Calcio: i 10 presidenti più folli in circolazione

Da Zamparini a Tony Xia, passando per Cellino e Karl Oyston. Tra scelte assurde e scaramanzia, ecco quali sono i dieci presidenti di calcio da evitare a tutti i costi.

Il presidente del Leeds United, Massimo Cellino

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Qualunque club voi tifiate, attenti a non parlar male dei vostri presidenti. Spesso si ha da ridire sulla gestione societaria della squadra del proprio cuore, ma c'è sempre chi sta peggio. È il caso dei supporter inglesi, che negli ultimi anni hanno avuto a che fare con personaggi stravaganti e qualcuno anche poco trasparente. Ecco perché Sportsmail ha voluto stilare la classifica dei 10 patron più folli in circolazione, quelli da evitare assolutamente. Ci sono anche tre conoscenze del calcio italiano. Ma noi - si sa - non ci facciamo mancare niente.

Massimo Cellino - Leeds United

Abbiamo imparato ad 'apprezzarlo' nel nostro calcio, ma il presidente sardo si è fatto riconoscere anche fuori dai confini italici. I tifosi del Leeds erano stati avvertiti in merito alle sue stranezze, fobie e scaramanzie: l'odio per il colore viola e per il numero 17. Ma la loro immaginazione ha dovuto superare il limite quando ha deciso di esonerare l'allenatore in carica, tale Brian McDermott, ancor prima di acquistare il club. Il tecnico è stato poi richiamato ed esonerato nuovamente dopo appena 6 mesi. Non è andata meglio ai suoi successori. Per non parlare delle accuse avanzate nei confronti del patron, quasi tutte legate al mancato pagamento delle imposte. E intanto la squadra galleggia a metà classifica in Championship.

Maurizio Zamparini - Palermo

Proprio come Massimo Cellino, anche Maurizio Zamparini ha la fama di "sterminatore" di allenatori. Nella passata stagione ha superato se stesso: il Palermo è partito sotto la gestione di Beppe Iachini, rimpiazzato a novembre da Davide Ballardini. L'ex tecnico di Genoa e Lazio dopo due mesi ha alzato bandiera bianca e il patron rosanero voleva affidare la guida all'argentino Guillerme Barros Schelotto. Ma per problemi burocratici non è stato possibile ingaggiarlo e si è optato per il tecnico della Privamera, Giovanni Bosi. Debutto contro il Torino con esonero incorporato, si riparte da Iachini. Finita qui? Macché, siamo ancora a marzo. C'è il tempo per ingaggiare e cacciare Walter Novellino, per chiudere la stagione con un Ballardini versione 2.0. 

Lee Power - Swindon Town

In molti pensano che un presidente senza alcuna esperienza calcistica possa essere deleterio. Per Lee Power è il contrario. Lui, che ha avuto una discreta carriera tra Norwich e Sunderland. Da quando è alla guida dello Swindon Town più di qualcuno ha avuto da ridire sulla sua gestione. Le sue decisioni sono spesso criticate: solo alcuni media autorizzati possono parlare con giocatori e dirigenti e nel 2015, dopo aver esonerato il tecnico Mark Cooper, si è autoproclamato allenatore della squadra. Per non parlare della scelta fatta in occasione del match contro il Bristol. La partita è stata rinviata a causa di una pioggia torrenziale e invece di rimborsare i biglietti ai tifosi, ha chiesto di pagare il biglietto anche il giorno in cui la gara è stata recuperata.

Evangelos Marinakis - Olympiakos

In estate il magnate greco ha tentato di acquistare un club storico come il Nottingham Forrest senza però riuscirci. Sarebbe stata la seconda squadra dopo l'Olympiakos, che ha vinto 18 titoli negli ultimi 20 anni. Anche se la UEFA ha aperto un'indagine proprio nei confronti di Marinakis, accusato di essere a capo di un sistema nato per truccare le partite del campionato greco. Un castello di carte che rischia di crollare e che ha gli stessi contorni - se non più oscuri - di quelli di Calciopoli. 

Tony Xia - Aston Villa

Anche il neo patron dell'Aston Villa, dopo pochi mesi al comando del club, rientra con merito nella top 10 dei più 'stravaganti' in circolazione. Si tratta di un presidente sui generis, capace di citare Mao durante un'intervista.

Dobbiamo avere fiducia nelle masse! Il punto di vista di un tifoso può valere di più di quello di un talent scout.

Prima della partita contro il Preston, costata la panchina a Di Matteo dopo appena 124 giorni, ha fatto proiettare un suo discorso nello spogliatoio. Alcuni lo definiscono un pioniere, altri un megalomane.

Karl Oyston - Blackpool

Da quando ha lasciato la Premier League, il Blackpool è caduto nel più totale anonimato. Complice soprattutto la gestione societaria. Partendo dalla spartizione del paracadute finanziario ricevuto dalla Federazione dopo la retrocessione in Championship. Parliamo di una cifra vicina ai 40 milioni. Bene, anzi male. Circa 11 sono andati a Owen Oyston, il padre del presidente del club, Karl Oyston. Mentre 26 milioni sono stati destinati alle aziende di famiglia. Da allora il rapporto tra i tifosi e la società è diventato ingestibile, con numerose vicende che sono state portate in tribunale dopo diverse denunce. I sostenitori dei Tangerines hanno protestato in tutti i modi, anche con un'invasione di campo durante la sfida di fine stagione contro l'Huddersfield.

Roland Duchatelet - Charlton

Non basta aver militato in Premier League per tanti anni. Senza un progetto serio e investimenti sostanziali è difficile rimanere nella massima serie. È quello che è successo al Charlton, che negli ultimi due anni e mezzo ha visto ridimensionati sia i risultati che l'affetto dei propri tifosi. L'arrivo di Duchatelet è coinciso con tale declino. A complicare la vicenda ha contribuito l'esonero del tecnico Chris Powell, ben voluto dai tifosi degli Addicks, che ancora non hanno perdonato al patron la cessione di Yann Kermogant e Dale Stephens. E in tutto questo, in una nota apparsa sul sito ufficiale del club, il presidente ha accusato i supporter di voler far fallire il club.

The Venky's - Blackburn Rovers

Sotto la guida di Jack Walker il Blackburn è riuscito a vincere la Premier. Il classico esempio di come un uomo di successo possa restituire ai tifosi tutta la loro passione per la squadra del cuore. Ecco, la Venky's - società indiana con sede a Londra - ha fatto l'esatto contrario. Ha cominciato esonerando Sam Allardyce, per poi retrocedere in Championship. Da quel momento non è più riuscita ad invertire la rotta. E non è difficile capire il perché. Spesso la dirigenza è stata accusata di affari loschi, come quello riguardante l'ingaggio di Ruban Rochina. Il trasferimento è costato 370mila sterline, ma l'agente del club, Jerome Anderson, ha percepito una commissione superiore al milione e mezzo. 

Aurelio De Laurentiis - Napoli

Un produttore cinematografico che ha avuto il merito di acquistare un club glorioso come il Napoli e portarlo dall'attuale Lega Pro ai vertici della Serie A. Una gestione encomiabile dal punto di vista economico, anche se spesse volte il presidente si è lasciato scappare qualche uscita fuori luogo. Come quando alcuni giornali associavano i suoi giocatori a squadre inglesi:

Devono capire che gli inglesi vivono male, mangiano male e le donne curano poco l'igiene intima. Per loro il bidè è un mistero.

Per non parlare dell'affare Lavezzi, con il Pocho che stava considerando l'idea di lasciare il Napoli:

Se il suo agente inizia a fare lo stupido gli taglio le pa**e.

Infine la dichiarazione contro i vertici UEFA, quando il Napoli era impegnato in Europa League:

Me ne frego di questa competizione, grazie a Blatter e Platini non vale più nulla.

Zdravko Mamić - Dinamo Zagabria

Dalla curva alla presidenza della Dinamo Zagabria. Ma Zdravko Mamić è riuscito a fare il bene del club che ha sempre tifato? In molti pensano che negli anni il suo atteggiamento sia cambiato, come dimostrato nei confronti dei giornalisti croati. Spesse volte minacciati di violenza fisica. È stato arrestato due volte negli ultimi quattro anni. La prima per aver insultato il Ministro dello Sport, Zeljko Jovanovic, la seconda per irregolarità nei trasferimenti. Per questi motivi si è dovuto dimettere dalla carica di presidente, adesso ricopre il ruolo di consulente del club.

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