Real Madrid-Legia: manita in campo, incidenti fuori dallo stadio

Spettacolo in campo, vergogna e barbarie fuori. La notte di Champions League tra Real Madrid e Legia Varsavia è macchiata dagli scontri: 6 gol, 3 feriti e 12 arresti.

79 condivisioni 0 commenti

di

Share

Tutto come previsto. Nel bene e nel male. La notte di Champions League brilla sopra il cielo del Santiago Bernabeu, poi diventa terribilmente buia. La notizia del campo è scontata: il Real Madrid trafigge il Legia Varsavia nelle vesti del malcapitato sparring partner. Perché dopo la partenza sprint dei polacchi, sono le merengues a dettare legge nel proprio territorio. Nella Manita a tinte bianche, però, non figura quel Cristiano Ronaldo in cerca della gioia numero 100 in Europa. Poco importa, arriverà. Nel frattempo a partecipare al festival del gol, oltre a un Gareth Bale versione deluxe e ad un ispirato Marcelo, ci hanno pensato i giovani canterani: Asensio, Lucas Vazquez e Morata. Singolare anche la gara di CR7, meraviglioso a spolverare l'inedita arte dell'uomo assist. Ma se in campo regna la festa, fuori scoppia la guerra.

I colori uniscono, la mentalità divide. Incidenti, sangue e feriti: otto per la cronaca. I 12 arresti totali saranno poi la vergognosa ma logica conseguenza dello scempio andato in scena a margine della partita. Gli hooligans polacchi, già assurti alla cronaca per terribili episodi di violenza, si sono scontrati con la polizia nel perimetro del Santiago Bernabeu. Per domare l'ira malata di questi pseudo tifosi è dovuta intervenire la polizia a cavallo. 

Polizia e controlli preventivi spagnoli non all'altezza? Un solo dato è certo: certe persone con il calcio e lo sport non c'entrano proprio nulla. Anche perché i 5 gol incassati da Malarz non sono stati di certo il casus belli dell'insensata guerriglia. Nel giorno precedente alla partita, addirittura, i polacchi si erano già fatti sentire nelle vie della capitale spagnola. All'alba di martedì, infatti, tre persone in stato di ebbrezza hanno seminato il panico nelle vie della città. Atti vandalici, barbarie e l'aggressione a due cameriere in un locale di Madrid, con annesso tentativo di rubare l'incasso del locale, hanno portato la polizia ad arrestare tre persone prima ancora che la partita cominciasse.

Tifo malato

Gli hooligans di Varsavia continuano a seminare panico negli stadi di tutta Europa. Dopo gli incidenti occorsi nella gara in casa contro il Borussia Dortmund, la Uefa ha sanzionato la squadra polacca deferendo la Pepsi Arena - tana del Legia. Durante il girone di Champions League, nelle partite in casa i polacchi giocheranno a porte chiuse. Il Comitato di Controllo, Etica e Disciplina dell'Uefa, al netto degli incidenti avvenuti in Polonia lo scorso 14 settembre, non ci ha pensato due volte: il Legia è stato punito per i disturbi arrecati dai suoi tifosi, il lancio di oggetti, i comportamenti razzisti, l'accensione di fuochi d'artificio la violazione di alcune normative di sicurezza e, oltretutto, per l'inadeguata organizzazione interna allo stadio.

Ma se la violenza è semplice, le alternative ad essa sono complesse. E poco importano i precedenti, perché 3000 ultras - armati di pazzia - sono riusciti nel loro intento: rovinare la magia del calcio e della Champions League. 300 di questi, oltretutto, erano considerati soggetti pericolosi e fortemente a rischio. Insomma: dopo la chiusura delle porte di casa, la squadra guidata da Magiera rischia di non avere più 'tifosi' al suo seguito.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.