RIVALITÀ - Liverpool-Manchester United, Ajax-Den Haag e Napoli-Roma

Viaggio nelle rivalità più accese del calcio europeo. Il prossimo weekend ci porta in Inghilterra, Italia ed Olanda, per tre sfide dal sapore antico e feroce.

Liverpool-L'Aja-Napoli

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La pausa per le Nazionali ha amplificato la voglia di calcio, soprattutto da parte delle tifoserie. Gli ambienti europei più infuocati sono pronti a tornare. Tre gli scenari più suggestivi di questo weekend in Premier League, Eredivisie e Serie A: segnate in agenda gli appuntamenti di spicco tra domenica e lunedì, con tre diverse motivazioni a fare da background per altrettante rivalità.

Made in è lo scenario in cui si racconta ciò che ci si può attendere sugli spalti.

Tra storia e blasone: Liverpool-Manchester United

La mia più grande sfida è stata far scendere il Liverpool dal loro fottuto piedistallo.

Soltanto un uomo di calcio come sir Alex Ferguson avrebbe potuto riassumere questo scontro in una sola frase. Il testa a testa tra Liverpool e Manchester United si perde negli infiniti meandri del campionato inglese, con un picco ricorrente nel corso degli ultimi 50 anni. Il derby d'Inghilterra è il prossimo Monday Night della Premier League e riporterà in auge una rivalità che si fonda principalmente sulle bacheche sconfinate dei due club. Quella dei Red Devils, però, è più recente ed aggiornata rispetto a quella dei Reds, tanto da scalzare i rivali dal trono del calcio britannico. Un trono che, tra gli anni '70 e gli anni '80, non è mai stato in discussione. L'arrivo del manager scozzese ha cambiato le carte in tavola, ma il confronto tra le tifoserie si è sempre svolto in un torneo a parte.

Ferguson
Sir Alex Ferguson, colui che "fece scendere il Liverpool dal suo piedistallo"

Come spesso accade lontano da Londra, le radici dell'odio calcistico affondano in episodi di carattere socio-economico. Nel XIX secolo, la costruzione del canale di Manchester strappò una grossa fetta commerciale alla città di Liverpool, facendo nascere i primi sintomi di antipatia prima che il pallone rubasse la scena. L'avvento degli anni '60, con la sfida tra grandi manager come Busby ad Old Trafford e Shankly ad Anfield, ha inasprito anche il rapporto tra le due fazioni. I trofei e le sorti avverse dei nemici sono diventati reciproco materiale per infiammare la sfida a distanza, tanto da inculcare nella mente dei più giovani un ricambio generazionale con pochi eguali nel mondo.

Shankly
Bill Shankly, l'uomo da cui nacque la leggenda del Liverpool

La Kop, casa dei Reds, e la Stretford End, fortino opposto, hanno sfornato i propri rappresentanti da mandare in campo: una sorta di vivaio del tifo, che ha visto in Steven Gerrard e Gary Neville i due rappresentanti più genuini. L'antagonismo degli hooligans è andato scemando con il pugno duro della Thatcher, ma i suoi discendenti in campo hanno fatto sentire il proprio peso in ogni occasione. Stevie G non ha mai scambiato la sua maglia con i rivali storici, il terzino di Bury ha baciato la maglia dello United in casa altrui. Una filosofia di vita ed un affronto, due modi simili di vivere uno scontro mai banale. Ed anche senza due elementi così integralisti, il match di lunedì può regalare altre schermaglie tra campo e spalti.

Gerrard Neville
Steven Gerrard contrastato da Gary Neville, scene da derby d'Inghilterra

La politica negli stadi: Den Haag-Ajax

In realtà, i casi in cui la rivalità calcistica trova sfogo nel confronto sul campo sono in netta minoranza. Dall'Inghilterra ci si trasferisce in Olanda, per un match che può movimentare parecchio il pomeriggio di domenica. La differenza di tasso tecnico ed ambizioni con l'Ajax non è un fattore che interessa più di tanto i tifosi del Den Haag, recentemente saliti alla ribalta per un lancio di peluche per i bambini dell'ospedale Sophia, avvenuto nel match contro il Feyenoord.

È il tipico caso della rondine che non fa primavera: i tifosi gialloverdi rappresentano la frangia più estremista del calcio olandese, caratterizzata da un profondo odio razziale e politico nei confronti delle due città principali del Paese, Amsterdam e Rotterdam. Un vero e proprio paradosso per L'Aja, centro giudiziario e dalla storica connotazione diplomatica.

Den Haag North Side
Den Haag, la North Side all'opera

Le ultime avventure della North Side, centro di maggiore aggregazione del tifo, hanno portato il Den Haag sulle pagine dei giornali principali. Tra sospensioni per cori razzisti ed assalti ai negozi in trasferta, non è esattamente lo specchio del fair play. A confermare il codice rosso per la prossima partita è senza dubbio la posizione della tifoseria dell'Ajax, di chiara estrazione ebraica. È la squadra del ghetto di Amsterdam, da cui provengono anche i numerosi simboli presenti in curva durante le partite in casa e fuori. Un atteggiamento che non farà altro che stuzzicare la vena antisemita dei rivali, pronti a bersagliare gli ospiti e mettere a repentaglio le misure di sicurezza imbastite dalle forze dell'ordine.

Ajax Israel
La bandiera israeliana campeggia nella curva dell'Ajax

Ciò che accadrà in campo, dunque, sarà il mero contorno di una sfida ben più ampia, che potrebbe chiamare in causa anche i tifosi della Juventus, gemellati proprio col Den Haag. I lancieri sono nettamente favoriti, ma non sugli spalti, dove ci si auspica che la veemenza dei tifosi di casa sia soltanto verbale. Il probabile ribaltamento del fattore campo, inoltre, potrebbe ulteriormente esaltare il settore riservato all'Ajax ed irritare la North Side: L'Aja si preannuncia terreno di tensione dove non c'è nulla di scontato.

ADO Den Haag
I gemellaggi del Den Haag su un murales: Swansea, Juventus, Legia Varsavia e Bruges

Una vendetta brutale: Napoli-Roma

L'ultima tappa è quella italiana e, probabilmente, quella dal clima più delicato di tutte. Se in Inghilterra ci si affronta per una supremazia sul campo ed in Olanda c'è una rivendicazione delle proprie origini, ciò che caratterizza Napoli-Roma ha realmente portato la sfida calcistica ad un livello superiore. E pensare che, fino a circa 30 anni fa, le due tifoserie erano gemellate e davano vita ad uno degli spettacoli più affascinanti del campionato italiano. Quando la situazione si è drammaticamente capovolta, la ribalta nazionale è rimasta la stessa, ma ha assunto toni decisamente più violenti sia al San Paolo che all'Olimpico.

Napoli Roma
Gemellaggio tra Napoli e Roma. Sembra passata una vita...

Una fratellanza, quella tra romanisti e napoletani, interrotta durante un match degli anni '80: i giallorossi cominciarono a fischiare Bruno Giordano, ex bandiera laziale passato ai partenopei, e la risposta avversaria fu una pioggia di fischi a Bruno Conti. Solo un episodio? Tutt'altro, perchè la rottura ufficiale avvenne con un mancato scambio di vessilli a bordocampo, nel tipico show dei gemellaggi all'italiana. Il legame pacifico tra le due curve terminò definitivamente, lasciando un malumore nemmeno troppo celato. Nel 2001, però, l'antipatia sfociò nell'odio attuale: un 2-2 al San Paolo alla penultima giornata decretò di fatto la retrocessione del Napoli in Serie B, mentre la Roma non ottenne la matematica vittoria dello Scudetto, poi arrivata una settimana più tardi. Al fischio finale, ci furono i primi momenti di altissima tensione dopo anni di schermaglie verbali.

Romanisti a Napoli
Napoli-Roma, il settore ospiti prima degli scontri del postpartita

Il risultato ed il postpartita non andarono giù a nessuna delle due fazioni, soprattutto a quella dei napoletani, che covò il rancore fino al ritorno in massima serie. L'occasione fu ghiotta: trasferta a Roma, con la stazione messa a ferro e fuoco per diverse ore prima della partita, e screzi che continuarono anche all'interno dell'Olimpico.

La rivalità era ormai conclamata e le due tifoserie si videro vietare a più riprese le rispettive trasferte. La finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli diede il colpo di grazia. Ciro Esposito, ultras napoletano, venne ucciso a colpi di pistola da Daniele De Santis, figura conosciuta della Sud romanista.

La richiesta della sospensione del match non fu esaudita, ma la tifoseria azzurra rinunciò alla giornata di tifo e quella viola fece lo stesso. Napoli ha fatto partire più volte una feroce caccia all'uomo per "regolare i conti", ma i romanisti non sembrano temere la vendetta: nonostante i divieti, gli ambienti giallorossi hanno risposto con striscioni e cori volti a stuzzicare i rivali

Napoli
Lo storico striscione dei napoletani, in cerca di vendetta per Ciro Esposito

Una nuova pagina verrà scritta nel weekend: negli ultimi giorni si stanno rincorrendo le voci di un possibile riavvicinamento delle due tifoserie, ma per il momento sembrano coinvolti solo piccoli gruppi. Quel che è certo, è che se i romanisti saranno presenti al San Paolo, lo faranno in "incognito": il Casms, il Comitato di analisi per la sicurezza sulle manifestazioni sportive, ha vietato la trasferta a Napoli ai residenti nel Lazio, anche se in possesso della Tessera del Tifoso.

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