Valencia, Prandelli: "I giocatori prendano esempio dai nostri tifosi"

Nella prima intervista da allenatore del Valencia, rilasciata ad As, Prandelli elenca le ragioni che lo hanno portato in Spagna e spiega l'idea di calcio che vuole trasmettere.

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Dopo il primo allenamento e la prima conferenza stampa, per Cesare Prandelli è arrivato il momento della prima intervista da allenatore del Valencia. Rispondendo alle domande di As, il tecnico italiano ha spiegato la sua idea di calcio e ha elancato i motivi che lo hanno portato ad approdare nel sud della Spagna. Non siede su una panchina dal 27 novembre 2014, giorno del suo esonero dal Galatasaray: un periodo che ha dedicato principalmente alla sua famiglia e a se stesso, per tenere la mentre sgombra, riflettere e guardare più calcio possibile.

Prandelli, nuovo allenatore del Valencia
Prandelli alla sua prima conferenza stampa spagnola

Prandelli ha passato mesi a informarsi sulla condizione delle squadre italiane, spagnole e inglesi, e quando è arrivata la chiamata del Valencia, il 20 settembre, non ha avuto bisogno di molto tempo per decidere, il progetto della squadra lo ha subito convinto. L'ex ct condivide con il club la voglia di tornare tra i grandi d'Europa, come nella tradizione della città, lo stesso desiderio di dimostrare quanto sia glorioso indossare la maglia bianca al Mestalla. Sono bastati due giorni a Prandelli per dire di sì, prendere un volo per Singapore e incontrare il presidente della squadra, Peter Lim. Si sono trovati subito, i due, nella comune convinzione che un progetto si costruisce con calma, passo dopo passo, ma con determinazione. La volontà dell'imprenditore singaporiano è di portare la coppa dalle grandi orecchie a casa del Valencia. La risposta di Prandelli è di quelle che lascia ben sperare:

Io credo nel progetto, sì. Però non possiamo pensare all'Europa mentre siamo alle ultime posizioni. Io ora devo pensare a lavorare, lavorare, lavorare. Abbiamo bisogno di risultati immediati. Tra due settimane abbiamo la prima partita, questa è la prima cosa a cui pensare.

Ovviamente il riferimento all'ultima partita contro l'Atletico Madrid, è il punto zero da cui ripartire. L'abisso tra le due squadre è stato evidente, ma Prandelli sa come infondere fiducia ai suoi ragazzi:

Ho visto che abbiamo una buona base, però dobbiamo lavorare con maggiore intensità, giocare più rapidamente. Il Valencia ha bisogno di pazienza e di una mentalità collettiva. Abbiamo molti margini di miglioramento. E ho visto anche l'atteggiamento dei tifosi, un comportamento che la squadra deve fare suo, perché loro non si stancano mai di credere nella vittoria.

Nuova vita per Prandelli
Prandelli alla sua prima esperienza in Spagna

Prandelli ha avuto un'ottima impressione quando è entrato per la prima volta al Mestalla. Più precisamente, la stessa sensazione che ebbe quando mise piede la prima volta all'Artemio Franchi, casa della Fiorentina. Firenze e Valencia sono accomunate dalla stessa passione per il calcio, un amore che non si esaurisce con il fischio finale dei 90 minuti ma che dura 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per ogni strada si trovano bambini che tirano calci ad un pallone, i giocatori devono imparare a prendere esempio da loro e rispettarli:

I giocatori devono frequentare la città, viverla, così potranno rappresentarla veramente, come merita. Dai miei giocatori esigo il massimo rispetto per i tifosi. Il calcio è lo sport della gente e il giocatore non è altro che un intermediario. 

Ci vuole mentalità ed equilibrio per diventare una vera squadra. Ci vuole anche tempo, Prandelli ci tiene a ribadirlo. L'idea, per ora, è lavorare sulle distanze corte tra le linee, imparare a lasciare poco spazio tra difesa, centrocampo e attacco, restare compatti. Per farlo, innanzitutto, è necessaria un'ottima preparazione fisica, alla quale poi si aggiungeranno le prime idee di tattica, ma solo quelle più chiare e precise. Prandelli assicura che non si approccerà ai suoi con un modello di gioco prestabilito, ma decidendo poco alla volta, studiando le specifiche caratteristiche di ognuno e cercando lo schema migliore per sfruttarle tutte. L'unica certezza, è che il percorso fatto finora dalla squadra non sarà d'esempio: 

A calcio si gioca con la palla, lo sappiamo. Però, più importante del possesso palla, è dove si vuole avere la palla, e quindi dove si vuole recuperarla. Questo è il mio primo obiettivo, non prendere gol, far partecipare tutte le linee sia alla manovra difensiva che a quella offensiva. 

L'ex c.t. dell'Italia, Prandlli
Il nuovo acquisto del Valencia: Cesare Prandelli

L'ultima domanda che viene posta a Prandelli è sulla sfida Italia-Spagna di giovedì 6 ottobre. Quali delle due squadre è cambiata di più? 

La seconda. La Spagna è stata la migliore per 10 anni, una squadra irripetibile. Ora sta cercando la sua nuova identità. Anche l'Italia sta facendo lo stesso.

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