UFC - Kavanagh, "Con Conor McGregor e Cristiano Ronaldo al party di J-Lo"

L'head coach dell'SBG Ireland racconta il suo rapporto particolare con il campione irlandese UFC.

Conor McGregor e John Kavanagh si allenano

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Conor McGregor (20-3) è senza dubbio l'uomo del momento nel mondo degli sport da combattimento - e non solo -. Il tanto istrionico quanto talentuoso fighter di Dublino è infatti salito prepotentemente alla ribalta dopo poco più di tre anni da quello che è stato il proprio debutto in UFC, datato 6 aprile 2013. La scalata di McGregor ai vertici dei ranking è stata repentina, e capace di appassionare milioni di fans sparsi in tutto il mondo: folgorante è stato infatti l'impatto del combattente irlandese con i media di tutto il mondo, i quali - magneticamente attratti dal savoir-faire di un atleta incredibilmente incisivo sia all'interno dell'ottagono che di fronte ad una telecamera - non hanno lesinato lo sciorinare di pagine e servizi per quello che già appariva agli occhi di tutti come il nuovo astro nascente dell'arena ottagonale più famosa al mondo.

McGregor trionfa su Holloway
Conor McGregor si impone su Max Holloway (16-3) in occasione di UFC Fight Night 26.

Agli occhi dei meno informati tuttavia, un quesito sorgerà immediatamente spontaneo: Chi c'è dietro il "miracolo" Conor McGregor? La domanda non può che trovare un'immediata risposta. Se sotto il punto di vista dello showman, i meriti vanno attribuiti tutti al diretto interessato, dal versante squisitamente tecnico appare delinearsi chiaramente una figura in particolare, ovvero quella di John Kavanagh. Trentanovenne dalle idee innovative e dai metodi di allenamento all'avanguardia, l'head coach dell'SBG Ireland può annoverare una scuderia di tutto rispetto alle proprie dipendenze: senza bisogno di menzionare il già citato McGregor - atleta di punta del team -, basti segnalare tra i tanti Artem Lobov (12-12-1) e Gunnar Nelson (15-2-1), anch'essi parte del roster UFC.

Gunnar Nelson colpisce Albert Tumenov
Gunnar Nelson piazza un middle kick all'altezza del fegato nel match contro Albert Tumenov (17-4).

Occasione importante per conquistare per una volta la scena assoluta è stata un'intervista concessa all'Irish Indipendent, attraverso la quale Kavanagh ha svelato parecchi retroscena legati alla vita personale di Conor McGregor, dai nefasti inizi legati ai primi match sottopagati alla vita mondana condotta recentemente nel jet-set globale.

La prima parte della carriera di Conor non è stata affatto facile: combatteva per circa 100 € a match, allenandosi in una fredda palestra anche nel bel mezzo dell'inverno. Adesso, per quanta passione un fighter ci possa mettere, vi saranno sempre quei momenti di sconforto in cui ci si chiede: "Ma chi ca**o me lo fa fare?". Nei primi cinque anni da professionista, Conor riusciva ad incassare al massimo 1.500 € all'anno. I soldi scarseggiavano, ed ero anche a corto di idee. D'altronde, UFC era una porta sbarrata all'epoca. Con l'avanzare della carriera di McGregor, riuscimmo tuttavia a conquistarci la chiamata di Dana White. Avremmo dovuto affrontare Marcus Brimage (7-7) il 6 aprile 2013, in Svezia. Adesso, abbiamo sempre avuto la buona abitudine di gettarci in dieci ore di macchinata ovunque dovessimo combattere, peccato che all'epoca eravamo soltanto io e Conor ad intraprendere il viaggio. Arrivati a Stoccolma, eravamo intenti ad attraversare la hall della Ericsson Globe Arena, e tra me e me pensavo "Cavolo, questa è la UFC". Tuttavia, dall'esatto momento in cui Conor McGregor è arrivato nella promotion, ha sempre camminato una spanna sopra tutti. Era aggressivo, competitivo e pronto ad affrontare chiunque.

McGregor vs Brimage
Il face-off tra Marcus Brimage e Conor McGregor, il quello che fu il match d'esordio per l'irlandese in UFC.

Come già detto, la scalata verso la notorietà di Conor McGregor si rivela tanto grande quanto repentina: il combattente irlandese diventa ben presto un businessman, un uomo di mondo. A tal proposito, particolare è l'aneddoto legato alla giornata trascorsa con l'attaccante del Real Madrid e tre volte Pallone d'Oro Cristiano Ronaldo.

Dopo essersi presentato al nostro camp d'allenamento, CR7 ci invitò entrambi al party indetto da Jennifer Lopez. O meglio, appena saputo della cosa, Conor disse al portoghese: "Sul serio vai lì? Perfetto, vengo anch'io". Durante il tragitto, ricordo perfettamente come stessi pensando a cose del tipo: "Questo è un terribile errore, sicuramente verremo sbattuti fuori dagli uomini della security!". Così non fu: appena arrivati, J-Lo ci corse incontro come una liceale qualsiasi, urlando: "Oh, Conor! Grazie per essere venuto. Balliamo!". E mentre Conor era impegnato con Jennifer, io trascorsi parecchio tempo con Ronaldo, il quale ammise di seguire qualsiasi mia pubblicazione: aveva infatti letto tutto ciò che avevo scritto. Mi seguiva persino su Instagram. Eravamo abbastanza ubriachi, pensate che ad un certo punto Ronaldo mi finalizzò con una headlock (ride). Tuttavia la serata viaggiò su binari piacevolissimi. Con Cristiano parlammo di svariati regimi di allenamento, soffermandoci sulle questioni psicologiche legate alla competizione sportiva. Pensai: "Questo ragazzo è proprio come Conor". Si focalizza su quello che il proprio obiettivo, non curandosi del resto. Per la gente normale ciò potrebbe significare essere ossessivi, ma non si arriva a certi livelli senza una buona dose di personalità.

Great to see you bro!!💪🏽🔝

A photo posted by Cristiano Ronaldo (@cristiano) on

Nonostante all'apparenza lo stesso Kavanagh possa dunque sembrare un eccellente motivatore, sempre forte del proprio autocontrollo, traspare in lui quello che è un notevole attaccamento nei confronti dei propri atleti. In occasione di quello che è stato uno dei primi allenamenti di Conor McGregor all'SBG Ireland, l'irlandese mandò infatti ko Aisling Daly (16-6), anch'essa fighter del roster dello stesso John Kavanagh. Furente fu l'ira dell'head coach, che per tutta risposta inforcò i guanti per dare una lezione all'istrionico fighter di Dublino.

La cosa apparve peggiore di quanto in realtà non fosse. Conor non stava colpendo Aisling alla testa o in altri posti in particolare, tuttavia le sferrò una bella botta al plesso solare, mandandola al tappeto. Ho avuto una reazione un po' emotiva, essendo la stessa Aisling con noi da parecchio tempo. Tutti i ragazzi si erano sempre presi cura di lei, poi arrivò dal nulla questo novizio e la mise ko. All'epoca ero ancora un fighter in attività, o comunque avevo smesso da poco. Così indossai i guanti (nonostante Conor insista nel dire che che restai a mani nude), e lo sbattei al suolo, cominciando a colpirlo davvero forte. Gli feci così tanto male da fargli mancare il respiro, al che gli dissi: "Come dobbiamo ridurci qui? Dobbiamo allenarci o combattere?". E così, a partire dal giorno dopo, tutto si svolse per il meglio.

Alcuni Fighter della SBG IrelandCopyright: telegraph.co.uk
Aisling Daly posa assieme ad alcuni compagni d'allenamento. Da sinistra Paddy Holohan, Conor McGregor e Cathal Pendred.

In quelle che sono le tantissime verità raccontate da John Kavanagh - molte delle quali contenute nel libro da lui scritto, "Win or Learn" -, traspare la figura di un allenatore tanto umano quanto ambizioso, capace di trasmettere la propria voglia a tutti gli atleti militanti nella SBG. Scontato appare quanto il forte temperamento dell'head coach del camp irlandese riesca a contagiare tutto l'ambiente. Senza dubbio, appare altrettanto chiaramente quanto l'importante ascendente dello stesso Kavanagh abbia influenzato ancor di più la già forte personalità di Conor McGregor, aiutandolo a diventare l'uomo ed il fighter tanto amato - quanto odiato - da milioni di fans in tutto il mondo.

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