UFC 204 - Bisping vs Henderson atto II. E quella memorabile prima volta...

Sabato a Manchester la cintura dei pesi medi sarà in ballo fra il campione Michael Bisping e lo sfidante Dan Henderson. I due hanno già un precedente.

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La card che avrà luogo a Manchester nella notte fra sabato 8 e domenica 9 ottobre, è senz'altro una card bizzarra. Il titolo dei pesi medi sarà in gioco fra due veterani che sicuramente non sono i migliori di categoria, ma che, per motivi diversi, si sono trovati ancora una volta l'uno contro l'altro, stavolta a contendersi il titolo di campione di categoria: Michael 'The Count' Bisping e Dan 'Hendo' Henderson. A UFC 199 entrambi hanno ottenuto delle vittorie per KO molto importanti, Bisping su Rockhold, vendicando una sconfitta passata e laureandosi campione del mondo e Henderson su Hector Lombard, urlando al mondo che la sua parabola leggendaria non era ancora finita.

La card

La main card presenterà cinque match, a partire da due pesi piuma: l'imbattuto Mirsad Bektic (10-0) affronterà al suo quarto match in UFC, Russell Doane (14-6). Bektic è un atleta completo, con buona potenza nello striking e buone doti nelle sottomissioni e nel grappling, uno di quei fighter che incarnano l'artista marziale misto moderno. Bektic avrebbe dovuto affrontare Arnold Allen, ma il 29 settembre quest'ultimo diede forfait per motivi ancora sconosciuti e si propose proprio Doane. L'hawaiano è un duro e anch'egli è molto completo, 6 vittorie per KO o TKO e 5 per sottomissione, mai stato messo knockout in carriera. Con breve preavviso e grande cuore, Doane proverà ad infliggere la prima sconfitta in carriera a Bektic.

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Mirsad Bektic

A seguire, nella categoria dei pesi massimi, il gigantesco olandese Stefan Struve (27-8) affronterà il polacco Daniel Omielanczuk (19-5-1). Il trentaquattrenne polacco è reduce da tre vittorie di fila e non è mai stato finalizzato in carriera. Con 3 vittorie per KO o TKO e sei sottomissioni all'attivo, proverà a fermare l'olandese, che è a quota due vittorie e tre sconfitte negli ultimi cinque match. Struve non è un maestro nel tenere la distanza, caratteristica che avrebbe potuto elevarlo a livello dell'élite, ma con 8 vittorie per KO o TKO e ben 16 per sottomissione, è da considerarsi una minaccia per chiunque nella categoria.

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Stefan 'Skyscraper' Struve

Terzo match della serata nella categoria dei massimi-leggeri: Ovince St-Preux (19-8) affronterà Jimi Manuwa (15-2). OSP è reduce da una sconfitta ai punti contro il re della classifica P4P Jon Jones, con la cintura ad interim in palio. Manuwa invece ha combattuto l'ultima volta più di un anno fa, subendo una cocente sconfitta contro Anthony 'Rumble' Johnson per KO. St-Preux è un ottimo striker, con forza esplosiva impressionante, non si trova però molto a proprio agio nella lotta a terra e nel grappling. Caratteristica che condivide col suo avversario: Jimi Manuwa ha ottenuto 13 delle 15 vittorie in carriera per KO o TKO. Un vero scontro fra titani al limite dei 93 kg, con il possibile KO dietro l'angolo. Don't blink, come direbbero gli americani.

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Ovince St-Preux

Il co-main event, nella categoria dei pesi medi, vedrà  uno scontro di cui si parlava molto negli anni passati, ma ancora mai realizzato fino a oggi. Vitor Belfort (25-12) affronterà Gegard Mousasi (39-6-2). Mousasi è il numero nove di categoria e cercherà di battere Belfort per entrare nella top 5. Il brasiliano, nonostante l'avanzare dell'età e l'impossibilità di ricorrere all'ormai bandita terapia sostitutiva del testosterone, è ancora un osso duro e vanta vittorie su entrambi gli uomini coinvolti nel main event. Vero asso nello striking, technical brawler ad inizio carriera e striker da stand and bang nel suo prosieguo, essendosi migliorato, specie nella fase di striking, non disdegna la fase di grappling, anzi, ha ottime doti nel BJJ e rischiò l'upset su Jon Jones nel loro match tramite una armbar. Mousasi però non è di lignaggio inferiore rispetto a Belfort: a soli 31 anni e con un record di tutto rispetto che lo vede vittorioso contro atleti del calibro di Jacare Souza, Dan Henderson, Ovince St-Preux, Babalu Sobral, Mark Hunt, Melvin Manhoef, Cyborg Santos, Hector Lombard e tanti altri, l'olandese d'origine iraniana non ha nulla da invidiare ai top di categoria ed è pronto a dimostrarlo.

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Gegard 'The Dreamcatcher' Mousasi

E finalmente arriviamo al main event. Tanto si è detto, tanto si è pronosticato. UFC ha voluto fare questo regalo d'addio a Dan Henderson (32-14) che probabilmente, a meno di offerte faraoniche, si ritirerà dallo sport, alla veneranda età di 46 anni e dopo essere stato un'autentica leggenda dello sport. Hendo viene dalla lotta greco-romana, ma come tutti sanno è famosissimo per la potenza della sua mano destra, in particolare del suo overhand, soprannominato 'H-Bomb'. Ha vinto due titoli al Pride FC: il titolo dei pesi welter e il titolo dei pesi medi, oltre al titolo dei pesi massimi-leggeri Strikeforce, e adesso avrà l'opportunità di aggiungere il prestigiosissimo titolo dei pesi medi UFC, cui aveva già tentato e fallito l'assalto quando il campione era Anderson Silva. La cosa più interessante è che a difendere il titolo ci sarà un sorprendente Michael Bisping (29-7), che sostituì con breve preavviso Chris Weidman a UFC 199 e in quello che fu uno dei più sorprendenti upset dell'anno, per non dire del decennio, sconfisse il campione Luke Rockhold, mettendolo KO alla prima ripresa. Bisping è un personaggio particolare, o lo si ama o lo si odia, ma di certo bisogna rispettarlo: è in costante miglioramento e le ultime due vittorie lo confermano.

I due combattenti hanno un precedente: erano entrambi coach di una stagione del reality The Ultimate Fighter, la numero nove, e si sono poi affrontati a UFC 100. Il match valeva la possibilità per il vincitore di combattere per il titolo. Il giovane e spavaldo Bisping disse più volte che Hendo era ormai sul viale del tramonto e lo sottovalutò platealmente, schernendolo più volte. Un po' come sta facendo da mesi. Il vecchio lupo però era ancora in ottima forma e dopo aver inseguito un Bisping smarrito e sorpreso dalla durezza del suo avversario, lo mise KO durante il secondo round con una 'H-Bomb' emblematica, che diverrà il simbolo di Hendo, nonché uno dei KO icona nel mondo delle MMA. A Bisping quella sconfitta non andò mai giù, ma l'inglese lavorò sodo e arrivò al massimo punto della sua carriera fra l'anno scorso e quest'anno. Bisping infatti è a quota quattro vittorie di fila e le ultime due le ha guadagnate contro due dei più temuti e rispettati combattenti nelle 185 libbre: la leggenda vivente Anderson Silva (divenendo il primo uomo capace di batterlo ai punti) e Luke Rockhold, vendicando la bruciante sconfitta di due anni prima. 

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Dan Henderson mette KO Michael Bisping a UFC 100 col suo marchio di fabbrica, la 'H-Bomb'

Bisping ha promesso di mettere KO il 'vecchio' Hendo in maniera spettacolare e di cancellare quella tremenda sconfitta che lo tormenta da anni. Quel KO però, quell'instant classic, quello non si può cancellare. Henderson ha fatto la storia e che vinca o perda, la sua carriera parlerà per lui, per sempre. Sarà sicuramente interessante vedere come il campione dei pesi medi approccerà al match. Umana paura? Esagerata sfrontatezza? Non ci resta che aspettare sabato notte per scoprirlo.

Dalle ore 04:00 su FOX Sports, canale 204 di Sky

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