Quando il Bayern Monaco vinse (quasi) la Bundesliga per un palo rotto

Il palo si ruppe in Borussia Moenchengladbach-Werder Brema, ne approfittò il Bayern Monaco. Da quell'episodio i pali delle porte non sarebbero mai più stati in legno.

Il Borussia Moenchengladbach ha inserito quel palo nel poprio museo

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Pali e traverse. Sono lì, a sostenere le porte. Un po' tutti però li odiamo. Possono salvarci da un gol subito, molto più spesso però (anche se forse è uno scherzo della memoria), ci impediscono di segnare. C’è un palo in particolare che è entrato nella storia del calcio tedesco, al punto che ora è custudito nel museo di uno dei club più vincenti di Germania. Quel palò cambiò la storia, ma fu il punto di partenza di una delle più grandi discussioni di sempre in Bundesliga. Era il 3 aprile 1971, si sfidavano Borussia Mӧnchengladbach e Werder Brema. Quel giorno la porta crollò a pochi minuti dalla fine. Un episodio rarissimo che costrinse la federazione tedesca a rinunciare alle porte sostenute da pali in legno e a sostituirle con quelle moderne. Un episodio che stava incredibilmente regalando lo scudetto al Bayern Monaco. E fu polemica.

Equilibrio

Negli anni '70 in Germania dominano due squadre. Il Bayern Monaco e il Borussia Mӧnchengladbach. Il campionato 1970-71 è uno dei più equilibrati di sempre. Nei bavaresi gioca Gerd Müller, che aveva vinto la classifica cannonieri nei Mondiali disputatisi in Messico pochi mesi prima e che al termine dell’anno solare avrebbe vinto il Pallone d’Oro. Oltre a lui in quella squadra giocano lo storico portiere Sepp Maier, il “Kaiser” Franz Beckenbauer, Paul Breitner (che come Zidane e Pelé segnò in due finali dei Mondiali distinte), e Uli Hoeness. Il Bayern non è forte, è fortissimo. Nel Gladbach i giocatori più rappresentativi sono Jupp Heynckes (che nel 2013 ha vinto il Triplete col Bayern), Günter Netzter, Berti Vogts e Rainer Bonhof (attuale vicepresidente del Gladbach). Come dicono in Germania è una sfida fra due giganti grandi uguali, che quindi si guardano dritti negli occhi. Per tutto il campionato Gladbach e Bayern si alternano in testa alla classifica. Dalla quinta alla tredicesima giornata (tolta l’eccezione Hertha alla settima) in testa c’è il Borussia, dalla quattordicesima alla diciottesima a guidare la classifica ci sono i bavaresi, dalla giornata 19 fino a quella 25 ancora il Gladbach, alla 26 il Bayern e così via fino alla 33esima (e penultima) giornata, quando la capolista è ancora la squadra di Monaco. Prima di arrivare agli ultimi, drammatici, 90 minuti di gioco.

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Il fatto

La partita che cambia le porte di calcio in Germania si gioca il 3 aprile 1971. È la 27esima giornata della Bundesliga. Quel giorno il Gladbach ha bisogno di vincere contro il Werder Brema, squadra di metà classifica. All’ 88’ però il risultato è fermo sull’ 1-1. Viene fischiata una punizione in favore del Borussia. Sul pallone va Netzer, il più talentuoso dei suoi. Lascia partire un missile, Bernard, portiere del Werder, para ma va a sbattere contro il palo. Sulla respinta si tuffa Laumen per ribadire il pallone in porta, ma è troppo veloce: liscia la palla e si impiglia nella rete proprio vicino al palo appena colpito da Bernard. Troppi impatti, la porta non regge e crolla. L’arbitro Meuser, alla sua quarta direzione in Bundesliga, prova a rimetterla in piedi, aiutato dai giocatori del Werder, ma non ci riesce.

Al contrario il Gladbach, padrone di casa, fa poco per risolvere il problema. I dirigenti non hanno a disposizione un palo di riserva, i giocatori si limitano ad osservare arbitro e avversari provare a sistemare la porta. La partita viene sospesa a soli 120 secondi dalla sua conclusione. A differenza di quanto accade oggigiorno, all’epoca le gare interrotte venivano ripetute dall’inizio. Un bel colpo per il Gladbach, che avrebbe quindi avuto 90’ per vincere la partita e non solo pochi secondi. L’arbitro Meuser però riporta nel referto la scarsa collaborazione del Gladbach e il giudice sportivo dà la vittoria a tavolino al Werder. Scoppia lo scandalo. Ad approfittarne è il Bayern, che resta in corsa per il titolo. Il sospetto è che si voglia favorire il club bavarese, che proprio in quegli anni sta cominciando la sua ascesa.

Epilogo

Le società tedesche decidono che da lì in poi si sarebbe giocato con i pali in alluminio. Laumen, che col suo tuffo aveva provocato la rottura del palo, viene soprannominato “spacca porta”. Intervistato recentemente ha raccontato, ancora una volta, quell’episodio.

Ogni volta che conosco una persona mi viene chiesto di raccontare questa storia. Dei miei 121 gol in 267 partite di Bundesliga non interessa niente a nessuno, ma lo capisco. Quel giorno vennero aboliti i pali in legno. È qualcosa di leggendario. E io sono diventato immortale.

Una leggenda ricordata con piacere a Gladbach solo per quanto successo all’ultima giornata di campionato: il Bayern era ancora in testa. A pari punti, ma con una differenza reti peggiore, il Borussia. I bavaresi perdono però a Duisburg, il Gladbach trionfa a Francoforte e vince il campionato. Prima squadra tedesca a confermarsi campione. Il Mӧnchengladbach decide perfino di inserire quel palo nel museo del club. Ancora oggi è lì, circondato da scudetti e coppe. Perché pali e traverse li odiamo un po’ tutti. Spesso respingono tiri destinati in porta. Spesso respingono le nostre speranze. A volte però è proprio grazie a loro che si fa la storia…

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