Serie A, Milano dura contro i suoi capitani: ieri Maldini, oggi Icardi

Il caso dell'attaccante dell'Inter è esploso definitivamente. Nel 2009, sponda Milan, Paolo salutava il calcio tra tanti striscioni polemici: "Orgoglioso di non essere come loro".

Immagini di Icardi Maldini

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Si chiama Necronomicon, per tutti è il libro maledetto per eccellenza. O meglio, non esiste ma si tratta solo di un espediente letterario creato da Lovercraft, uno scrittore americano. Da oggi vanno riviste alcune cose: “Sempre avanti”, il titolo dell’autobiografia di Mauro Icardi, sembra altrettanto dannato. Perché è scattato un putiferio tra il giocatore argentino e la Curva Nord dell’Inter. Il contenuto di alcune pagine non è affatto piaciuto ai tifosi. E la Milano nerazzurra ha gridato allo scandalo.

Guaio alla milanese

La fascia sotto la Madonnina non sembra per niente benedetta. Prima di Mauro Icardi, il capitano dell’Inter è Andrea Ranocchia. Un altro che ultimamente non ha ottimi rapporti con la Curva. Roberto Mancini nomina il giovane attaccante nuovo leader: ha il giusto carattere, quel pizzico di ‘ignoranza’ che serve nel calcio, è forte, giovane, bravo. Eppure ai tifosi non va mai giù una cosa: lo accusano di poca maturità, troppo spettacolare fuori dal campo, troppo presente sui social. Essere passati da Javier Zanetti a Icardi è come fare un salto nel vuoto senza paracadute. Ora ha offeso i tifosi, Mauro, e loro non ci stanno:
Un individuo del genere non può indossare la fascia di capitano. A prescindere dal nostro pensiero, esulando dalla nostra presa di posizione. L’Inter non lo merita. Scritto ciò, per essere chiari, specifichiamo: Icardi con noi ha chiuso. TOGLITI LA FASCIA. PAGLIACCIO. Questo, ora sì, lo pretendiamo.
Ora si attende la risposta concreta dell’Inter, chiusa in mezzo tra il giocatore più forte in rosa con il contratto rinnovato qualche giorno fa e i tifosi, il cuore del club. Ci sarà una multa, forse gli verrà tolta la fascia, magari a gennaio finirà sul mercato. Tutte sanzioni che difficilmente ricuciranno uno strappo enorme.

Maldini e la Sud

A Milano circa sette anni fa un altro capitano finisce sul patibolo. Paolo Maldini, nel giorno del suo addio al calcio all’età di 40 anni, viene salutato malamente dalla San Siro rossonera.
Grazie capitano: sul campo un campione infinito ma hai mancato di rispetto a chi ti ha arricchito.
Questo uno dei tanti striscioni in Curva Sud. Il difensore fa il giro d’onore, qualcuno lo applaude, altri tifosi invece tirano fuori un’altra scritta polemica:
Per i tuoi 25 anni di gloriosa carriera sentiti ringraziamenti da chi hai definito mercenari e pezzenti.
E si canta “C’è solo un capitano” con la maglia di Baresi, il signore icona del Milan che ha lasciato la fascia nel lontano 1997 proprio a Paolo. Che risponde per le rime:

Sono orgoglioso di non essere uno di loro.

Storie parallele

Quelle di Mauro Icardi e Paolo Maldini sono storie di capitani messi alla porta dai tifosi, ma sono anche situazioni singolarmente diverse. In primis, si tratta di un altro calcio. Era appena il 2009, vero, ma sembra però passata una vita. Maldini ha vestito il rossonero per 24 anni giocando 901 partite. Icardi è un capitano moderno, eletto in quanto giocatore di livello in una squadra che attraversa un'era di cambiamento. Le parole però, fanno male. Maldini parlava così dei tifosi:
Ormai noi giochiamo in trasferta o in campo neutro: mai davvero in casa. Non mi sembra logico, e la squadra non ci sta più. I fischi a Dida e Gilardino? Non li comprendo. I fischi ci sono sempre stati, ma qui si sta andando oltre. A San Siro si sentono applausi ironici per Dida quando blocca una palla facile. Ma quello è il portiere della finale di Manchester, è un campione d’Europa come Gilardino. San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia.
A Milano il problema capitano si ripete. Personaggi differenti, storie parallele. Il calcio è fatto anche di questo.

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