I Beatles amavano il calcio?

La storia della band più famosa di tutti i tempi è sempre stata piena di misteri. Ne è rimasto uno che deve ancora essere svelato: i Beatles amavano il calcio?

La band più famosa di sempe

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Il mito dei Beatles non finirà mai. Le leggende raccontate sui quattro Baronetti di Liverpool alimentano costantemente l'aura di mistero che da sempre avvolge la band più famosa della storia: particolari esegesi dei loro testi (Helter Skelter vale come esempio più lampante), considerazioni occulte sulle copertine dei loro album (Abbey Road vi dice niente?), ipotesi stravaganti sulle loro vite e, purtroppo, sui loro decessi. Insomma, di tutto e di più. Si potrebbe pensare che dei Beatles è stato detto tutto, che il loro "bagaglio narrativo" si sia esaurito, ma invece non è così. C'è ancora un mistero da svelare, di cui in pochi si sono occupati: i Beatles amavano il calcio?

Il gruppo di Liverpool
Da sinistra a destra: Paul McCartney, Ringo Star, George Harrison, John Lennon

Il rapporto tra la band inglese e il calcio è sempre stato equivoco: in rete si possono trovare le teorie più disparate, volte a indicare chi dei quattro era più tifoso e chi meno. C'è chi afferma che il gruppo fosse diviso tra chi tifava Everton e chi Liverpool, chi invece nega qualsiasi coinvolgimento, chi rilancia assicurando addirittura che il Walrus sia in realtà l'ex calciatore Dave Hickson. 

Il quartetto di Liverpool
I Beatles tra mito e realtà

Non si può dare una risposta secca, sia in maniera affermativa che negativa, per risolvere questo dubbio. Disseminati nelle loro carriere, però, ci sono diversi indizi che ci possono aiutare ad ultimare questa "indagine".  

Everton o Liverpool?

Partiamo dalla domanda più semplice: che squadra tifavano i Beatles? L'Everton o il Liverpool? Per risolvere questo primo quesito ci viene in aiuto niente di meno che il quinto beatle, Pete Best, il batterista che nel '62 venne rimpiazzato da Ringo Starr.

Non eravamo particolarmente bravi a giocare a calcio, John era senza dubbio il migliore. Un giorno mi confessò che da sempre sognava di giocare nel Liverpool. Io preferivo Goodison Park.

D'altronde, seppur già famosi in tutto il mondo, i Fab Four erano comunque dei ragazzi, e in un città come Liverpool è difficile rimanere insensibili al calcio. Lo sapeva bene Paul McCartney, nato e cresciuto ad Allerstone, un sobborgo a uguale distanza da Anfield e Goodison Park, a cui fin da bambino era subito stata imposta la scelta di difendere i colori dell'una o dell'altra squadra. Come spesso capita, furono i familiari ad aiutarlo in questa difficile decisione: il cugino di Paul era un vero tifoso dell'Everton e fu lui a spingerlo verso i Toffees. McCartney lo seguì spesso, anche in trasferta, come dimostra questa foto che lo riprende all'uscita della finale di FA Cup del '68, persa contro il West Bromwich.

Il cantante dei Beatles in trasferta per l'Everton
McCartney seguì l'Everton in trasferta nella finale di FA Cup del '68

C'è da ammettere che nel corso degli anni è stato lo stesso cantante e sconfessare la sua fede calcistica. O meglio: Paul segue il calcio come un semplice divertimento, senza nessuna passione sfrenata per una maglia. Ecco perché non ha avuto nessun problema a tifare Liverpool quando la squadra ha raggiunto la finale di Champions con Benitez:

È vero che tifo Everton, ma ho la dispensa papale. Della questione cattolici - protestanti non me ne importa niente, perciò se il Liverpool va in finale di Champions League, io tifo per la squadra della mia città.

Un'affermazione che non avrebbe mai potuto fare durante il loro periodo d'oro: negli anni Sessanta la curiosità intorno alle loro passioni era alle stelle, e loro non si potevano assolutamente permettere di esprimersi in tema di fede calcistica, rischiando di perdere la parte dei tifosi delusi. Fu per questo che il loro agente, Brian Epstein, impose a tutti e quattro di non parlare mai di calcio in pubblico e tantomeno di presenziare agli eventi pubblici, in modo da non creare nessun tipo di tensione. Chissà se Epstein sapeva di stare creando l'ennesimo mistero sulla sua band. Quel che è certo è che lo presero tutti in parola, così i riferimenti allo sport divennero sempre più sporadici. George Harrison seguì il consiglio alla lettera.

A Liverpool ci sono tre squadre. Io tifo per la quarta.

La sciarpa del Liverpool in Help!

Un'immagine di Help
Nel video di Help!, si vede una sciarpa rossa e bianca, come quella del Liverpool

A conferma della passione del gruppo per il calcio, c'è la famosa sciarpa rossa e bianca nel video di Help!, particolarmente visibile durante le scene sulla neve. Un riferimento al Livepool o solo una coincidenza? Nessuno dei quattro musicisti ha mai spiegato il perché di quella decisione. Invece ormai è notizia certa che Paul McCartney non rinunciò alla finale di FA Cup tra Liverpool e Manchester United del 1977, anche se in quel momento era sul suo yatch nei Caraibi. Il cantante fece di tutto per sintonizzarsi via radio, ma alla fine pare che non riuscì a godersi la telecronaca della partita con un paesaggio "alternativo".

Albert Stubbins in Sgt. Pepper's

Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band
Stubbins è in copertina, affianco a Marlene Dietrich

Tra gli indizi che portano a credere che i Beatles abbiano dovuto tacere la loro passione calcistica, c'è un particolare della copertina del loro album più famoso, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band del 1967. La psichedelica immagine dai colori fluo presenta alcune grandi icone popolari in posa per una foto di gruppo. Tra queste, una che non ci si sarebbe aspettati: Albert Stubbins l'ex centravanti del Liverpool, di cui John Lennon era appassionato da bambino.

Glass onion: it's a goal!

I Fab Four
La formazione al completo

Nel 1968 esce White Album. All'interno del disco c'è il brano Glass onion che termina con l'urlo del telecronista inglese "It's a goal", durante la finale dei Mondiali del 1966 vinta dagli inglesi a discapito della Germania. L'urlo è stato poi tagliato nella versione finale e inserito di nuovo nella compilation Anthology 3 del 1996.

Matt Busby in Dig it

Matt Busby, allenatore del Manchester United dal '45 al '69
Matt Busby, l'uomo a cui si è ispirato Alex Ferguson
 

Nel 1969 esce l'album Let it Be, l'ultimo album della band. Uno dei pezzi contenuti è Dig Ituna registrazione di cinquanta secondi con una cantilena sulla lettera B, in cui viene citato proprio Matt Busby, l'allenatore del Manchester United dal 1945 al 1969, fonte di ispirazione per la futura carriera da tecnico di Alex Ferguson, con cui ha condiviso anche il titolo di sir.

La copertina di Wall and Bridges

L'album solista di Lennon Wall and Bridges
Il disegno è di Lennon e rappresenta la finale di Coppa d'Inghilterra del '52

Wall adn Bridges è il quinto album da solista di John Lennon. Esce nel 1974, esattamente ventidue anni dopo la finale di Coppa d'Inghilterra tra Arsenal e Newcastle che lui stesso ritrae nel disegno usato come copertina dell'album. C'è un altro particolare importante in questo "quadretto" che il cantante realizzò all'età di undici anni: il numero 9. L'attaccante ritratto di spalle è Jackie Milburn, vero e proprio idolo delle tifoserie dell'epoca. Probabilmente il motivo per cui quel numero sia così evidente è da ricercare in una semplice affezione giovanile, ma di certo dev'essere rimasto ben in testa a John perché lo segue in tutta la sua carriera: titoli come Revolution 9, The one after 909, Dream 9, fanno venire qualche sospetto.

Il gruppo di Liverpool
I Beatles e il calcio

Suarez e McCartney

Nel 2014, il DailyMail organizza un'intervista di Luis Suarez a Paul McCartney, in cui i due discutono di calcio, musica e del Merseyside, la contea di Liverpool. L'attaccante, ai tempi ancora in forza ai Reds, avvisa il cantante che l'Uruguay affronterà l'Inghilterra nel girone del Mondiale in Brasile.

Se l'Uruguay elimina l'Inghilterra, tu tiferai per noi? Se mi dai la tua parola ti dedico un gol.

Suarez al Liverpool
Prima del trasferimento al Barcellona, Suarez ha avuto la fortuna di intervistare McCartney

Paul è sempre stato un uomo dalla risposta pronta e quella volta non fece eccezione. Ma il pronostico contenuto nelle sue parole si sarebbe rivelato totalmente sbagliato:

È una domanda difficile, perché l'Inghilterrà non perderà con l'Uruguay, ma vincerà la Coppa del Mondo. Io lo so, tu lo sai, tutto il mondo lo sa, però per favore, dedicami un gol in ogni caso.

I quattro Beatles
I Beatles

Come detto all'inizio, è difficile dare una risposta sintetica. Non ci sono dati certi che attestano i Beatles come tifosi sfegatati, ma ci sono abbastanza indizi per proporre questa ipotesi: i Beatles, soprattutto Paul, erano appassionati di calcio ma preferirono seguire i consigli del loro agente per evitare di deludere i loro fan. Questa dichiarazione di McCartney incarna al meglio il loro rapporto con il calcio.

Mi divertivo spesso a giocare a calcio per strada, ma con il tempo ho capito di non essere molto bravo. Vieni sempre messo fuori quando ci sono ragazzi più grandi e più forti di te. E questo fu l'approccio dei Beatles, nessuno di noi era uno sportivo.

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