Sliding doors: quando Ferguson provò a vendere Ronaldo al Barcellona

Un particolare che avrebbe cambiato la vita del portoghese: Alex Ferguson voleva venderlo al Barcellona.

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Quando una sola scelta può cambiare un intero percorso di vita. Nel 2009 Cristiano Ronaldo giocava al Manchester United, ma tutti sapevano che era destinato a cambiare maglia. Ai tempi il numero 7 rappresentava una vera miniera d'oro per il club inglese, che proprio in quegli anni attraversava il suo periodo nero dal punta di vista dei bilanci. Tutti sappiamo com'è andata a finire: 240 partite con la camiseta blanca, 261 gol, miglior marcatore della storia del Real Madrid, una leggenda vivente. Ora però, grazie alla biografia del calciatore scritta da Guillem Balaquè, scopriamo un particolare davvero interessante, che avrebbe potuto stravolgere la carriera del fenomeno portoghese: Alex Ferguson voleva venderlo al Barcellona.

Il portoghese con il suo allenatore a Manchester
Tra CR7 e Ferguson c'è ancora una grandissima stima

Già nel marzo 2007 Cristiano Ronaldo aveva mostrato il suo desiderio di lasciare la fredda Inghilterra:

So che c'è un interesse del Real Madrid, ma non ne posso parlare. Ferguson e Carlo Queiroz lo sanno bene e mi hanno vietato di parlarne. Tutto il mondo sa che amo la Spagna. Un giorno mi piacerebbe giocare lì.

Il Manchester, probabilmente conscio delle volontà del suo giocatore più chiacchierato, pensò bene di blindarlo con una clausola rescissoria di 75 milioni di euro. Nel nuovo contratto fu inserita una postilla che impediva la cessione a un altro club inglese. A questo, si aggiunsero le parole delle madre, che non nascose la sua speranza di vedere il figlio giocare in Spagna prima della sua morte.

Il Real è la mia squadra preferita. Il club più forte del mondo, mi piacerebbe che mio figlio fosse lì. Mi piace Madrid e andrei a vivere con lui.  

Fu in questo momento che il Real entrò a gamba tesa facendo sapere - via Marca - di essere disposto a spendere ben 120 milioni per assicurarsi i gol del portoghese. 

I numeri di CR7
Il Real era convinto: voleva Ronaldo

Una provocazione che fece storcere il naso a Ferguson. Il Manchester inviò una lettera a Ramon Calderon (allora presidente dei Blancos), pregandolo di smettere di parlare del loro giocatore. Ma la strategia del Real poteva puntare su un vero asso nella manica, cioè il desiderio di Cristiano Ronaldo di trasferirsi a Madrid. Due giorni dopo la finale di Champions League del 2008 in quel di Mosca, vinta dal Manchester United ai rigori contro il Chelsea, Sir Alex si espresse direttamente sulla questione:

Calderon parla, Schuster parla, usano Marca come loro veicolo per destabilizzare i giocatori.

Cristiano Ronaldo durante un allenamento al Manchester
ferguson non voleva cedere Ronaldo al Real

Come risposta, il club spagnolo fece trapelare la notizia che era pronta a pagare la clausola rescissoria. Ferguson non poteva accettare una simile provocazione. Leggiamo nella biografia il passo che spiega la sua reazione:

Ferguson organizzò un viaggio in Portogallo per fermare sul nascere qualsiasi tentativo del club spagnolo (...) Era molto più che un affare di mercato, si trattava di far valere la sua autorità di fronte a tutto il mondo (...) Nelle settimane precedenti aveva architettato una strategia machiavellica. Preparandosi alla possibilità di non riuscire a convincere il portoghese, contattò il Barcellona per farla diventare la sua prossima destinazione. Qualsiasi cosa, tranne il Real Madrid. Però Ronaldo aveva ben chiaro dove voleva andare (...)

Il fenomeno portoghese
Cristiano Ronaldo aveva le idee chiare

Fu Jorge Mendes a risolvere l'intreccio. Il procuratore del calciatore ottenne un accordo con l'allenatore: se Cristiano avesse giocato ancora i prossimi dodici mesi dando tutto se stesso ai Red Devils, e se il Real avesse offerto una cifra record, Ferguson lo avrebbe lasciato andare. Il resto è storia. Certo, CR7 sarebbe stato comunque un campione, in ogni caso un giocatore splendido che avrebbe riempito di trofei la sua carriera, ma se invece della camiseta blanca avesse indossato la maglia blaugrana, non sarebbe lo stesso calciatore che siamo abituati a vedere. E chissà, magari l'eterna rivalità con Messi non sarebbe mai nata. 

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