Balotelli: "Italia, ancora non ti merito"

L'attaccante al Nizza sta facendo grandi cose, ma frena: "Caro Ventura, chiamami la prossima volta, sarò al top". E riapre ad un nuovo futuro nel nostro campionato.

Immagine di Balotelli, Nizza

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In Francia Mario Balotelli si è ritrovato. Al Nizza segna, gioca bene e sogna di tornare a grandissimi livelli come qualche anno fa. Ma è ancora presto per vestire di nuovo la maglia della Nazionale. Lo ha detto Giampiero Ventura, confermandolo con le convocazioni per le sfide di qualificazioni al Mondiale 2018 contro Spagna e Macedonia, e anche il diretto interessato. Super Mario ai microfoni di Sky Sport parla chiaro:

Credo sia giusto che non sono stato convocato in Nazionale, non lo merito ancora. Meglio che Ventura mi chiami la prossima volta, vorrei essere al top. Personalmente non lo conosco, a Torino però ha fatto vedere buone cose.
Con la maglia del Nizza 5 presenze e 6 reti complessive. Sì, è decisamente tornato, Balo, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Come quel giallo evitabilissimo dopo il gol al Lorient, che sommato ad un (non) fallo successivo gli è costato il rosso. Ma con l’Italia, giura, si è sempre comportato benissimo:
Non ho mai litigato con nessuno, i casi li hanno sempre creati i giornalisti. Sono arrabbiato solo per una cosa: Prandelli non mi doveva sostituire nell’intervallo della partita con l’Uruguay. Vincere il Mondiale? Con calma, prima devo tornare.

La Francia e il passato

Ah, la Costa Azzurra. Posto incantevole, luogo che con il sole e il mare ha conquistato Balotelli. Niente di più, è bastato questo per un giocatore in cerca di se stesso:
Pensavo a Nizza e al suo clima. Ha una posizione fantastica, venivo da Milano e volevo un posto tranquillo. Lo so, sembra una stupidaggine, per me invece era importante. Qui ora sto bene, giochiamo alla grande, c’è un bel gruppo, siamo giovani e tutti coetanei.
Guai a ricordare gli ultimi due anni, i peggiori della sua carriera tra Liverpool e Milan.
Due ambienti non ideali, non ho fatto errori tecnici o comportamentali, a parte gli infortuni che non dipendono da me. Non stavo bene, questo era il problema. Non mi trovavo male con nessuno, al Milan invece c'erano problemi di organizzazione. Galliani però è una persona fenomenale. Se va via lui si capisce quanto è in confusione il club. Klopp? Non ci conosciamo, ho parlato con lui una sola volta. Mi ha spiegato che potevo andare da qualche altra parte, per lui non ero la prima scelta.
Adesso però lo sguardo è proiettato solo verso il futuro. Magari un ritorno in Italia?
Al Nizza sto benissimo, così come ero felice al Manchester City. Amo il Milan, ma dopo l’ultimo anno sono dispiaciuto. 
E quando si parla di mercato ecco spuntare l’agente Mino Raiola. 
Mai più non si può dire, bisogna essere positivi, dimenticare quello che è stato e guardare avanti.

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