Neymar, chiesto processo per truffa. Imputati anche Barcellona e Santos

A giudizio anche il padre e gli ex presidenti dei club, Rosell e Rodrigues. L'accusa è di corruzione e truffa ai danni del fondo DIS che deteneva una parte del cartellino di Neymar.

Neymar

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La vicenda delle presunte irregolarità nel contratto col quale il Barcellona aveva prelevato Neymar dal Santos nel 2013 sembra non avere mai una fine. La notizia che la procura di Madrid ha chiesto che sia processato il giocatore, suo padre, i due club e i loro due ex presidenti Rosell e Rodrigues, è piombata nel ritiro della Nazionale brasiliana e nelle sedi delle due società.

Neymar e il padre

I fatti imputati

In parole povere - per quanto lo consenta una vicenda intricata come questa - secondo le ricostruzioni dell'accusa, nel 2011 il Barcellona avrebbe versato una cifra che si presume intorno ai 40 milioni di euro a una società brasiliana di cui la famiglia Neymar è proprietaria al 50%, "prenotando" in tal modo il giocatore e tagliando fuori il Real Madrid. Successivamente si sarebbe accordato col Santos per stipulare un contratto a una cifra molto inferiore al reale valore dell'attaccante, versando il restante ammontare ma facendolo imputare sotto voci diverse.

In tal modo si sarebbe configurata la truffa ai danni del fondo DIS, che era proprietario del 40% del cartellino del giocatore, che si sarebbe così visto riconoscere i suoi diritti su una cifra nettamente inferiore al totale realmente versato dalla società catalana.

Neymar ai tempi del Santos

Che cosa rischiano

In una prima fase il procedimento era stato chiuso con la condanna del Barcellona a pagare una sanzione di 5,5 milioni per frode fiscale, cioè tasse non corrisposte, ma ora i nuovi reati ipotizzati potrebbero aprire scenari imprevedibili. Secondo quanto riferisce El Mundo, infatti, gli imputati rischiano da sei mesi a quattro anni di carcere, una squalifica e una forte sanzione pecuniaria per la corruzione, e da uno a quattro anni di carcere per la truffa.

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