Real Madrid, Isco: "Non sono un idiota, so di chi è la colpa se non gioco"

Il trequartista andaluso ammette le proprie responsabilità e dichiara fedeltà al Real Madrid, anche se la prossima estate i loro percorsi potrebbero separarsi.

Isco in panchina

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Una sola presenza da titolare in sette giornate di Liga e altre tre da subentrato, per un totale di 127 miseri minuti in campo: non si può dire che la stagione 2016-17 sia partita col ritmo di samba per Isco, che nel Real Madrid di Zidane sta trovando ancora meno spazio rispetto all'anno scorso. L'umore del malagueño non può essere dei migliori, e in questo contesto la convocazione nella selecciòn per le gare di qualificazione mondiale (tra cui quella contro l'Italia) e la prospettiva di giocare rappresenta un toccasana emotivo per il trequartista, che torna a rilasciare un'intervista dopo lungo tempo e analizza con molta lucidità ai microfoni di Marca la sua presente situazione alla Casa Blanca:

Sono qui in nazionale per giocare, come tutti i miei compagni. C'è molta competizione e per me è più difficile, visto che nel mio club gioco molto poco, però darò tutto in allenamento e sfrutterò i minuti che il tecnico vorrà concedermi. Perché a 24 anni non sono ancora un titolarissimo? Non lo so, sono stato intoccabile soltanto a Malaga. La verità è che a Madrid ho giocato molto, più di quello che si pensa, sulle 150 partite, però è altrettanto vero che non sono mai stato titolare fisso. A Madrid è difficile perché la concorrenza è tanta, ma non mi lamento e lavoro quotidianamente per dimostrare quello che so fare.

Come gli ricorda il giornalista di Marca, da quando è arrivato a Madrid, nel 2013, Isco ha collezionato ben 154 presenze con le merengues, solo una in meno di Cristiano Ronaldo, il giocatore più impiegato in questo triennio. Eppure, nonostante le molte opportunità avute, l'andaluso non ha saputo affermarsi definitivamente come punto fermo del Real Madrid. E lui sa di chi è la colpa:

Se non sono diventato intoccabile né con Ancelotti, né con Benitez, né con Zidane, la colpa può essere solo mia. Non sono così idiota da cercare problemi dove non ci sono. Alla fine io sono l'unico responsabile. Certo, con Ancelotti alla fine giocavo praticamente sempre, e se non ero titolare ero il primo cambio, e passare da questa situazione a un'altra nel giro di una sola stagione è stato difficile. Ma è il calcio e bisogna accettarlo, ci sono alti e bassi. Il mio scopo è lottare fino alla fine per dimostrare di essere all'altezza del Real Madrid.

Ancelotti e Isco

L'autocritica di Isco è sicuramente ammirevole - quanto è raro assistere allo spettacolo di un giovane talento che non addossa agli altri la colpa dei propri insuccessi - ma ciò non toglie che abbia tutto il diritto di non essere pienamente felice al Bernabeu:

Se avrei giocato di più in un altro club? Sì, credo di sì, qui ci sono alcuni dei migliori giocatori al mondo, c'è grande concorrenza e un modulo che è praticamente intoccabile. Se ho mai pensato di lasciare il Real Madrid? In realtà no, ho ancora due anni di contratto, il club non mi ha mai detto nulla e io non ho mai chiesto di essere ceduto. Non voglio partire questo inverno, la mia testa è qui, penso al presente. Rinnovo? Non lo so, non ci ho ancora pensato. Vivo giorno per giorno.

Forse non a gennaio, ma con un contratto in scadenza nel 2018 e il corteggiamento serrato di club come Juventus e le due di Manchester, quasi certamente il futuro di Isco sarà riscritto nell'estate 2017.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.