La Top 11 di Cruijff, non ci sono Messi, né Ronaldo... né l'Italia

Nella sua autobiografia, l'indimenticabile Johan ha stilato la sua formazione ideale di sempre, pescando dalla sua epoca e trascurando i tempi moderni e l'Italia.

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Come sappiamo, in questi giorni è stata pubblicata l'autobiografia che Johan Cruijff scrisse insieme a Jaap De Groot, "La mia rivoluzione", un libro nel quale il grande olandese scomparso nello scorso mese di marzo ripercorre le tappe fondamentali della sua formidabile carriera, condendo il tragitto con il suo pensiero mai banale. Tra le pagine spunta fuori anche quella che secondo lui è la miglior formazione di tutti i tempi, una Top 11 da favola nella quale tuttavia non trovano posto né Leo Messi, né Cristiano Ronaldo, né altre stelle del calcio moderno.

In porta troviamo Lev Yashin, leggenda del calcio russo e primo e unico portiere ad aver vinto il Pallone d'Oro. In difesa, rigorosamente a tre come quella del suo Dream Team blaugrana, c'è Roberto Carlos sul centrosinistra, il Kaiser Beckenbauer al centro e il connazionale Ruud Krol sul centrodestra. In mediana, ecco il pupillo Guardiola in cabina di regia, assistito da Piet Keizer, compagno di Cruijff all'Ajax e in nazionale, con Bobby Charlton e Alfredo Di Stefano a completare un reparto decisamente a trazione anteriore. Infine, il tridente offensivo dei sogni sarebbe quello composto da Garrincha a destra, Pelé in mezzo e Diego Maradona sulla sinistra. 

Si tratta di un giochino, ovviamente, anche perché dubitiamo che il Cruijff-allenatore, per quanto offensivista fino al midollo, avrebbe davvero gradito avere Pelé, Maradona, Garrincha, Bobby Charlton e Di Stefano tutti insieme appassionatamente. Detto questo, sorprende l'assenza quasi totale del calcio degli anni Novanta e Duemila, con le uniche eccezioni rappresentate dal discepolo Pep e da Roberto Carlos.

Bobby Charlton, Johan Cruijff, Eusebio e Pep Guardiola
Bobby Charlton, Johan Cruijff, Eusebio e Pep Guardiola

Invece, conoscendolo, sorprende di meno l'esclusione di rappresentanti del movimento italiano. Cruijff non ha mai avuto particolare simpatia per la natura cinica, concreta e prudente del nostro calcio, e le opinioni sono sacre, soprattutto quelle di un gigante. Ma forse anche i vari Garrincha e Maradona e Pelé avrebbero preferito avere le spalle coperte da un Maldini o da un Baresi, piuttosto che da Roberto Carlos e Ruud Krol.

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