Nazionale spagnola: non è un 2 di picche ma un 3 di Piqué

Il difensore del Barcellona ha confermato il suo addio alla Nazionale alla vigilia del big match col Manchester City: "La decisione è presa".

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Ancora una volta Gerard Piqué ha risposto picche. Il difensore del Barcellona alla vigilia della sfida di Champions League con Guardiola ha ribadito di voler lasciare la nazionale dopo Russia 2018.

La decisione è presa, non me l’ha fatta prendere Twitter, Marca, As, né tantomeno le marionette di Florentino Perez.

Per tutti: Josep Pedrerol ed Eduardo Inda, due dei giornalisti sportivi più famosi di Spagna. È l’epilogo della vicenda legata alla partita contro l’Albania. Piqué gioca con le maniche tagliate. Lo accusano di averlo fatto per eliminare - lui, catalano convinto - la bandiera della Spagna. Piqué si presenta nell’intervista post-partita con la maglia a manica lunghe del suo compagno Sergio Ramos per dimostrare che non c’è stampata nessuna bandiera.

Ora sì, decide di darci un taglio con la Nazionale. Il vaso è colmo. Se Messi è punto di riferimento in campo, fuori Piqué nelle gerarchie del Barça non ha eguali. Si è addirittura candidato per un posto da futuro presidente. È a capo di un'azienda di videogame, nel gioco di carte con la Nazionale Spagnola ha calato l’asso, non è il 2 di picche, ma il 3 di Piqué.

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