Non solo Cuellar: ecco le 10 sfuriate più celebri contro la stampa

Lo sfogo del portiere dello Sporting Gijon è solo l'ultimo caso di invettive di giocatori e allenatori contro la stampa: da Maradona a Malesani, ecco le più famose.

Alberto Malesani furioso ai tempi del Panathinaikos

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Esiste una parola magica in grado di trasformare il tavolo della sala conferenze in un palcoscenico. O meglio, in un ring (dialettico, s'intende... forse). È il termine "sfuriata", che volendo potremmo declinare i mille sinonimi molto meno galanti (insomma, avete capito). Di quelli che, spesso e volentieri, allenatori e giocatori hanno urlato in faccia ai giornalisti. Per sfogo, per rabbia, per totale distanza tra due mondi da sempre nemici-amici.

L'esempio ancora caldo è l'invettiva di Ivan Cuellar, portiere dello Sporting Gijon: gli appellativi di "idiota" e "hijo de puta", rivolti al cronista "sotto accusa", hanno colorato quella che è stata subito definita come la "sfuriata dell'anno". Quella del numero uno spagnolo è però solo l'ultima intemerata di un giocatore o di un tecnico contro la stampa.

Il quotidiano Marca si è divertito a rintracciare le più internazionali, noi abbiamo fatto altrettanto riservando un posto d'onore alle "arrabbiature" made in Italy. Ecco allora le 10 sfuriate più succose degli ultimi anni. Partendo da una menzione speciale per quella ormai mitologica di Agenore Maurizi, mister dell'Ischia Isolaverde. Semplicemente fuori categoria.

LOUIS VAN GAAL

Anno Domini 1999, il guru olandese siede sulla panchina del Barcellona. Quando un giornalista gli chiede se avesse infranto un patto del silenzio con lo spogliatoio (riguardo a una mancata convocazione di Rivaldo), l'allora tecnico blaugrana perde le staffe:

Sei sempre negativo, mai positivo!

Che, esclamato in spagnolo ma con marcato accento olandese, suona decisamente più sinistro.

DIEGO ARMANDO MARADONA

In ogni classifica che si rispetti, el Diez un posto lo trova sempre. "Merito" della vittoria in extremis contro l'Uruguay, che nel 2009 regalò all'Argentina la faticosa qualificazione ai Mondiali sudafricani. Traguardo dedicato a "tutti gli argentini, meno ai giornalisti". Per loro infatti l'invito è molto chiaro e al limite del beep:

Che succhino e continuino a succhiare!

JOSÉ MOURINHO

Se volete porre una domanda allo Special One, prima ricordatevi almeno di consultare Wikipedia. O Google, come suggerito da Mourinho nel settembre 2015, durante la sua ultima stagione al Chelsea. Al giornalista che gli chiedeva lumi sulla presunta "sindrome da terzo anno" nei club da lui allenati, l'attuale manager del Manchester United elencò tutti i successi ottenuti. Di lì a pochi mesi le strade di Mou e dei Blues si sarebbero separate di nuovo: immaginiamo il ghigno vendicativo del cronista.

PEP GUARDIOLA

Dove c'è Mourinho, c'è Guardiola. Il match "contro" Carles Escolan di Radio Marca risale al settembre 2011. Appena il cronista prende la parola, l'ex tecnico del Barcellona scuote subito la testa e l'indice: "No no no no!". Facile per il dirimpettaio pensare che il fastidio fosse legato alla sua testata di appartenenza, notoriamente filomadridista. Insinuazione rigettata al mittente da parte di Guardiola, con tanto di invito a risparmiare "quel tono".

CRISTIANO RONALDO

Punzecchiare CR7 dopo aver perso 4-0 il derby con l'Atletico Madrid è un po' come andarsela a cercare. Soprattutto se la domanda riguarda un gesto di stizza compiuto ormai quasi due settimane prima, nella gara esterna di Cordoba.

Se fossi intelligente mi faresti domande sulla pessima partita di oggi, ma evidentemente non lo sei.

Firmato Cristiano Ronaldo.

GUTI

I suoi "amapolas", i papaveri, in Spagna sono diventati ormai proverbiali. "Andate a coglierli nei campi!", fu l'invito dell'ex centrocampista del Real Madrid in una conferenza di inizio 2010. Rivolto a chi? Ai giornalisti che speculavano sulla durata troppo "sospetta" del suo infortunio. Lo stesso Guti ha rispolverato recentemente i "papaveri", replicando ironicamente a uno striscione fake apparso nel nuovo PES 2017.

GIOVANNI TRAPATTONI

È forse (ma toglietelo pure) la madre di tutte le sfuriate. Il Trap che sbraita in tedesco maccheronico è pura poesia, materiale di testo da insegnare agli studenti di letteratura. "Was erlaube Strunz?!", "Come ti permetti Strunz?!" risale ormai al 1998, quando l'ex ct della Nazionale sedeva sulla panchina del Bayern Monaco. L'ambiguità tra il cognome del centrocampista tedesco e l'insulto italiano ha contribuito a rendere ancora più leggendario, nel nostro Paese, uno degli sfoghi più famosi di tutti i tempi.

CHRISTIAN VIERI

Nel 2004, durante gli Europei portoghesi, non era ancora stato incoronato dal popolo dei social (ma semplicemente perché ancora erano in fase embrionale) come "re dei Bomber". Giornale sventolato in conferenza, la notizia di un suo presunto litigio con Buffon da smentire:

Io al mattino posso guardarmi allo specchio, voi no. Sono più uomo io di tutti voi messi insieme.

Già, Ibrahimovic doveva ancora farne di strada per arrivare al suo livello.

ALBERTO MALESANI

Sembra incredibile, ma sono trascorsi quasi undici anni dalla sfuriata più citata dalle pagine Facebook di tutta Italia e non solo. Alberto Malesani, volato in Grecia per prendere in consegna le redini del Panathinaikos, sceglie l'italiano per replicare alle critiche dei giornalisti locali. La fatica della traduttrice per stare al passo col tecnico veronese è immensa. Il vertice massimo si tocca con l'ormai celeberrima:

Cos’è diventato il calcio? Una giungla cazo!

Antologia.

GENNARO GATTUSO

Evidentemente l'aria della Grecia, ai nostri allenatori, ispira gli impeti di furia più spontanei. A distanza di nove anni dal predecessore Malesani, ecco allora il campione del Mondo 2006 scagliarsi contro i giornalisti dopo una vittoria del suo OFI Creta, reduce allora da due sconfitte consecutive. Uno sfogo di quasi un quarto d'ora, tra italiano e inglese. E pure un pizzico di greco: 

Quello che scrivono sui giornali sono ca**ate, shit, malakia!

Della serie: mi arrabbio in tutte le lingue del mondo.

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