Eurolega - Alla scoperta del Darussafaka, prossimo avversario dell'EA7

Con alle spalle una ricchissima proprietà, il Darussafaka Dogus è pronto a fare sul serio in questo Eurolega: eccone storia, "chiavi" per la rinascita e roster.

David Blatt, coach del Darussafaka

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Il bel battesimo in Eurolega nella passata stagione (chiedere anche a Sassari, per informazione) e la nuova chance di partecipazione anche per l’annata corrente, con premesse decisamente migliori e differenti rispetto ad una squadra che, solo qualche mese fa, era alla sua prima apparizione nella massima competizione continentale. È bastato davvero poco al Darussafaka Dogus per passare da Cenerentola del torneo a squadra in grado di lottare anche per il passaggio ai playoff, anticamera della Final Four in programma tra il 19 e il 21 maggio ad Istanbul: oltre al progressivo rafforzamento del roster del club turco in estate, anche con investimenti mirati e di esperienza, il vero colpo targato Dogus porta il volto di coach David Blatt, nientemeno che reduce dall’esperienza in NBA alla guida dei Cleveland Cavaliers. Una squadra, il Darussafaka, della quale ancora si conosce forse troppo poco, tra vicende dentro (e sopratutto fuori) dal parquet: dopo la Stella Rossa, sarà l’Olimpia Milano a testarne crescita e cambiamenti. Appuntamento dalle 20.40 su Fox Sports, canale 204 di Sky. 

Storia

Oktay Mahmuti, sino alla scorsa stagione sulla panchina del Darussafaka

Parte di una polisportiva fondata nel 1914, il Darussafaka ha visto nascere la sua prima squadra di pallacanestro nel lontano 1951: dieci anni dopo, tra il 1961 e il 1962, ecco i primi due titoli di Campione di Turchia e il debutto in Europa, prima di un buio totale che avrebbe poi visto il club sparire dai radar del basket turco per più di 30 anni. Tornati ad occupare una posizione da playoff nel campionato nazionale ad inizio anni ’90, pronti a riassaporare l’Europa (tra Coppa Korac, Saporta ed ULEB) e vicini a sollevare nuovamente un trofeo, con la coppa di Turchia sfumata solo nella finale contro l’Efes Pilsen, i bianconeroverdi sarebbero poi risprofondati in un qualche anno di crisi, culminati con la retrocessione in seconda divisione nel 2010.

Tre anni dopo, a settembre, la svolta: l’accordo con il Dogus Group, cui seguiranno anche importanti investimenti, riporta il Darussafaka nella massima serie, e la wild card biennale assegnata dall’Eurolega porta il club turco a fare il suo debutto nel mondo della “Devotion” con Oktay Mahmuti in panchina. Una “prima” decisamente positiva, terminata solamente con l’eliminazione alle Top16, di fronte ad una stagione conclusasi nel più beffardo dei modi: oltre al K.O. nella semifinale playoff contro l’Anadolu Efes, Erden e compagni avrebbero poi visto la Coppa di Turchia sfumare di un soffio di fronte alla tripla decisiva di Bogdanovic in finale, capace di regalare il successo al Fenerbahçe a 2 secondi dal termine. Per rompere un digiuno di successi lungo oltre 70 anni, ora, le chiavi della squadra sono state affidate a David Blatt, tornato ad allenare in Europa dopo aver conquistato l’Eurolega nel 2014 con il Maccabi. 

La "chiave" Dogus

David Blatt con la dirigenza del Darussafaka Dogus, compreso il gm Kutluay

Come anticipato in precedenza, a dar manforte alla voglia del Darussafaka di risollevare le proprie sorti è intervenuto, nel settembre 2013, il Dogus Group: tra le prime tre holding nel mondo del business turco, Dogus figura ormai come uno dei main sponsor della nuova Turkish Airlines EuroLeague, includendo nel proprio portfolio più 250 compagnie comprese la Garanti Bank (tra le più grandi banche di Turchia e sponsor presente sulla maglia del club stesso), Volkswagen (sponsor dell’arena del Darussafaka), Audi, Porsche, catene di cibo e turismo e non solo.

Un vero e proprio colosso pronto a rilanciare le ambizioni di una squadra che ora, forte dell’appoggio-chiave di Dogus, è riuscita a togliersi in breve tempo l’etichetta di incognita per vestire i panni della possibile outsider, godendo della guida di uno dei migliori allenatori in circolazione e di un roster di tutto rispetto. Un piano d’investimento a 360° pronto a coinvolgere non solo la prima squadra, ma anche l’intero movimento cestistico del settore giovanile del club, tentando di creare nuovi, interessanti prospetti per il futuro del basket turco.

La squadra

Il Darussafaka Dogus nell'Euroleague Media Day

Dopo aver confermato parte del roster della precedente stagione, tra il trio americano Wilbekin - Slaughter - Harangody e lo zoccolo duro turco composto da Arslan, Batuk, Erden, Aldemir e Savas, il Darussafaka ha piazzato cinque, notevoli colpi per completare al meglio la rosa a disposizione di David Blatt: dal Bamberg bicampione di Germania, rivelazione della scorsa Eurolega, è arrivato Brad Wanamaker, play/guardia già visto in Italia a Teramo e sopratutto a Pistoia, pronto a garantire solidità difensiva, fisicità e anche leadership offensiva. Sponda NBA ecco l’ex Spurs James Anderson, già precedentemente protagonista in Europa con lo Zalgiris e reduce da un’annata in maglia Sacramento Kings: ala classe ’89 completa, destinata a garantire più soluzioni offensive ai suoi, e affiancata a Will Clyburn, protagonista principale del successo ottenuto in casa Stella Rossa (19 punti) e alla prima chance ad alti livelli europei, dopo le positive esperienze tra Ulm e Hapoel Holon.

A chiudere il fronte arrivi Adrien Moerman dal Banvit, “4” puro francese capace di far valere la propria abilità dentro e fuori dal pitturato tra rimbalzi e tiro perimetrale, e Dairis Bertans, guardia tiratrice ex Bilbao. Nel complesso, osservando la caratteristiche di ogni giocatore nel roster a disposizione di Blatt, l’impressione è che davvero il Darussafaka abbia ogni caratteristica ideale per competere sui parquet d’Eurolega: sotto canestro, la solidità di Erden e Savas si incastra al meglio con le mani educate del duo Harangody-Moerman e l’atletismo di Slaughter; Wilbekin e Wanamaker, tra regia e difesa, possono innescare al meglio due bocche da fuoco come Clyburn ed Anderson, sfruttando sul perimetro anche la pericolosità di Bertans. Gli ingredienti per far bene, insomma, ci sono davvero tutti: a Repesa e Milano, domani sera (ore 20.45, diretta Fox Sports), il compito di rovinare il debutto casalingo stagionale in Europa di una squadra che, panni da Cenerentola alle prime armi smessi, ora è intenzionata davvero a far sul serio.

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