Valencia, il racconto del primo giorno di Cesare Prandelli

L'avventura spagnola è ufficialmente iniziata, nella giornata di ieri l'ex ct azzurro ha diretto il suo primo allenamento. A Valencia l'aria sembra già cambiata.

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"Es muy dificil vincer a alguien que nunca se rinde", è la scritta che campeggia sui muri della Ciutat Esportiva Paterna. Sembra averla scritta proprio Cesare Prandelli. A rappresentanza della sua filosofia. E lui, in mezzo al campo, nel primo allenamento, la guarda, la legge e quasi sorride con il suo staff. L’immagine che lascia il nuovo allenatore del Valencia è quella di un personaggio sicuro di quel che dovrà fare. Consapevole di aver scelto una sfida difficile. A partire dalla lingua, che era stato il primo – e mai superato – ostacolo di Gary Neville.

Deve imparare lo spagnolo Prandelli, ma dopo il primo giorno al Mestalla, il messaggio è chiaro. Per mettere una città e una afición (detto da lui), la tifoseria, dalla sua parte. Afición è solo una delle parole che Prandelli ha messo lì. Come a dire, calma ragazzi. Sono con voi. Cesare assapora il Mestalla. Ci arriva presto. Come per sentirsi a casa. Mattinata in sede di incontri e conferenza stampa – da sold out – che inizia puntuale alle ore 12. 

È solo l'inizio. Filosofia chiara. “Dobbiamo trabajar", “tenere noi la pelotas”, “l'equipo viene prima del giocatore”. Alle 12.50 finisce la conferenza, è adesso che si capisce che a Valencia qualcosa è cambiato. Il nuovo allenatore viene letteralmente sommerso di saluti e strette di mano. Ha voluto parlare italiano, per essere capito. Per creare quell’empatia che chi c’era prima di lui non ha mai creato. Dopo le parole, le frasi – in spagnolo – arriveranno. Poi il pranzo e si va a Paterna.

Alle 17 la presentazione alla squadra, l’incontro che precede l’allenamento. Ad aiutarlo – con lo spagnolo – c’è Roberta, figura di riferimento anche per il club, già con lui in conferenza. Dalla conferenza sold out, all’allenamento sold out. Quelli che camminano sul sentiero che porta al campo sono almeno il triplo – tra giornalisti e cameraman – di quelli che di solito si vedono da queste parti. Adesso due settimane per preparare la sfida con lo Sporting Gijon e poi il Barcellona in casa. "Espabila", "sbrigati". Si dice così, in Spagna.

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