Quando il Barcellona voleva sbarazzarsi del giovane Guardiola

Come racconta Johan Cruijff nella sua autobiografia, c'è stato un tempo in cui il nome dell'attuale tecnico del City non era così popolare tra i dirigenti del Barça.

Guardiola da giocatore

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Se il Barcellona fosse l'America, Pep Guardiola sarebbe venerato come un Thomas Jefferson o un Benjamin Franklin, cioè un padre della patria. E ci mancherebbe, visto l'imparagonabile contributo offerto alla causa catalana sia in campo che in panchina. Eppure, c'è stato un momento in cui il Barcellona è stato a un passo dallo sbarazzarsi di lui senza troppe cerimonie; a rivelarlo è stato un altro augustus blaugrana, il compianto Johann Cruijff, la cui autobiografia "My Turn" è pubblicata a puntate sul Times:

Al Barcellona volevano disfarsi del Guardiola giocatore. Pensavano che non fosse altro che un allampanato spilungone incapace di difendere, fisicamente debole e nullo nel gioco aereo.

Non che fossero critiche completamente prive di fondamento, ma, come scrive l'olandese, in quel ragazzo c'era ben altro.

Venivano sottolineate soltanto le cose in cui non eccelleva, mentre io ero convinto che fossero tutti aspetti che lui avrebbe potuto migliorare. Ciò che quella gente non riusciva proprio a vedere era che Guardiola aveva le qualità fondamentali per raggiungere i massimi livelli: tempi di gioco, tecnica, capacità di lettura. Sono talenti di cui solo poche persone possono disporre, e nel caso di Pep erano presenti in abbondanza

Guardiola festeggia la Champions League 2011Getty
Guardiola portato in trionfo dal suo Barcellona a Wembley nel 2011

Cruijff è stato il grande mentore di Guardiola, come lo stesso tecnico del Manchester City ha ricordato in più occasioni. Da ultimo, nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa:

Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di vivergli intorno hanno preso qualcosa da lui. Ho spiegato a mio figlio che ascoltare Johan era come andare a scuola e che era un professore in grado di aiutarti ad amare il gioco e amare la materia. Prima di conoscerlo io non sapevo nulla di calcio

E, a quanto pare, se non lo avesse conosciuto tutta la sua carriera calcistica avrebbe preso una piega totalmente diversa da ciò che è stato. Ora Pep ha un altro motivo per ringraziare idealmente il suo maestro che non c'è più.

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