Clarke, presidente FA: "Ai giocatori gay non direi di fare coming out"

Il chairman della Federcalcio inglese non crede che il calcio sia ancora pronto: "Dobbiamo prima creare un ambiente che garantisca assenza di discriminazioni".

Il presidente della Football Association Greg Clarke

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L'omosessualità nel calcio è da sempre un argomento tabù. Ancora oggi sono pochi i giocatori che decidono di affrontare l'argomento a viso aperto, manifestando pubblicamente il loro orientamento sessuale. C'è sempre il timore che un eventuale "coming out" possa portare a ripercussioni negative. Anche il presidente della Football Association, Greg Clarke, si vergogna del fatto che i calciatori gay in Premier League non si sentano sicuri a uscire allo scoperto.

"Non siamo ancora pronti"

Di fronte alla "Culture, Media and Sport Committee", Clarke ha ammesso che qualsiasi giocatore abbia scelto di rivelare la sua sessualità non ha avuto alcun beneficio, e che proprio su questo intende lavorare per cambiare la cultura del calcio e renderla più tollerante.

Quando gli è stato domandato di costruire un possibile scenario di fronte a un "coming out", ecco quale è stata la sua risposta:

Ci sarebbero sicuramente delle offese, perché ancora non abbiamo sconfitto questo problema. Sono molto scettico nell'incoraggiare una persona a uscire allo scoperto, almeno fino a che non saremo tutti pronti a fare la nostra parte per reprimere eventuali maltrattamenti. Sarei sorpreso di sapere che non esistono giocatori gay in Premier League. Ma prima di incoraggiarli a dirlo liberamente dobbiamo fornire loro un ambiente sicuro, dove possano avere comunque la possibilità di giocare o vedere il calcio senza essere discriminati. 

Clarke approfondisce ulteriormente il suo pensiero:

Non si tratta di un rifiuto o di un impedimento. Forse ancora non abbiamo capito come arginare le possibili conseguenze, ma c'è un profondo disgusto per questo tipo di atteggiamento che purtroppo esiste nel mondo del calcio. Si tratta di una piccola minoranza che ancora non accetta o considera diversi gli omosessuali. Ma c'è. Se io fossi gay, perché mai dovrei dirlo?

I casi del passato

Thomas Hitzlsperger, con un passato anche in Serie A nella Lazio, è stato il primo calciatore con un'esperienza in Premier League (con la maglia dell'Aston Villa) ad aver rivelato la sua omosessualità, nel gennaio del 2014, subito dopo aver concluso la sua esperienza in Inghilterra. Prima di lui, quando il torneo si chiamava ancora First Division, era stato Justin Fashanu nel 1990 a diventare in assoluto il primo calciatore d'Oltremanica a rivelare di essere gay: tre anni dopo si suicidò.

Successivamente nessun altro giocatore professionista britannico ha fatto "coming out" fino a Lima Davis del Gainsborough Trinity nel 2014. Lui spiegò di aver rivelato ai compagni i propri orientamenti sessuali e che tutti lo avevano accettato senza problemi:

Il problema non sono i giocatori, ma i tifosi omofobici. Quelli che danno il loro meglio soprattutto nelle grandi folle, quando possono mantenere l'anonimato.

Ed è proprio per questo che il presidente della FA Clarke ha promesso che andrà giù pesante con le sanzioni verso quei tifosi che si renderanno protagonisti di offese o comportamenti discriminatori. Un primo passo per sconfiggere questo tabù.

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