitate dalla FIFA (il massimo organo calcistico mondiale, in questo caso) per partecipare alla FIFA Interactive World Cup del 2017. Inaugurato nel 2004, il torneo ha cadenza annuale e il prossimo anno andrà in scena a Londra. Si tratta della punta di diamante di un più vasto progetto denominato “FIFA 2.0: la visione per il futuro”, promosso a più riprese dal presidente Gianni Infantino come occasione per “rafforzare ancora di più l’esperienza calcistica per i tifosi e i giocatori”.

I club contattati per la FIFA Interactive World Cup 2017

Allo scopo di promuovere e diffondere ancora di più la presenza dei club professionistici, la Fifa ha deciso di invitare non solo le squadre già dotate di una propria rappresentativa “elettronica”, ma anche società che - in via ufficiale - ne sono ancora sprovviste. Della serie: noi ve la buttiamo là, voi fate sempre in tempo a organizzarvi. Tra queste - oltre al PSG, che ha quindi risposto positivamente all’invito - anche il Real Madrid, il Bayern Monaco, il PSV e anche un’italiana, il Genoa.

Dal West Ham allo Schalke 04, fino al River Plate: i pionieri in Europa e nel mondo

Per conoscere le società che invece hanno già messo in piedi il proprio e-team, conviene fare un salto in particolar modo tra Inghilterra e Germania. In Premier League, il primo club a ingaggiare un videogiocatore professionista è stato il West Ham: il 24enne Sean Allen, più conosciuto in ambito di e-Sport come “Dragonn”.

Sean "Dragonn" Allen, il giocatore professionista di FIFA ingaggiato dal West Ham

Per tutta risposta, il Manchester City ha ufficializzato l’acquisto del suo rivale, Kieran “Kez” Brown. Come spiegato dal vice presidente marketing e media dei Citizens, Diego Gigliani:

Abbiamo voluto entrare a far parte anche noi di questo movimento, per essere ancora più vicini ai nostri tifosi che amano giocare a FIFA con il City.

In Bundesliga, invece, i club apripista sono stati Wolfsburg e Schalke 04, con tanto di profili social ufficiali dedicati esclusivamente alla sezione e-Sports. A loro potrebbero presto aggiungersi almeno altre otto squadre tedesche: Bayern Monaco, Borussia Mönchengladbach, Bayer Leverkusen, Amburgo, Werder Brema, Colonia, Hertha Berlino e Ingolstadt.

Chi invece mostra perplessità è il Borussia Dortmund, secondo cui è difficile

predisporre una connessione naturale tra i videogiochi di calcio (ma anche di pallamano e ping pong, altre discipline in voga nel mercato elettronico tedesco, ndr) e le sezioni già esistenti del club.

Nessun dubbio invece per il Valencia, che in Spagna è la realtà con più confidenza con gli e-Sports. Il team dei Pipistrelli - come già altre realtà professionistiche - ha deciso di andare addirittura oltre FIFA o i canonici videogame sportivi, sconfinando in titoli come “Hearthstone” e “Rocket League”. Della scorsa settimana invece l’ingresso nel mondo virtuale del Deportivo Alaves.

In giro per l’Europa, i puntini sulla mappa si allargano a mappa d’olio: dallo Sporting Lisbona all’Ajax fino al Besiktas, il calcio virtuale conquista sempre più proseliti. Fino ad attraversare l’Atlantico e sbarcare in Argentina (River Plate) e Brasile (Santos).

In Italia fa scuola la Samp

In tutto questo, l’Italia? Abbiamo parlato dell’invito pervenuto al Genoa per il Mondiale FIFA. Ma è nella metà della città che fa capo alla Sampdoria che bisogna fare un salto, se vogliamo trovare la prima squadra italiana ad aver messo sotto contratto uno dei più forti giocatori italiani del videogioco dell’EA Sports. Anzi, quello che è ritenuto da più parti il migliore: Mattia Guarracino, alias "Lonewolf92", sei volte campione tricolore e campione europeo di EMS IX (torneo organizzato dalla Electronic Sports League), nonché medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2011 in Corea del Sud e agli Europei polacchi.

Lo scorso maggio, quando fu ingaggiato dai blucerchiati, Mattia descrisse così la sua “missione”:

In Italia il movimento non è ancora partito, ma insieme con il presidente Ferrero stiamo cercando di farlo decollare.

Una mossa rivendicata con orgoglio dallo stesso patron doriano:

Ho deciso di mettere sotto contratto Mattia e voglio far diventare la Samp il primo club italiano a imboccare la strada dei videogiochi dei professionisti, che sarà il futuro del calcio.

Profezia troppo ottimistica o semplice intuizione del numero uno di un club che, per primo nel nostro Paese, ha fiutato la prospettiva di allargare i propri orizzonti oltre il calcio “reale”? Di sicuro, la strada aperta dalla Samp nel campionato italiano e dagli altri club pionieri in Europa e nel mondo è appena cominciata.

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