Hart rivela: "Guardiola non mi ha lasciato scelta..."

Al suo arrivo il manager del Manchester City ha subito precluso al portiere ogni possibilità di giocare: il Torino era la unica vera alternativa.

Hart in azione con il Torino

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Dopo tanto silenzio, Joe Hart ha svelato qualche retroscena sul suo trasferimento al Torino e ha ripercorso la sua estate, dagli errori di Euro 2016 all'esclusione dall'undici titolare del suo Manchester City, vista la scarsa considerazione di Pep Guardiola nei suoi confronti. Il portiere inglese ha precisato che, nonostante le tante speculazioni dei giornali, il Torino è stata la unica vera squadra a mostrare interesse nei suoi confronti.

Il calcio è un gioco fatto di opinioni: alcuni pensano che io sia tra i migliori al mondo, altri pensano che non serva a niente. Sfortunatamente uno dei miei ex allenatori non credeva molto nelle mie qualità. E' stato quello che è stato, e avevo capito chiaramente che avrei giocato molto poco se restavo al Manchester City. 

Il portiere della nazionale inglese ha poi parlato del trasferimento al Torino e di come siano andate realmente le trattative: 

Sarò sincero: non ero seduto al tavolo con 25 opzioni da valutare ma avevo solo ed esclusivamente il Torino. Erano loro gli unici che si erano interessati a me. Ho sentito che Torino era l'opzione migliore per il mio futuro. La Serie A è comunque un grande campionato e mi darà l'opportunità di migliorare, nonostante abbia 29 anni. Il calcio cambia in continuazione ed è importante per noi calciatori adattarci ai cambiamenti, è per questo che sono sempre disposto ad imparare. Non ho nessun rimpianto, Torino era la scelta migliore che potessi fare. 

Hart, rimpiazzato al City dall'ex Barcellona Claudio Bravo, da quando è arrivato in Italia ha totalizzato 5 presenze, mantenendo la propria rete inviolata in sole due occasioni guidando i suoi a importanti vittorie casalinghe contro Roma e Fiorentina. Proprio in occasione del match contro i giallorossi, allo stadio Olimpico di Torino è comparso uno striscione che lo raffigurava, lo stesso che lo accompagnava a ogni match casalingo all'Etihad City.

Ho parlato con il capo ultrà del Torino: mi ha detto che gli è stato inviato direttamente dai tifosi del City e mi ha chiesto se per me è ok che venga esposto anche qui a Torino. Io gli ho detto che non c'era nessun problema, a me bastano che siano contenti i tifosi. In seguito qualcuno mi ha detto che tra i due club c'è una specie di amicizia, il che mi rende ancora più felice della scelta fatta

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