I 102 anni di Salustiano, il tifoso del Leganes più anziano del club

Quando i Pepineros sono stati fondati, lui aveva già 14 anni. La storia di Salustiano Toribio, omaggiato per il suo compleanno prima del match con il Siviglia.

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Pensateci un attimo: quando siete nati, da quanti anni era stata fondata la vostra squadra del cuore? Quante partite aveva già disputato, quanti gol segnato, quanti trionfi o quanti dolori vissuto? Quando si sposa una squadra per la vita, c'è tutta una storia da recuperare, da imparare e fare propria come se la si fosse vissuta realmente. Vale per tutti. Ma per Salustiano Toribio no. Lui, quando il suo Leganes è stato fondato, era già adolescente. Non è lui a essere cresciuto col mito del club preferito, è il club che è nato e cresciuto davanti ai suoi occhi.

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Il 23 giugno 1928, il Club Deportivo Leganes vedeva la luce dalle ceneri del precedente Club Deportivo Once Leones. Primo presidente, Felix Perez de la Serna. Primo campo di gioco, un terreno all'interno del Campo di Tiro, nel barrio di San Nicasio. La prima divisa, maglietta blaugrana e calzoncini bianchi. Salustiano, nato il 16 ottobre 1914, aveva 13 anni e mezzo. Da allora tutto è cambiato: presidenti e dirigenti, allenatori e giocatori, campi di gioco e colori delle casacche. E tutto mentre Salustiano cresceva e rafforzava sempre di più la sua fede nei Pepineros, i raccoglitori di cetrioli che hanno sempre faticato a emergere nel calcio che conta. Lì, a pochi passi da Madrid, dove il futbol spagnolo ha da sempre trovato una delle sue terre promesse più rigogliose.

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Ha atteso di tagliare il traguardo dei 100 anni, il señor Toribio, per vedere finalmente il suo Leganes conquistare la Primera Division. Se la pazienza è la virtù dei forti, ci sarà pure un motivo. In questo caso è anche la virtù degli innamorati. Centodue anni lui, 88 lei: com'era? "L'amore non conosce età"? Appunto. E l'abbraccio del Butarque al suo abuelo, il suo nonno prediletto, prima del match contro il Siviglia è quello di diecimila nipoti affezionati e riconoscenti.

Alla vigilia del suo 102° compleanno, il Leganes ha voluto infatti rendere omaggio a Salustiano. Coppola in testa, occhiali da sole e sciarpa bianco-blù al collo, ha fatto il suo ingresso sul terreno di gioco col sorriso di chi sta ricevendo il regalo più bello del mondo. Bello come la maglia con scritto "Salustiano" e il numero 102. La pacca sulla spalla di capitan Mantovani, poi il tocco agile al pallone posizionato per lui al centro del campo. Sugli spalti uno striscione: "Una vita dedicata al Leganes... Onore a Salustiano!". Lui, quasi ballando un lento appassionatissimo, ha mimato un abbraccio che voleva unire tutto lo stadio.

E pazienza se la squadra di Garitano alla fine abbia perso 3-2, dopo aver annullato il doppio vantaggio dell'undici di Sampaoli. Difficile farsi guastare una giornata così, per chi ne ha passate di tutti i colori:

Il calcio ha coinvolto tutta la mia vita. Del calcio conosco ogni cosa da quando fu fondato e non posso chiedere di meglio.

Parola di Salustiano, nel video-omaggio che il Leganes ha pubblicato per l'occasione sul proprio sito. Se cercate un piccolo esempio di come arrivare in forma invidiabile oltre i cento anni, l'avete trovato:

Nel barrio di San Nicasio sono molto, molto popolare. Tutti mi conoscono e capita spesso che mi presentino qualche giornalista che vuole intervistarmi.

La dinastia dei Pepineros doc, ovviamente, non si è fermato con lui. E Salustiano lo conferma orgoglioso:

Ho dei nipoti che, nel momento stesso in cui sono nati, sono stati fatti soci dai loro padri. Ho cinque pronipoti soci del Leganes, cinque!

Legame indissolubile con la squadra, legame indissolubile con la sua terra. La terra dei pepinos:

Il Re aveva una cameriera che un giorno le portò un cesto di cetrioli. A lui piacquero così tanto che le chiese: "Da dove vengono?". "Da Leganes, sono i cetrioli di Leganes". E da quel momento ci chiamano tutti Pepineros.

Un soprannome diventato famoso anche fuori dai confini della Spagna. Merito del calcio, merito della promozione in Liga:

Per me è un sogno. Anche se tornassimo in Segunda Division, nella storia rimarrà per sempre il fatto che siamo saliti nella massima serie.

Di perdere contro gli squadroni della Liga, a lui non interessa minimamente. Sapete come ha commentato il ko casalingo per 5-1 contro il Barcellona, dello scorso 17 settembre?

Non sono sorpreso, anzi. E sono contento perché il Barcellona è venuto a giocare qui da noi.

Amore incondizionato per il suo Leganes. Questo uno dei segreti della sua vita. L'altro, la dedizione totale al suo lavoro di agricoltore:

Mi sono sposato nel mese di dicembre, perché in estate si doveva lavorare e io non potevo saltare neanche un giorno.

E poi, la formula delle formule, l'elisir di una lunga vita come la sua. Salustiano l'ha rivelato in un'intervista di un annetto fa, ma è una di quelle pillole di filosofia che vale sempre:

Stare bene con se stessi e, se qualcuno ti disturba, rispondergli che ha sbagliato porta.

Lui, la porta giusta, l'ha indovinata. Quando aveva 13 anni e mezzo, quando il Leganes nasceva di fronte al suo sguardo di ragazzo. Quando "el corazon de una ciudad" (come recita il motto del club) iniziava a battere, lui era già lì. In attesa solo di innamorarsi.

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