Classifica Serie A: è la Roma la vera anti Juventus? Inter masochista

Il Cagliari umilia De Boer: Inter vergognosa, il caso Icardi uccide i nerazzurri. Il Milan sale in paradiso, show della Roma a Napoli: giallorossi da scudetto.

Roma, vittoria contro il Napoli

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Ogni impero, prima o poi, è destinato a crollare. Quello bianconero, invece, è la proverbiale eccezione che conferma la regola. Ma nel regno della Serie A qualcosa sta cambiando: dopo cinque anni di supremazia totale, c'è qualcuno pronto ad annullare la monarchia assoluta di sua maestà Juventus.

Probabilmente sarà una beffarda lotta contro i mulini a vento, ma la Roma del rivoluzionario Spalletti non si risparmierà: poco ma sicuro. Sì, perché dopo gli imprevedibili verdetti dell'ottava giornata di campionato numerosi nodi stanno venendo al pettine. Anche se, alcune cose saranno destinate a perpetuarsi ancora per molto tempo. Un esempio? Sarà banale, ma la Juve vince ancora nonostante l'abbondante turnover causa Champions League al netto di una prestazione modesta contro la rinsavita Udinese targata Del Neri. Tanta confusione a Torino: Jankto spaventa lo Stadium, poi Dybala firma una meravigliosa doppietta e porta Allegri a + 5 dalla Roma.

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A proposito di tinte giallorosse: sapete come si espugna la tana del Napoli? Chiedetelo a Spalletti. Risposta: in fase difensiva si gioca a quattro, mentre in fase difensiva si gioca a tre. Tradotto, si scende in campo con "la difesa a tre e mezzo". Tranquilli, non si tratta di una noiosa teoria da esporre nell'aula magna di Coverciano, semplicemente è uno dei segreti della succulente ricetta romana.

Ne sa qualcosa il malcapitato Sarri, incapace di reagire al doppio sparo del killer buono Dzeko e alla definitiva punizione del faraone Salah. Colpa anche di un Koulibaly ancora in versione ibrida: il difensore azzurro a tratti sembra meritare il pallone d'oro africano, ma sovente crolla in alcune in ingenuità degne del più dispettoso degli adolescenti. Dejeko, però, è bravo a far tesoro degli errori altrui. Il bosniaco, infatti, si diverte nuovamente a segnare: 7 gol in otto partite di campionato, grazie ai quali la Roma prepara l'assalto al cielo.

La classifica della Serie A

Higuain se ne è andato e non ritorna più. Milik bisognerà aspettarlo a lungo. E Gabbiadini? Un mistero. Troppo timido, ma non bisogna di certo gettargli la croce addosso. Sarri non cambierà: Manolo resterà la prima scelta, ma Callejon e Mertens in versione falso nueve restano una tentazione. Intanto il Napoli sprofonda. Gli azzurri distano sette punti dalla capolista Juve, a differenza di una Roma ben salda in scia, a sole cinque attaccature dai bianconeri. Ah, c'è anche un super Milan.

Carrarmato sloveno, fulmine francese e cecchino colombiano. Grazie a questi supereroi Montella ha stroncato il Chievo. L'onore delle armi è tutto per i ragazzi di Maran, aggressivi come al solito ma limitati dall'essenzialità rossonera. Sabato pomeriggio, tutto sornione, il diavolo giocava con la forca e calcolava i suoi rischi. Già, vuoi vedere che questo Napoli si può sopravanzare. Detto fatto. E altro che inferno, è il paradiso della Serie A la location più adatta ai rossoneri. Prima la bomba di Kucka, poi la magia di Niang e infine la zampata di Bacca. Adesso il popolo milanista può partecipare allo show: domenica prossima il Milan spadroneggerà contro la Juventus. Calma. Ma quei ragazzi (23,9 anni l'età media) proveranno a provocare qualche ruga alla nobile Vecchia Signora. L'1-3 di Verona, dunque, proietta Montella vicino alla cime delle vette italiane, mentre i clivensi si appaiano al quarto posto in classifica assieme alla Lazio.

I biancocelesti pareggiano in extremis in casa contro un rammaricato Bologna. Donadoni accarezza la vittoria grazie al gol di Helander, uno con licenza di bucare Marchetti (lo svedese ha segnato tre reti in Serie A, di cui due proprio alla Lazio). Poi, nel finale, la banda Inzaghi trova un salvifico ma inesistente rigore che raddrizza tutto: Immobile trasforma, Lazio a 14 punti assieme al Napoli.

Disastro Inter

Dalla Sardegna con furore. I quattro mori si rubano i tre punti. Il Cagliari riesce a gabbare la sciagurata Inter. Perché nella sponda nerazzurra del Naviglio pare esserci qualcosa di più importante della partita: il libro autobiografico del fantomatico capitano Mauro Icardi. Già, l'Inter è povera di idee calcistiche ma è ricchissima di fantasia. La banda De Boer, infatti, è tremendamente brava ad auto infliggersi patetici psicodrammi familiari. Difendere il giovane argentino o appoggiare l'invettiva della Curva Nord? Questo è il Beneamato dilemma interista. Ah, nel frattempo c'è il Cagliari: Rastelli continua il suo miracolo e proprio Icardi lo aiuta sparando a salve in un calcio di rigore.

L'effetto del gol di Joao Mario viene anestetizzato dal pareggio di Melchiorri. Per Federico si realizza l'ennesimo miracolo, dopo quello che lo fece uscire dal tunnel di una brutta malattia. Ma il pareggio non basta. Rastelli butta in campo Borriello, imbronciato per la panchina. E il sorriso torna subito: nel finale un altro tiro dell'audace Melchiorri provoca l'autogol di Handanovic e la necrosi nerazzurra. De Boer sembra masochista e chissà quanto fa male questa sconfitta.

La favola di Melchiorri

Nelle altre partite della domenica ci sono state altrettante sorprese. Il Crotone per 83 minuti ha sognato la prima vittoria dell'anno, poi si è risvegliato tutto sudato. Il Sassuolo ha rovesciato la partita grazie alle magate del suo allenatore Di Francesco: Sensi e Iemmello, subentrati dalla panchina, annullano in un battito di ciglia le velleità calabresi. Crotone sempre più ultimo, Sassuolo in fase ascendente.

Nelle sabbie mobili della Serie A rimane stabilmente l'Empoli. La squadra di Martusciello conferma l'allergia al gol e per ora del vaccino manco l'ombra. Anche il Genoa non osa, seppur in inferiorità numerica: lo 0-0 è inevitabile. Il Grifone, in attesa del derby con la Sampdoria, si attesta al settimo posto in classifica a quota 12 punti (una partita in meno). Anche i cugini blucerchiati pareggiano in trasferta contro il Pescara. Il derby della lanterna oltremodo uno bivio decisivo per Giampaolo.

La Viola appassisce sotto il cielo d'autunno. Una tosta Atalanta manda in crisi la Fiorentina. I freschi talenti di Gasperini spaventano Sousa: il tecnico spagnolo sembra imbolsito e demoralizzato e la squadra è lo specchio del suo stato mentale. Corvino però getta acqua sul fuoco, allontanando le voci di un possibile esonero dell'allenatore. L'Atalanta, a quota 10 punti, rimane davanti ai viola, distanti un punto e fermi ad uno scomodo decimo posto.

La giornata si è conclusa con Palermo-Torino. Hakuna matata granata, dopo il vantaggio palermitano con Chochev, il Toro si sbizzarrisce. Ljajic leva d'impaccio i suoi e torna al gol con una doppietta d'autore. Segue la rete di Benassi a fine primo tempo e il poker finale di Baselli. Mihajlovic raggiunge Napoli e Lazio nelle zone nobili della classifica, quarto posto meritatissimo. Il Palermo invece si arrocca al terzultimo posto. 

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