José Aldo spara a zero su UFC: "Sono il migliore di sempre, voglio far soldi"

José Aldo continua la propria battaglia personale contro UFC: “Holloway? Che vada a quel paese. Comportarsi correttamente non paga”.

José Aldo si prepara a calcare l'ottagono di UFC 200

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Non accenna a placarsi la guerra mediatica scatenata da José Aldo (26-2) nei confronti di UFC. Il campione ad interim dei pesi piuma sembrerebbe infatti voler rompere definitivamente con i vertici della promotion, a causa della mancata concessione di un rematch con Conor McGregor (20-3). In occasione di UFC 194 infatti, il talentuoso fighter irlandese riuscì nella titanica impresa di mandare ko il supercampione brasiliano, all'epoca dominatore indiscusso delle 145 libbre con ben dieci anni di imbattibilità alle spalle.

il knockout di McGregor su Aldo
Il momento raffigurante il ko patito da José Aldo in favore di Conor McGregor

Proprio dai postumi di quel 12 dicembre 2015, cominciarono a farsi largo i primi sentori di quella che sarebbe stata una bomba ad orologeria pronta a scoppiare. Nonostante le pressanti richieste dello stesso Aldo, il quale chiese da subito una seconda opportunità per dimostrare quanto - a suo dire - la sconfitta maturata in favore di McGregor fosse un evento fortuito, i vertici della promotion decisero di concedere al neo-campione dei featherweight una title shot immediata per la cintura dei pesi leggeri, al tempo detenuta da Rafael Dos Anjos (25-8). Quello che ne consegui è storia abbastanza recente: l’infortunio al piede occorso all'allora padrone delle 155 libbre costrinse i piani alti della UFC a trovare un sostituto del convalescente Dos Anjos a stretto giro di posta. Dopo un mai del tutto confermato rifiuto da parte di José Aldo – il quale giudicò troppo breve il preavviso di undici giorni -, il presidente della promotion Dana White annunciò quello che sarebbe stato uno dei match più sorprendenti di tutto il 2016: Conor McGregor vs Nate Diaz.

McGregor vs Diaz
Conor McGregor colpisce Nate Diaz in quello che fu il main event di UFC 196

Dopo la rovinosa caduta e la successiva rivalsa occorse al combattente nativo di Dublino – prima sconfitto dal più giovane dei fratelli Diaz e poi vincitore nel conseguente rematch - e susseguitesi a cavallo tra UFC 196 e UFC 202, scontato apparve agli occhi di José Aldo quello che per lui sarebbe stato il più logico degli scenari: il rematch tanto atteso contro Conor McGregor avrebbe visto finalmente la luce a cavallo tra la fine del 2016 e gli inizi del 2017.

Sliding doors. Quello che fu il tanto agognato quanto criticato match-up con Rafael Dos Anjos, trovo rinascita con un inatteso cambio di protagonista: Eddie Alvarez (28-4), capace di sconfiggere l’ex campione con un devastante ko nella settimana che precedette UFC 200, avrebbe infatti affrontato Conor McGregor in quello che sarà il main event di UFC 205, primo storico evento con sede nello Stato di New York, atteso in data 12 novembre.

Aldo a UFC 200
José Aldo festeggia la vittoria su Frankie Edgar a UFC 200

E qui finalmente si giunge all’esplosione José Aldo, pronto ad annunciare il proprio ritiro dalle mma professionistiche. Troppo grosso per il fighter nativo di Manaus lo sgarbo propinatogli da una UFC giudicata irriconoscente nei propri confronti. Concetto ribadito anche nel corso di un lungo intervento ai microfoni di MMA Fighting, attraverso i quali Aldo mette a nudo tutta la frustrazione vissuta nel corso dei mesi susseguitisi dalla sconfitta a UFC 194 alla vittoria maturata ai danni di Frankie Edgar (20-5-1) in occasione di UFC 200.

Tutti sanno quanto io abbia combattuto per farmi un nome, per lasciare un'eredità ai posteri. Non ho mai calcato l'ottagono soltanto per portare una borsa a casa. Sia chiaro, tutti i fighters combattono per soldi, ma personalmente ho sempre cercato di far sì che, una volta ritirato, il mio nome fosse impresso nella storia delle MMA. Tuttavia, il mio modo di pensare è cambiato: appena persa la cintura, mi resi conto di quanto la realtà fosse diversa. Essere campioni non conta nulla. Se proprio dovrò continuare con questo sport, bisognerà che io veda parecchi soldi. Essere un combattente corretto non paga, non puoi comportarti in maniera esemlare e fare contemporaneamente quello che UFC dice. Ormai il giusto pende dal lato di chi fuma cannabis, tira bottigliette e non si presenta alle conferenze. Questa è la via da seguire, e tutti i combattenti brasiliani dovranno adeguarsi.

Spazio anche per quelle che sono state le proposte formulategli da UFC nel corso dei mesi successivi alla vittoria su Frankie Edgar, con José Aldo poco propenso ad accettare un match che lo avrebbe visto opposto all'astro nascente dei pesi piuma Max Holloway (16-3).

Fondamentale importanza raggiunge ormai la prerogativa di far soldi, ed è per questo motivo che ho mandato a quel paese l'ipotetico match-up con Holloway. Chi se ne frega delle sue nove vittorie consecutive. Pensate, molti fighters hanno conseguito strisce senza sconfitte che vanno dai dieci ai quindici incontri, senza tuttavia ricevere una chance titolata. Piuttosto, preferirei a questo punto affrontare Anthony Pettis (19-5). Questo sarebbe senza dubbio un gran bel match, capace di generare grossi numeri, specie qualora l'evento si svolgesse in Brasile. Ormai, bisogna pensar prima al profitto e poi a tutto il resto. Chiaramente però, il mio desiderio di guadagno non ha offuscato quello che continua ad essere il mio obiettivo: voglio essere ricordato come un combattente eccezionale. So che parecchie persone si troveranno in disaccordo con me, ma d'altronde sono l'atleta più forte di tutti i tempi. Nonostante le critiche al riguardo, ho impresso il mio nome nella storia. A prescindere dall'opinione altrui, per me resto il miglior combattente di sempre. Spero un domani di essere ricordato come colui che entrato in UFC come "Scarface", e ne è uscito come il campione del popolo: questo basterebbe a rendermi fiero. Qualora mi fermassi adesso, potrei ritenermi soddisfatto, con buona pace della mia famiglia.

Pettis si prepara a combattere
Anthony Pettis, ex campione dei pesi leggeri UFC.

Sfuriata, quella di José Aldo, senza dubbio meno bellicosa rispetto alle precedenti. Appare infatti chiara la presa di posizione del brasiliano nei confronti di UFC, nonostante, tra le righe, vi sia anche la volontà di continuare a combattere, seppur a condizioni economiche diverse da quelle abbracciate nell'ultimo periodo. Chissà che non possa dunque scoppiare la pace nel corso dei prossimi mesi tra lo stesso Aldo ed i vertici della promotion, i quali probabilmente apriranno un tavolo di trattative con quello che senza dubbio resta uno degli atleti di punta dell'intero roster a disposizione di Dana White.

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