Ricky Hickman: da vecchio incubo Olimpia ai colpi da K.O al Maccabi

Il play/guardia americano ha guidato l'EA7 contro il Maccabi al debutto in Eurolega, trasformandosi da vecchio incubo-Olimpia a leader della squadra di Repesa.

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Come solo un grande pugile sa fare, dà il meglio di sè quando è rinchiuso all’angolo del ring. E tra una raffica di fendenti subiti, l’abitudine è quella di sferrare il pugno da K.O. decisivo. Dopotutto, se questa non fosse la qualità principale di Ricky Hickman, quell’appellativo (Marciano) che porta come secondo nome avrebbe, obiettivamente, poco senso. Così all’anagrafe per scelta di papà, in memoria del pugile statunitense divenuto idolo tra anni ’50 e ’60, e con la stessa mentalità vincente: da Rocky Marciano a Ricky, Marciano. Cambia una lettera, non la sostanza.

Ricky Hickman in difesa su Ohayon
Ricky Hickman in difesa su Ohayon

Per dimostrarlo, in fondo, è bastata l’ennesima partita da leader. Nella prima giornata di Eurolega contro il Maccabi, squadra con cui ha ottenuto il successo più importante della sua carriera, ecco l’ennesima occasione per non guardare in faccia nessuno e rivelarsi decisivo, una volta di più, nei momenti più difficili. Il flashback è sempre lo stesso: 16 aprile 2014, gara 1 dei playoff viatico per la Final4 di Milano e partita da 26 punti e 9/9 ai liberi. Freddezza determinante per compiere un’incredibile rimonta su quell’Olimpia della quale ora difende i colori e che ha voluto portare ieri, con in un finale al cardiopalma e con l’incubo déjà vu di tre stagioni prima, ad un successo tanto sofferto quanto importante. 

22 punti, 3 assist, 32 di valutazione e 12/15 ai liberi: possesso in mano negli istanti di match più importanti, primo ricevitore su ogni rimessa disegnata da Repesa nel finale e linea della carità capace di regalargli, ancora, la forza per stendere l’avversario, tornato prepotentemente alla carica quando ormai tutto sembrava chiuso. La miglior risposta a chi, dopo mesi di calvario al Fenerbahçe per la rottura del tendine d’achille destro, sosteneva che non si sarebbe più visto lo stesso Hickman: nemmeno in quell’Italia capace di scoprirne il talento (tra Casale Monferrato e Pesaro) e di portarlo sul tetto d’Europa solo pochi mesi più tardi.

Ricky Hickman lotta per il possesso
Ricky Hickman contro la pressione avversaria

Ci è voluto ancora il Forum, invece, per smentire tutto e tutti: il miglior ring forse, per Hickman, sul quale potersi esibire. Piazzando schiacciate da paura (testimone Devin Smith), canestri importanti e liberi fondamentali (insieme alla stoppata di McLean) per trascinare la sua Olimpia, trasformandosi da vecchio incubo a leader. Pugile cestistico che anche nei momenti più complicati, rinchiuso all’angolo, sa sempre come e quando sferrare il colpo giusto da K.O. Da Ricky (e Rocky) Marciano quale era, è e sempre resterà.

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