Aubameyang e il matrimonio con il Real Madrid: s'ha da fare... o no?

L'attaccante del Borussia Dortmund è sempre nel mirino delle merengues. Il dg tedesco Watzke avverte la dirigenza spagnola: strapparlo alle Vespe non sarà affatto facile.

Pierre-Emerick Aubameyang, capocannoniere del Borussia Dortmund con 6 reti nelle prime 7 giornate

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Questo matrimonio se debe o no se debe hacer? A porsi la domanda non è qualche lettore della traduzione spagnola dei Promessi Sposi, ma i tifosi del Real Madrid. Che da mesi leggono di possibili nozze tra gli amati blancos e Pierre-Emerick Aubameyang. Uno che di mestiere fa l'attaccante, lo fa benissimo nel Borussia Dortmund e alle merengues ha pure segnato. Rinfrescare la memoria non serve, basta risalire allo scorso 27 settembre e alla seconda giornata del Gruppo F di Champions League: se nel finale di gara era stato Schürrle a fissare il risultato sul 2-2, nel primo tempo ci aveva pensato proprio P-E (come si firma su Twitter) a neutralizzare il vantaggio di Cristiano Ronaldo. Un gol che per il numero 17 delle Vespe deve aver avuto un significato speciale.

Nel dubbio, Aubameyang non risparmia il Real: suo il gol del momentaneo 1-1 nell'ultimo match di Champions League (poi terminato 2-2)

Non solo perché, a fine partita, CR7 ha consegnato al rivale la propria maglia con un destinatario particolare: il figlio Curtys, che dentro la casacca del portoghese ci crescerà negli anni a venire. Ma soprattutto perché, fin da quando papà Pierre-Emerick aveva l'età del suo piccolino, quella gloriosa camiseta ha sempre sognato di vestirla. Ipse dixit, lo scorso luglio:

L’unico club che potrebbe allontanarmi dal Borussia Dortmund è il Real Madrid. Non so se questo sogno si realizzerà mai.

@cristiano you've made my son happy 👍🏽🙏🏽

A photo posted by Aubameyang (@aubameyang97) on

"Ci sono stati contatti"

Ok, in una successiva intervista di una decina di giorni fa a Once Mondial, ha un po' ridimensionato il tiro. O meglio, specificato come il suo intento non fosse da interpretare alla stregua di un "Florentino Perez! Zizou Zidane! Sono qui, compratemi!":

Quella volta mi è stato chiesto: "Qual è il club dei tuoi sogni?". E io ho risposto: "Il Real è la squadra del mio cuore e ho promesso a mio nonno che un giorno avrei giocato lì. Insomma, è solo un obiettivo, c'è ancora tempo. Ma io non ho voluto assolutamente cercare di attirare le attenzioni del club. Non credo neanche che ci sia il bisogno: se mi vogliono, si faranno avanti, altrimenti va bene lo stesso.

Dal manuale del perfetto diplomatico, in equilibrio tra i desideri di bambino e la consapevolezza di essere una colonna portante del Borussia Dortmund. Eppure, neanche lo stesso Aubameyang in quell'occasione ha potuto negarlo:

So che ci sono stati contatti, ma è finita lì.

Che per ora sia finita lì è evidente: con 6 gol finora Pierre-Emerick è il vice capocannoniere della Bundesliga e l'indiscutibile Re-bomber giallonero: già 8 le reti in 10 gare in questo primo scorcio di stagione. Anche quando la giornata per lui sembra andare per il verso storto, il gol lo trova comunque: nell'ultima partita contro l'Hertha Berlino, ha sprecato un solare uno contro uno, ha fallito un rigore ma alla fine ha buttato in rete il pallone dell'1-1. Normale amministrazione, direte, per uno che ha realizzato 88 gol in 153 presenze con il Borussia. Ossia un centro ogni 1,7 partite. O, se vi suona più chiaro il concetto, 51 gol nelle ultime 61 volte che è sceso in campo: uno ogni 1,19 gare. Normale amministrazione, allora, anche il fatto che con il Real Madrid non sia ancora finita del tutto.

Prima un rigore sbagliato, poi la rete dell'1-1: Aubameyang protagonista a tutto tondo venerdì scorso contro l'Hertha Berlino

Il Borussia Dortmund "avvisa" le merengues

Nella stanza dei bottoni, in quel di Dortmund, ci hanno ormai fatto l'abitudine a sentir ronzare (capita anche alle vespe) il nome del club madridista attorno al loro centravanti prediletto. Appena un paio di giorni fa, il direttore generale Hans-Joachim Watzke ha ribadito allo Sky Sport tedesco:

Se il Real Madrid dovesse bussare alla nostra porta, ci parleremo. Ma non sarà così facile, l'addio del giocatore non sarebbe affatto automatico. Vogliamo che Aubameyang rimanga con noi e, a differenza di chi ci ha lasciato da poco, ha un lungo contratto fino al 2020. Non abbiamo nessuna pressione da questo punto di vista e non credo neanche che lui voglia muoversi.

Il più classico dei "Fatevi sotto, se avete il coraggio", ma con un maggior numero di parole e maggior tatto. Un messaggio che può essere rivolto anche alle altre pretendenti del capitano del Gabon, Paris Saint-Germain su tutte. Ma non così potenti da far dissolvere di colpo le mire dei blancos sull'attaccante classe 89', transitato come una meteora nella Primavera del Milan, allevato da provetto top player nella sua Francia (è nato a Laval) tra Digione, Lille, Monaco e Saint-Étienne ed esploso in Germania. Per l'ultimo salto, quella della consacrazione definitiva tra le stelle mondiali, un teatro come il Bernabeu sarebbe pressoché ideale. Ma per la Casa Blanca (che ha messo nel mirino anche Ousmane Dembelé, giovane stellina del Borussia) quanto sarebbe fattibile questa operazione?

Gli scenari per il Real. Tas, Benzema e Real permettendo

La premessa fondamentale fa rima con la spada di Damocle del Tas: il massimo organo europeo di giustizia sportiva ha sospeso in maniera cautelare la sanzione imposta al club di Florentino Perez, ma la minaccia di due sessioni di mercato bloccate (fino al gennaio 2018) è sempre presente. Al netto di questa circostanza, mettere le mani su Aubameyang richiederebbe in ogni caso uno sforzo immane. Dalla scorsa primavera a qualche settimana fa, non mancano voci di presunti accordi tra le due società sulla base di almeno 90 milioni di euro. Scenari sempre smentiti dal Borussia Dortmund, ma che offrono senza esagerazioni le dimensioni di un possibile trasferimento. Per quanto riguarda l'ingaggio, migliorare gli attuali 4 milioni percepiti in Germania non sarebbe un problema: i 12 milioni che avrebbe richiesto in estate al Manchester City (altra squadra che l'ha seguito da vicino) sono comunque una cifra importante da soddisfare.

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E poi, con Benzema che si fa? L'arrivo di Aubameyang sarebbe legato necessariamente alla cessione del francese (Manchester United e Arsenal farebbero carte false per portarlo in Inghilterra), ma privarsi di una delle B della BBC (insieme a Bale e Cristiano Ronaldo) non è un sacrificio che si compie a cuor leggero. E anche la gestione di Morata, che sogna di diventare il titolare fisso dell'attacco madridista, indurrebbe il Real a prendere un'altra decisione non facile. Magari potrebbe proporre l'ex juventino proprio al Borussia, per convincerli a far partire Aubameyang. Ma siamo nel campo del fantamercato. Almeno per ora. Per capire se questo matrimonio s'ha o meno da fare, come sostiene il diretto interessato, c'è ancora tempo.

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