Spagna, Piqué: "Non lascio per As, Twitter o per le marionette di Perez"

In conferenza il difensore del Barcellona spiega: "Nessuno mi ha cacciato dalla Nazionale, ho scelto io di andarmene. È arrivato il momento di farmi da parte".

948 condivisioni 0 commenti

di

Share

Quando in conferenza stampa si presenta Gerard Piqué, già si sa che non si assisterà alle classiche risposte banali. Per presentare la prossima partita di Champions League contro il Manchester City, il Barcellona ha scelto proprio il difensore della nazionale spagnola, che ha colto l'occasione per confermare il suo addio alla Selección.

Uno sfogo durissimo

La sua decisione era arrivata dopo la polemica riguardo le maniche tagliate (i detrattori sostenevano per evitare di indossare i colori della bandiera spagnola) della sua maglia in occasione della partita con l'AlbaniaPiqué ha voluto precisare ulteriormente l'accaduto

Prima di cominciare vorrei dire che questa è l'unica risposta che darò riguardo la nazionale, visto che sono concentrato su un'importante partita del Barça. La decisione di lasciare la Spagna resta, dopo che la situazione è precipitata in Albania. Non intendevo comunicarlo in quel momento, ma ero furioso per via di questa notizia falsa, come poi è stato dimostrato dalle immagini. Ho letto che mi avrebbero cacciato dalla Selección i social network, Marca, As. Anche che sarebbero state le marionette di Florentino (con ogni probabilità Josep Pedrerol ed Eduardo Inda, giornalisti di As, ndr) o l'Ok Diario. Quello che rispondo è che né i giornali, né Twitter mi hanno fatto allontanare dalla Nazionale. È una decisione che ho preso io, che merito di prendere dopo 10 anni con questa maglia visto che penso sia arrivato il momento di lasciare. È il momento di farmi da parte e lasciare spazio alle nuove generazioni.

Il difensore catalano ammette che l'addio poteva arrivare già nel 2014 subito dopo il Mondiale in Brasile:

Avevo pensato di smettere. Lasciare la Spagna, il Barcellona, tutto. Se devi fare qualcosa ma non stai bene o sei demotivato, meglio fare altro. Questo è quello che penso. Dopo il Mondiale ho parlato con Maria José Claramunt e Del Bosque, gli ho detto che non volevo più giocare a calcio. Non sentivo motivazioni, in quel momento non sentivo nulla. Con il passare del tempo poi è arrivato Luis Enrique, ci ha portato nuovi stimoli e mi ha fatto sentire di nuovo a mio agio. Ora mi sento nel momento migliore della mia carriera e spero di continuare per molti anni.

Il City e Guardiola

Dopo lo sfogo Piqué è passato a parlare della partita contro il Manchester City:

È una di quelle partite che ti motivano di più. Per noi è una sfida. Giocano in un modo molto simile a noi, creano opportunità attraverso il possesso palla e il pressing alto

Non è certo un caso visto che in panchina c'è Pep Guardiola:

Ci è mancato, ha lasciato il segno. C'è stato un prima e un dopo Guardiola. Grazie a lui concepiamo il calcio in modo diverso, ha cambiato la storia del club. Ho solo parole di elogio per un allenatore che mi ha dato tutto. Un confronto con Luis Enrique? Hanno vinto gli stessi titoli nei loro primi due anni da allenatori del Barcellona. E anche a livello personale mi sono trovato benissimo. Con Lucho stiamo vivendo un altro periodo d'oro.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.