Swansea e quel "no" a Giggs per la panchina: ha fallito il colloquio

Il motivo per cui Giggs non ha preso il posto di Guidolin allo Swansea? Non ha passato il colloquio di lavoro. L'arrivo di Bradley, però, non è stato preso bene.

Giggs, Manchester United

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Lo Swansea è sempre più in mano agli americani. Oltre a Jason Levien e Steve Kaplan, i nuovi proprietari d'oltreoceano insediatisi nello stato maggiore del club durante la scorsa estate, adesso è il turno del nuovo allenatore, Bob Bradley, che diventa il primo americano a sedersi su una panchina della Premier League dopo il licenziamento di Francesco Guidolin. Il tutto con buona pace della leggenda gallese Ryan Giggs, che fino a poche ore fa sembrava il candidato numero uno per rimpiazzare l'ex tecnico dell'Udinese. E dunque, cosa è successo alla 'vecchia' gloria del Manchester United? Farà sorridere, ma il buon Ryan non ha superato il colloquio.

"Congratulazioni, siete stati contattati per un colloquio!". Tradotto, significa che la vostra lettera di presentazione e il CV hanno suscitato una buona impressione sui responsabili delle Risorse Umane, i quali vogliono subito sapere di più su di voi. Fin qui, Giggs non ha avuto alcun problemi: le sue credenziali erano senza dubbio perfette per assurgere a nuova guida degli Swans, ma lo step successivo - il faccia a faccia con i datori di lavoro - non ha sortito l'effetto speratoA riportare l'indiscrezione è il DailyMail: secondo il media britannico, Giggs ha sostenuto un vero e proprio colloquio di lavoro con la proprietà americana dello Swansea, non riuscendo però a stupire la dirigenza. 

Colloquio fallito

Trasformare il colloquio in un fallimento. Già, perché un curriculum ricco di competenze ed esperienze, così come ottime referenze, non serve a far superare brillantemente un colloquio di lavoro se il candidato commette un errore imperdonabile. E chissà, cosa avrà mai detto di male il povero Ryan? In realtà, al gallese avrebbe giocato in negativo la mancanza d'esperienza in panchina: a referto, infatti, Giggs vanta all'attivo solo quattro partite come allenatore dei Red Evils, durante il breve interregno per traghettare lo United nel 2014 in sostituzione dell'esonerato David Moyes. In seguito, il Manchester avrebbe ingaggiato Louis van Gaal, di cui Giggs divenne il vice. 

Non si può piacere a tutti. Nulla di più vero, perché all'indomani del primo incontro avuto con il presidente Jenkis, Giggs era pressoché certo di aver ottenuto il posto. Addirittura, il gallese aveva già stilato l'elenco dei collaboratori, contattando altresì l'ex compagno Nicky Butt. A rovinare i piani del gallese, però, ci ha pensato il duo Kaplan-Levien, cestinando il CV di Giggs nell'archivio delle risorse umane. 

Guidolin, ex allenatore dello Swansea

Come in una qualsiasi azienda, i colloqui per gli allenatori sono una prassi necessaria anche nel mondo del calcio inglese. Sicuramente, i selezionatori del Leicester nel 2015 non si sbagliarono: sì, anche Claudio Ranieri  venne assunto dalle Foxes dopo aver passato un duro percorso di selezioneMa non azzardatevi a chiedere ai tifosi dello Swansea come abbiano preso la notizia dell'esonero di Guidolin. Dal Liberty Stadium, infatti, emerge dissenso, frustrazione e rabbia per come lo stato maggiore del club ha trattato il tecnico italiano e il suo staff. 

Siamo delusi per il fatto di non essere stati coinvolti nella decisione di rimuovere Francesco dalla sua posizione né nella nomina del suo successore, nonostante le precedenti assicurazioni dei nuovi azionisti di maggioranza di lavorare a stretto contatto con il Trust".

Quanto contano i tifosi?

Parola al popolo, macché. I tifosi dello Swansea sono l'unica compagine inglese a vantare l'azionariato popolare. Grazie al loro 21,8% di quote, e in virtù della promessa fatta al momento di rilevare lo Swansea dai nuovi proprietari americani di consultarli prima di optare per qualunque scelta, il gruppo degli Swansea City Supporter Trust sperava di essere tirato in causa nella complicata decisione di ridisegnare il futuro della panchina della loro squadra del cuore. Ma tutto è andato diversamente: in spregio al patto stipulato con i supporter, i nuovi proprietari non hanno guardato in faccia nessuno, esautorando il malcapitato Guidolin nel giorno del suo 61° compleanno. Al suo posto, largo al nordamericano Bob Bradley, connazionale dei padroni del club.

Bob Bradley, nuovo allenatore dello Swansea

E il presidente, il sig. Huw Jenkins? Ebbene, malgrado anch'egli detenga il 12,5% delle azioni, non è stato onorato della benché minima considerazione. Giggs snobbato, dunque. Quanto a Bradley, reduce da un'esperienza al Le Havre, il suo addio in Francia non è stato affatto preso in maniera positiva. Infatti, nonostante l'ultima vittoria contro il Sochaux, la notizia del comunicato del cambio di panchina è arrivata all'ultimo minuto, in una maniera estemporanea e stravolgente per la tifoseria d'oltralpe. Insomma, se dalla Premier un allenatore italiano se ne va, allo stesso tempo sbarca un nuovo americano: il primo della storia. 

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